sabato 28 febbraio 2015

Carnage (2011)

Vi siete persi "Carnage" di Roman Polanski al Cinema e volete al più presto porre rimedio al misfatto come il sottoscritto? Bene: invece di fare come me e trovare un'ottantina di minuti liberi, vi basterà perderne appena un minuto e mezzo guardando il Trailer a fondo post. Il film è tutto lì. Tutto.
Profondamente deluso per un film sì originale, ma che non riesce assolutamente a sfruttare in pieno quella sua originalità di partenza. 
Si legge nella presentazione sotto il Trailer: "È la storia di due coppie di genitori che si incontrano dopo che i rispettivi figli restano coinvolti in una rissa a scuola. L'incontro va disastrosamente male, ogni coppia attacca le capacità genitoriali degli altri per poi passare ad attaccare sul piano delle problematiche interne al matrimonio."
Perfetto. Ecco tutto il film. Non aspettatevi altro.

Estremismi Fuori Campo

Sinceramente sono stufo di questi estremisti del “No-Calcio”. Sono ripetitivi e banali. Un gruppo di ubriaconi olandesi mette a ferro e fuoco Piazza di Spagna, e di cosa si lamentano? Del fatto che la partita si è giocata. Già, secondo queste teste dall’intelligenza superiore, la partita non si doveva giocare. Come sempre. Effettivamente non giocando una partita di calcio dopo eventuali incidenti, tutto si risolverebbe in un baleno. No, la colpa non è di chi non riesce a far fronte a quattro imbecilli ubriachi, lasciando loro il permesso di fare quello che gli pare, di usare Piazza di Spagna come una discarica (quanto vorrei vedere cos’accadrebbe in un’eventuale scena simile davanti a un Monumento Francese o Inglese!); la colpa è della partita di calcio. La partita di calcio, anzi, il “Calcio” in generale è il male assoluto. Anche perché loro, che non seguono il Calcio, sono esseri superiori, e vedono con disprezzo quei poveracci, esseri inferiori, che invece hanno il cattivo gusto di seguirlo. 
Chissà perché, poi, nelle loro testoline vuote o troppo piene per il troppo sapere di cui sono probabilmente assoluti custodi (sia chiaro che rientrano in quest’ampia schiera anche molti giornalisti), non è balzata mai l’idea, visti proprio i fatti di qualche giorno fa, di invocare la chiusura delle discoteche. Perché? Ma perché è fatto di cronaca l’assurda morte di un giovane laureato in Medicina dopo una lite iniziata in discoteca e finita fuori. Nessuna indignazione riguardo il luogo? Tra l’altro, nemmeno poi tanto nuovo, visto che risse, pestaggi e violenze sessuali capitano non spessissimo ma capitano dentro o poco fuori le discoteche. E allora? Ci scappa il morto prima della finale di Coppa Italia e si invoca addirittura alla sospensione dei Campionati; ci scappa il morto dopo la discoteca e... niente, lo Stadio di Calcio è l’inferno, la discoteca un luogo come un altro. Io, in tutta sincerità, porterei mio figlio mille volte a vedere una partita di calcio (dai 10 ai 18 anni andavo al San Paolo di Napoli – mio Dio! Il San Paolo di Napoli! – quasi ogni benedetta domenica, e mai, ripeto MAI mi è accaduto qualcosa di spiacevole) ma non un sabato sera in discoteca. E voi? Testoline dall’intelligenza superiore? No, non state lì a dirmi né da una parte né dall’altra, perché a quel punto vi inviterei a restarvene a casa ad aspettare i prossimi scontri fuori uno stadio per indignarvi e sì, così, sentirvi superiori. Come piace a voi.
Io intanto domani mi gusterò un'altra squallida e violenta domenica di calcio.

giovedì 12 febbraio 2015

Utopia (Stagione 2)

