Le riflessioni del mio ultimo post, quello della supremazia del romanzo rispetto al cinema, le ho scritte di getto dopo aver visto "Nell'Erba Alta", il film Netflix tratto dall'omonimo racconto di Stephen King scritto a quattro mani col figlio (Joe Hill). In questo ennesimo adattamento di un'opera di King (e figlio), ancora una volta troviamo poco o niente dell'atmosfera e del senso del racconto. A parte un inizio interessante, il film di Vincenzo Natali (di cui ho apprezzato molto "Cube - Il Cubo"), infatti, prende presto una piega diversa, come accade a molti film e serie tv tratti da romanzi e racconti (non solo di King), e in breve tempo anche noi ci troviamo disorientati lì tra l'erba alta, tra un grido di aiuto proveniente da chissà chi sperduto - come noi - lì dentro, e un altro grido, ben più forte, proveniente dal nostro cervello, che ci invita ad abbandonare la visione. Ma io, di film, ne ho abbandonati veramente pochi. E allora...
