Visualizzazione post con etichetta Turismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Turismo. Mostra tutti i post

sabato 29 febbraio 2020

Fuori Tutti - Dentro Tutti

Torno brevemente sul "Coronavirus": dallo scoppio del boom di contagi nel nostro Paese, è evidente che la ricaduta sul Turismo in Italia sarà devastante. Come cercare di rimediare, dunque, alle disdette di turisti che avevano già prenotato vacanze in Italia, e fare in modo, magari, che ne arrivino il più possibile, nonostante questa "emergenza"?
Facendo capire ai potenziali turisti che l'Italia è comunque sicura, che è un Paese soltanto attento alla salute dei suoi cittadini, e che il "Coronavirus" è un'epidemia influenzale con la quale
(hanno) 
avranno a che fare tutti i Paese del Mondo.
Bene. Benissimo. 
Ma, oggi, proviamo a metterci un po' nei panni di uno straniero che vede il Paese verso cui si sta per recare chiudere Scuole, Cinema, Teatri, annullare Manifestazioni Culturali e Sportive, arrivando persino a rinviare partite importanti dello Sport più seguito a livello nazionale. Ecco. Nei loro panni, ci sentiremmo davvero allettati dall'ipotesi di andare a farci una settimana di vacanze in un posto del genere?
Io no.
Anzi... quasi mi stanno facendo venir voglia di scappar via, da un posto del genere. E andare...
E andare da nessuna parte. Siamo italiani. Untori. Chiudiamo i confini. Prima che arrivino a chiuderceli tutti gli altri. 
O forse è tardi anche per questo?

sabato 19 ottobre 2019

Napoli Mai Retorica

Napoli è una città che non lascia spazio ad alcuna retorica, perché Napoli è una città oggettivamente particolare, oggettivamente bella. E oggettivamente piena di luoghi comuni. Io stesso, da campano, mi sono trovato spesso e volentieri a criticare un certo tipo di atteggiamento che, col tempo, ho imparato non a capire, ma a collocare. Una città come Napoli è e deve essere un capitolo a parte.
La città di Napoli non è però Gomorra, perché Gomorra è un'altra cosa. Gomorra è la Mafia/Camorra/Ndrangheta che infesta non una città ma un Paese intero. 
Napoli non è scippi e scassi, perché quelli, purtroppo, li troviamo ovunque, in ogni zona delle nostre città, perfino dei nostri piccoli paesi; sono originario di un paese di poco più di 3000 anime, e vi assicuro che i furti in casa sono all'ordine del giorno, così come sono all'ordine del giorno in città all'apparenza più sicure, le cui periferie, spesso abbandonate a se stesse, cadono vittime del degrado nazionale. Sì, Nazionale. 
Napoli non è monnezza, perché, vi assicuro, facendovi un giro per la città, dalla stazione alla metro fino alle strade, vi sorprendereste della situazione. La monnezza c'è stata, in qualche zona c'è ancora, forse ci sarà in futuro, ma etichettando Napoli con l'immondizia non solo diremmo una falsità, ma saremmo poi costretti a fare lo stesso parallelo con città come Roma, che, come Napoli anni fa, ha un problema attuale con l'immondizia, colpa di amministrazioni sbagliate. Il che è diverso, diversissimo dal dire che Roma è monnezza.

domenica 10 agosto 2014

Il Mistero di Acaya [o Acaia (o Acaja)]

L'anno scorso nella nostra vacanza nel Salento ci siamo imbattuti in un piccolo borgo del leccese, una frazione di Vernole chiamata probabilmente Acaya. Probabilmente.
Il piccolo centro, oltre a essere molto caratteristico vista la sua particolare struttura (chiuso tra le mura e con un bel Castello proprio all'entrata), mi si presentò praticamente deserto in un'assolata mattinata di agosto. L'impatto fu molto suggestivo; mi aspettavo infatti da un momento all'altro la comparsa di qualche tumbleweed (le sterpaglie rotolanti dei deserti americani) e di un coyote ululante. Mi ritrovai invece a confrontarmi con il mistero legato al suo nome. 
Il buon Roberto Giacobbo si chiederebbe, serio e misterioso: come si chiama in realtà questo posto che sembra lontano anni luce dalla nostra realtà? Acaja? Come ci suggerisce quello straordinario prodigio della tecnologia probabilmente portato sulla Terra da intelligenze extraterresti chiamato Tom Tom?
Oppure Acaia, come ci mostra questo cartello di origini sconosciute situato all'inizio del piccolo e misterioso centro leccese?
O forse ancora Acaya, così com'è segnato su questa inquietante brochure che ci descrive l'oscuro Castello che domina il paese?
Intanto Wikipedia sembra essere certo che il vero nome sia proprio quest'ultimo; ma viste le prove che ho raccolto sul campo, possiamo esserne davvero certi?
Beh, in attesa che Giacobbo ci faccia per davvero una puntata di Voyager (tra tutti gli pseudomisteri che ci presenta nella trasmissione questo sarebbe senza dubbio uno dei più credibili e reali), il mistero resta, e io a fine agosto tornerò in zona per provare a risolverlo.

giovedì 16 maggio 2013

Il Papero di Hong Kong

C'era una volta un Papero Gigante, giallo ed enorme, che felice attraversava il Porto di Victoria Harbour, ad Hong Kong, affiancato da decine e decine di piccole imbarcazioni che sembravano accompagnarlo felici nelle sue spensierate traversate.
Ma una notte, l'enorme Papero Giallo realizzò di sentirsi solo: le barche sfreccianti e i turisti flashanti non riuscivano a renderlo felice così come avrebbe fatto una Paperella o, perché no, un Paperello come lui. Vagò per qualche ora sotto la luce di una Luna che quella notte sembrava anch'essa troppo lontana, e quando capì che per lui non ci sarebbero mai stati Paperelli e Paperelle della sua stazza, ma soltanto barche, motoscafi, navi e turisti, si arrese e lasciò che l'acqua lo cullasse così come avrebbe voluto essere cullato da una Mamma Papera che non c'era mai stata.
Lo ritrovarono al mattino, galleggiante sull'acqua come sempre; ma lui non era più. Il suo corpo sgonfio di vita e di aria galleggiava triste a pelo d'acqua. Ma le barche sfrecciavano ancora, così come i flash lampeggiavano ininterrotti. 
Se ne andò così il Papero di Hong Kong, com'era venuto al mondo, tra una foto e una sirena, tra un marinaio e un turista.
Tra tutte le notizie che danno lo sgonfiamento del Papero per manutenzione o pubblicità, questa, e soltanto questa, è la vera, triste storia del Papero di Hong Kong.
Speriamo sia approdato, oggi, in un Porto migliore, dove abbia potuto trovare un po' di compagnia, alta più o meno 17 metri.
Ciao Papero Gigante, ci mancherai...