Utopia finisce qui, con la Seconda Stagione. Vedere la Terza, dunque, resterà per i fans della Serie... sì, un’utopia. Un vero peccato non vedere una vera e propria conclusione per una delle Serie TV più belle e originali degli ultimi anni. 
Dopo una grande, grandissima Prima Stagione, la Seconda si apre con un Episodio a mio parere straordinario, che da solo, collegato direttamente alla Prima Stagione, potrebbe bastare. Ecco, vediamo “Utopia” come una gran bella Serie TV di sette Episodi. Il resto della Seconda non è da buttar via, anzi. La tensione e l’interesse crescono puntata dopo puntata, ma come spesso capita è proprio il Finale di Stagione a deludere le aspettative. Negli ultimi due episodi succedono molte cose, alcune delle quali, però, vanno a compromettere seriamente il futuro della Serie. Appena finisce l’Episodio Finale, infatti, ci si immagina immediatamente una Terza, eventuale Stagione, e ci si rende conto che probabilmente non sarebbe più possibile aspettarsi le emozioni che in queste 2 Stagioni “Utopia” è stata in grado di offrire agli affezionati.
Comunque ci speravo. Odio le belle storie raccontate a metà. Sarebbe stato meglio, a questo punto, chiudere “Utopia” dopo la Prima Stagione (e il 1° Episodio della Seconda come extra!), così come dicevo qualche tempo fa. Ma tant’è...
Indubbiamente la Serie in questa Seconda Stagione ha perso mordente, ma anche qui ci sono stati momenti straordinari. La figura di Arby è senza dubbio quella che spicca di più, sviluppata in maniera più completa rispetto alla Prima Stagione. Jessica Hyde resta Jessica Hyde, anche se con qualche lacuna in più per quanto riguarda la sua vita. 

(SPOILER)

mercoledì 21 gennaio 2015

Che Paese Meraviglioso

Viviamo in un Paese dove un PM si prende il disturbo di chiedere il rinvio a giudizio di un certo Diego Armando Maradona perché, secondo la sua tesi, l'ex Pibe de Oro sarebbe colpevole di aver insultato più volte Equitalia.
Ok, ci potrebbe stare.
Ma non in Italia.
Sì, perché questo è lo stesso Paese dove un Senatore della Repubblica (sì, SENATORE) si permette di offendere due ragazze appena rientrate dalla Siria (al di là del come e perché) con un tweet del genere...

e... continuare a fare il Senatore.
Qualche PM si prenderà mai la briga di denunciare il Senatore? Uno degli uomini che dovrebbe... (brividi) rappresentarci? 
Probabilmente in un Paese civile non ci sarebbe stato nemmeno bisogno di una denuncia, perché il Senatore in questione si sarebbe dimesso immediatamente.
Ma tant'è: viviamo in un Paese dove Maradona viene denunciato per le offese a Equitalia (a noi cittadini in effetti la cosa ci turba particolarmente...) e Gasparri lasciato ancora libero di rappresentarci.
Che Paese meraviglioso.

sabato 17 gennaio 2015

Tutte le (MIE) matite del mondo

Qualche parola sulla vicenda delle vignette pubblicate in un volume dal Corriere della Sera, sull'onda dei fatti avvenuti in Francia. Le vignette, prese dal web e molte delle quali stampate in qualità pessima, sono state pubblicate senza aver preso minimamente in considerazione l'idea di, magari, avvisare gli autori prima della pubblicazione. Gli autori, a ragione, si sono immediatamente incazzati. 
Qualche giorno dopo ecco le scuse del direttore Ferruccio De Bortoli, che ci tiene a ribadire l'assenza di uno scopo di lucro nella pubblicazione (anzi, scopo del tutto benefico) e che, come scritto nel volumetto, gli autori avrebbero potuto contattare il Corriere per la questione dei diritti. 
Ora: non ci vuole certo un genio per capire un problema di fondo che resta e resterà. Non credo sia giusto, lecito, cristallino, che una mia vignetta (o un testo, o una foto) sia inserita in un volume senza il mio permesso, specificando comunque che per i diritti se ne può parlare. Eh no, mio caro illustrissimo direttore, perché se una mia vignetta, un mio testo o una mia foto venisse inserita in un volume, per esempio, intitolato "W il Duce", tu puoi venirmi a pagare tutti i diritti che vuoi, ma a me girerebbero evidentemente le palle che qualcosa di mio sia associato al duce vita natural durante. 
Non è questo il caso, visto lo scopo e l'argomento, ma l'esempio credo sia abbastanza chiaro. 

domenica 7 dicembre 2014

"La Decima Prova" in NASF 10 - FREE

Sono talmente legato a questo concorso, a questo progetto, che nonostante negli ultimi anni il mio tempo libero a disposizione per la Scrittura si sia notevolmente ridotto (e purtroppo negli ultimi mesi ancora di più... come dimostra l'assenza di post recenti), puntualmente cerco di presentare un racconto per questo appuntamento. Dall'Edizione Numero 5 (con “Newpolis”), fino all'ultima, la Numero 10, sono orgogliosamente tra i selezionati. Anche quest’anno, dunque, un mio racconto farà parte del nuovo volume NASF, stavolta a tema libero proprio in onore del traguardo della Decima Edizione del Concorso. Con “La Decima Prova” (questo il titolo del mio racconto), ho voluto già dal titolo celebrare questo importante traguardo del Concorso; alieni alla scoperta di un Pianeta lontano, alla ricerca di segni evidenti che possano dimostrare l'esistenza passata di forme di vita intelligente. Sarà difficile, ma prova dopo prova, il dottor Ediic cercherà di convincere i Direttori che lì, su quel Pianeta, qualcosa in passato si è mosso...
Come ogni anno invito tutti gli amanti della Fantascienza ad avvicinarsi a questo progetto, andando a scoprire non solo il “NASF 10 – FREE”, ma anche i passati volumi, che a mio parere sono davvero delle vere piccole perle di Fantascienza nostrana. Inoltre, tenersi aggiornati sulla prossima edizione per poter partecipare e provare a entrare in questo fantastico mondo.
Chiudo con il complimentarmi col vincitore della Decima Edizione, Roberto Vaccari, e con gli organizzatori che ogni anno riescono a rendere avvincente e sempre più interessante il concorso. 
I miei racconti in NASF:
- NASF 5 X-Punk / OOPArt: Newpolis
- NASF 6 Blood, Dust & Steel: Progetto Stigma
- NASF 7 Tribute: La Cura
- NASF 8 Mutazioni: Una Splendida Giornata
- NASF 9 Albe & Tramonti: L'Ultimo Tramonto
- NASF 10 FREE: La Decima Prova

venerdì 12 settembre 2014

Daniza nel Paese delle Meraviglie

Se dovessimo ragionare tutti come il Governatore del Trentino e gli scagnozzi incompetenti che ha mandato a uccidere l'orsa Daniza vivremmo in un mondo molto difficile.
Innanzitutto potremmo tranquillamente entrare nelle case degli altri per cercare funghi. No, non mi dite che in casa non se ne trovano, perché ce ne sono di surgelati e a volte anche di freschi, appena colti, magari in un bel cesto o al massimo in frigo. E il proprietario della casa in questione? Beh, se proprio s'incazza e ci prende a schiaffi, potremmo sempre sporgere una querela e chiamare la Forestale. Essere feriti da un uomo che si trova in casa propria soltanto perché abbiamo avuto l'ardire di entrare senza permesso per cogliere qualche fungo è una cosa estremamente grave, e l'intervento della Forestale dovrebbe quantomeno servire per sedare la bestia casalinga e spedirla in qualche centro psicosociale. Se poi le dosi sono sbagliate... vabbè, si va all'obitorio.
La vita però sarebbe ancora più complicata se il proprietario della casa violata fosse donna e mamma. E no... tu donna, mamma, non potresti assolutamente permetterti di temere per la vita dei tuoi figli. Siamo pazzi? Al Governatore e ai suoi scagnozzi non gliene frega un cazzo se hai quei due marmocchi tra i piedi e temi che il violatore domiciliare possa fargli del male: oh, del resto è semplicemente entrato in casa tua senza permesso per prendere dei funghi, perché diavolo dovresti temere per la sorte di quei due cuccioli d'uomo a cui tu, madre degenere, tieni così tanto?! E non tirare in ballo che in quella casa ti ci ha piazzato proprio il Governatore o chi di dovere, perché, sia chiaro, in Italia non possiamo star lì a seguire tutte le vicende che creiamo... ci vuole tempo, ci vogliono soldi, ci vuole passione, e soprattutto ci vuole competenza, cosa che nel nostro Paese negli ambienti lavorativi latita peggio dell'ultimo boss della mafia in circolazione.

giovedì 11 settembre 2014

Tutta colpa del T9

«È colpa del T9...»
Quante volte avrò (e avrete) letto questa frase dopo l'ennesima scempiaggine linguistica fatta notare all'ennisimo assassino della lingua italiana? Praticamente se l'errore/orrore linguistico fosse un reato, il T9 avrebbe milioni di denunce e un solo, grande capo d'imputazione: La Social Figura di Merda.
Si racconta però che in alcune arringhe difensive, l'avvocato di turno per difendere il proprio assistito abbia tirato in ballo il T9 per delitti passionali, di mafia, appropriazioni indebite, evasioni fiscali e persino associazioni: dopo il famigerato 416 bis, infatti, si vocifera che nella riforma della Giustizia Renzi stia pensando di inserire il 416 T9, ovvero "Associazione di Tipo Tinnovistico".
Ora: capita a tutti di fare delle figure di merda in materia di Italiano. La nostra lingua è una Signora Lingua, e non è facile. Spesso mi capita di rileggere dieci volte una frase che ho scritto, e ciononostante ci scappa l'errore. Errore, appunto. Il T9 (a volte l'ho accusato a ragione anche io: sarebbe stato denunciato anche dal sottoscritto) può cambiarti una parola, e magari un accento in parole come "parlò" e "parlo". Sorvoliamo pure sulla "e" al posto della "è" e viceversa (anche se la frase, prima del magico tasto "Invio", potrebbe essere riletta, eh...), ma non si può sorvolare quando si tratta di frasi del tipo "Ha Giorgetto non e bastato ubriacarsi a anche fumato daccordo che era festa ma se l'avrei visto io erano cazzi!". Eh no...  se ti avesse visto un Accademico della Crusca i cazzi sarebbero stati i tuoi! E io gli avrei dato volentieri una mano...
Con frasi del genere non è il T9 a essere il colpevole, ma l'estrema ignoranza che ormai dilaga sempre più in maniera preoccupante. Ho una collezione di scempiaggini linguistiche catturate sui vari Social che prima o poi pubblicherò, perché c'è da chiedersi come sia possibile che gente del genere abbia conseguito un Diploma. Ah, non chiediamocelo... è il Sistema d'Istruzione Italiano a rilasciare in serie quei fogli di carta senza senso...
«Senza senso?! Oh, serve per fare la domanda alle Poste!»
Pardon...
Tornando alla serata pazza di Giorgetto: non mi sembra che il T9 (accetto cazziate al riguardo) possa prendersi la libertà di cambiarti una "è" in una "e", o di togliere la "h" alla "ha" o, peggio ancora, di importi di sbagliare un congiuntivo. Almeno non la versione di T9 che ho installata sui miei dispositivi.
Per non parlare poi della punteggiatura... altra pratica semisconosciuta e a tratti mistica per la maggior parte degli italiani. 
Da tempo ormai non mi prendo nemmeno più la briga di far notare orrori del genere, perché spesso si viene insultati (strano, chi se l'aspetterebbe da persone così ben istruite...) o accusati di fare i "professori" (non credo ci sia bisogno di essere un Linguista per capire la differenza tra "a" e "ha").
Il futuro? Sempre peggio. Ormai si notano errori del genere anche in articoli di testate giornalistiche più o meno serie. 
E allora? E allora alla fine credo che bisognerà abituarsi. Il problema, quello vero, è che se non si possiede una base abbastanza solida si rischia di emulare gli errori. Nei commenti di Facebook per leggere una frase relativamente lunga senza erroracci è sempre più un'impresa, e a volte si ha l'impressione che scrivere in quella maniera sia normale.
Comunque ho deciso: a breve pubblicherò alcuni dei più bei commenti letti nella mia carriera da internauta. Alcuni, e dico sul serio, meritano davvero rispetto... perché per scrivere roba del genere c'è bisogno di notevole fantasia, roba quasi da artisti incompresi. 
Per stavolta direi che e tutto. (Scusate, è colpa del T9...)

domenica 10 agosto 2014

Foto(face)book

Ne siamo sommersi. Foto ovunque. Su Facebook praticamente non vedo altro (oltre ai soliti errori/orrori nei commenti che stanno letteralmente facendo a pezzi la nostra povera lingua). 
Immancabile ovviamente il Selfie, da soli o in compagnia: oh, al decimo selfie uguale (perché nel 95% dei casi il contorno è inconsistente e resta in primo piano inevitabilmente la solita, stessa faccia) direi che la vostra faccia più o meno bella ce l'hanno più che presente i vostri amici e contatti. Basta, vi prego...
Le Vacanze poi vincono su tutto. Penso che a breve si comincerà ad andare in vacanza soltanto per pubblicare foto su Facebook: 
«Allora, com'era Parigi?»
«Boh, scusa... non hai visto le foto? Aspè, aspè... guarda, qui eravamo sotto alla Tour Eiffel.»
«Sì, vedo... e dal vivo com'è? Alta? Bella? Di ferro?»
«Boh, scusa... non hai visto le foto? Guarda qua, sì, sembra abbastanza alta, rispetto a noi... guarda qui, Manu fa la smorfia! Qui invece sto con la maglietta del Paris Saint Germain...»
Foto al Mare, immancabili in questo periodo. Il costume ormai non lo si sceglie più per chissà quali pratici motivi, ma in base a come verrà in foto: 
«Visto il mio nuovo costume?»
«No, non siamo state al mare insieme. Però sono curiosa, dai, fammelo vedere...»
«Sì, un attimo che mi collego a Face e... eccolo! Allora, ti piace? Oh, qui ho fatto la foto col marocchino che vendeva i pareo. E qua invece sto con una coppia che abbiamo conosciuto lì... aspè, come si chiamano... un attimo, vedo tra i contatti aggiunti ultimamente... sì, ecco, Giusy e Marco! Che simpatici... questa foto poi! Sto malissimo... non trovi?»
«Ma dov'era qui? Gallipoli?»
«Boh... aspè, che stupidotta che sei! Non hai visto che sotto la foto c'è il luogo dov'è stata scattata? È una figata, col GPS esce in automatico! Devi aggiornarti, tesoro!»  
E che dire delle foto dei Matrimoni? Cristo... le foto dei matrimoni. Ormai oltre agli album fotografici dai prezzi da strozzinaggio puro dei fotografi ("Eh, però ti fanno pure il filmino con la colonna sonora! E che vuoi che siano 6.000 euro per un ricordo del genere?". Ti ci mando adesso o dopo il divorzio?!) ci sono gli album infiniti degli invitati. Ovviamente su Facebook. Un giorno, quando o se mi sposerò, all'entrata della sala del comune (o inverosimilmente della chiesa) e del ristorante farò un po' come i professori prima di un esame: «Ragazzi, cellulari e tablet qui, sul tavolo. Spegneteli e accomodatevi».
Altro classico: il Cibo. Qui ci sono cascato pure io, lo ammetto. Ma una cosa è fotografare e pubblicare un piatto particolare, un'altra è fotografare e pubblicare ogni piatto ingurgitato, con immancabili simpatici (simpaticissimi, guarda...) commenti: sai, so com'è fatto un würstel o, peggio, un boccale di birra. 
Insomma, ormai si fotografa soltanto per Facebook. 
«Com'è venuta?»
«Insomma...»
«Insomma?! Cazzo... è fantastica! Che c'è che non va?»
«Beh, sei venuto troppo piccolo, così non ti vedono bene.»
«Non mi vedono bene? Chi?!»
«Su Facebook. Magari pubblicandola non mi esce con la stessa risoluzione, e ti vedono piccolo piccolo... Mannaggia! Peccato non si possa più rifare adesso...»
«Mi vedono piccolo piccolo?! C'è un'eclissi solare al tramonto sul mare dietro di me, e si vede benissimo! E tu pensi che non sia venuta bene perché i tuoi cazzo di amici mi vedono piccolo piccolo?!»
Che poi, su tutto, dopo una certa soglia di foto regna sovrana la più grande verità sulle foto pubblicate su Facebook: al 99% dei tuoi contatti (l'1% è, se c'è, l'altro soggetto delle foto) di quelle foto non gliene frega un cazzo. 
No, non c'è proprio limite al peggio... 
O forse sì. Quasi quasi mi selfo il post...

Il Mistero di Acaya [o Acaia (o Acaja)]

L'anno scorso nella nostra vacanza nel Salento ci siamo imbattuti in un piccolo borgo del leccese, una frazione di Vernole chiamata probabilmente Acaya. Probabilmente.
Il piccolo centro, oltre a essere molto caratteristico vista la sua particolare struttura (chiuso tra le mura e con un bel Castello proprio all'entrata), mi si presentò praticamente deserto in un'assolata mattinata di agosto. L'impatto fu molto suggestivo; mi aspettavo infatti da un momento all'altro la comparsa di qualche tumbleweed (le sterpaglie rotolanti dei deserti americani) e di un coyote ululante. Mi ritrovai invece a confrontarmi con il mistero legato al suo nome. 
Il buon Roberto Giacobbo si chiederebbe, serio e misterioso: come si chiama in realtà questo posto che sembra lontano anni luce dalla nostra realtà? Acaja? Come ci suggerisce quello straordinario prodigio della tecnologia probabilmente portato sulla Terra da intelligenze extraterresti chiamato Tom Tom?
Oppure Acaia, come ci mostra questo cartello di origini sconosciute situato all'inizio del piccolo e misterioso centro leccese?
O forse ancora Acaya, così com'è segnato su questa inquietante brochure che ci descrive l'oscuro Castello che domina il paese?
Intanto Wikipedia sembra essere certo che il vero nome sia proprio quest'ultimo; ma viste le prove che ho raccolto sul campo, possiamo esserne davvero certi?
Beh, in attesa che Giacobbo ci faccia per davvero una puntata di Voyager (tra tutti gli pseudomisteri che ci presenta nella trasmissione questo sarebbe senza dubbio uno dei più credibili e reali), il mistero resta, e io a fine agosto tornerò in zona per provare a risolverlo.

sabato 9 agosto 2014

La Peggiore delle Ipotesi

Da tifoso del Napoli ieri, come un po' tutti i miei colleghi di colori, al sorteggio per i Preliminari di Champions ho fatto i dovuti scongiuri. Tra tutte le possibili sfidanti bisognava evitarne assolutamente una: l'Athletic Bilbao. Il Napoli, Testa di Serie, avrebbe potuto sfidare francesi, belgi, turchi, danesi... e ovviamente anche gli spagnoli, sperando comunque di evitarli. Bene (anzi male), cosa esce dall'urna di Nyon? Gli spagnoli.
È andata male? Abbastanza.
Potrebbe andare peggio? Certo...
Pescare gli spagnoli dell'Athletic Bilbao infatti non è l'ipotesi peggiore. Quella, da veri professionisti catalizzatori di sfiga, sarebbe pescare gli spagnoli e affrontarli all'andata a Napoli con il ritorno decisivo... in Spagna, nonostante lo status di Testa di Serie. E allora?
E allora eccola che arriva, puntuale, la peggiore delle ipotesi.
In bocca al lupo Napoli... di certo la fortuna non ci ha mai aiutato. Speriamo ci renda sempre più forti.

lunedì 4 agosto 2014

Fenomeni da Baraccone: Il (ta)Vecchio che Avanza

Quasi lo adoro. Quasi. 
In un Calcio Italiano che vuole, anzi esige una rifondazione, l'inizio di un nuovo corso dopo aver toccato il fondo, la candidatura di Carlo Tavecchio a Presidente FIGC è così maledettamente fuori luogo, senza senso, assolutamente incompatibile con quel nuovo progetto che si vuole iniziare, che quasi faccio il tifo per lui. È incredibile come in Italia sia possibile una cosa del genere; è un po' come candidare Paolo Brosio a nuovo direttore del Mucca Assassina o Silvio Berlusconi a Segretario della Rifondazione del Partito di Rifondazione Comunista. Insomma, è come candidare un personaggio impresentabile del Vecchio Calcio Italiano a paladino del Nuovo Calcio Italiano. Eppure è così, è reale, è fattibile, anzi... è più che probabile. 
Tavecchio, dal canto suo, si è esibito in questi giorni in una campagna elettorale a dir poco impeccabile: tra negri mangiabanane e donne handicappate (ma molto simili ai maschi!), ieri il gran finale (ma forse c'è ancora spazio per altre minchiate), con il suo sfogo: "Nemmeno l'assassino Kennedy è stato trattato come me!" (dai, almeno un po' meglio sì... Lee Harvey Oswald è stato ammazzato poco dopo il misfatto). Che personaggio...
E allora rivediamoci alcune perle (dei porci) del possibile artefice della rifondazione del Calcio Italiano, cominciando dal suo Elogio della Donna Handicappata Molto Simile al Maschio...
...e finendo con il suo Manifesto Per un Calcio Libero dai Mangiatori di Banane:

venerdì 1 agosto 2014

The Strain: La Serie TV di Guillermo del Toro

Un'altra Serie TV che merita sicuramente un'occhiata è "The Strain", di Guillermo del Toro e Chuck Hogan. Amando particolarmente i lavori di Del Toro non potevo farmela sfuggire, e dalla visione delle prime 3 puntate posso ritenermi abbastanza soddisfatto. L'orrore c'è, la storia pure (anche se per il momento non mi sembra originalissima), e i personaggi sembrano stiano prendendo buone caratteristiche. Insomma, per il momento "The Strain" è promosso... ma ne riparleremo sicuramente meglio a Stagione finita.

Israele può

Cosa sarebbe successo se una Nazione, una qualunque al mondo, avesse bombardato una scuola col Simbolo dell'ONU provocando una strage di bambini? Non oso nemmeno immaginarlo...
Ma se la Nazione (Nazione?!) in questione è Israele, allora non serve nemmeno immaginarlo, perché è accaduto, e accadrà. E allora? E allora niente. Israele può. In poche parole Israele può fare quello che cazzo gli pare, anche provocare migliaia e migliaia di vittime innocenti tra le quali anche bambini; oppure proclamare tregue a casaccio e interromperle, appunto, quando gli pare, a caso, senza temere la benché minima reazione da parte dell'intera Comunità Internazionale; e parlo di interventi seri, non di cazziate verbali anche poco convinte. Si interviene in Iraq, in Afghanistan, in Siria - e non certo con cazziatoni verbali - ma non si interviene per fermare questi assassini senza dignità e senza scrupoli, occupanti e opprimenti. Perché?!
Perché Israele può.  
Palestina Libera.

Dylan Dog 335 - Il Calvario

In attesa del nuovo corso di "Dylan Dog", che inizierà col numero 337 in edicola a settembre (Spazio Profondo), merita di essere letto anche il numero di questo mese, il 335, "Il Calvario". Finalmente una bella storia, dove scopriremo anche un Dylan inedito, ovvero un attento papà...
Storia interessante, con un finale amaro e probabilmente fin troppo veritiero.