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domenica 5 aprile 2020

The Road (2009)

Mi ero ripromesso di guardare questo film subito dopo aver letto il libro da cui è tratto, "La Strada", di Cormac McCarthy, che è diventato uno dei miei Libri preferiti in assoluto.
"The Road" è un buon film già come storia a sé, e una altrettanto buona trasposizione cinematografica di una grande Opera Letteraria. Certo, a mio parere nel film non si riesce a respirare in pieno la fredda, freddissima e cupa atmosfera del Libro, ma fa di tutto per avvicinarsi, anche se deve arrendersi di fronte alle tetre descrizioni che McCarthy fa nella sua opera, soprattutto quando ci parla di quel che l'essere umano, in situazioni del genere, potrebbe arrivare a fare. Straziante... soprattutto di fronte agli occhi di un bambino.
Il film, poi, aggiunge qualcosa in più sulla storia della mamma (Charlize Theron abbagliante come sempre, anche in poche scene) del bambino (anche qui, come nel libro, è semplicemente il Bambino). Una storia di sopravvivenza di padre e figlio dopo un disastro apocalittico. Una storia triste, grigia, fredda, atroce, ambientata in un mondo triste, grigio, freddo, atroce e senza speranza. Una speranza che, comunque, il padre del bambino (bravissimo Viggo Mortensen) cerca di donare al figlio, anche se ben cosciente di  tutto ciò che li circonda.
Un finale, come poche volte accade nelle opere cinematografiche tratte da libri, abbastanza fedele alla storia originale, e che chiude un film che, nonostante non faccia dell'azione sfrenata il suo marchio, riesce a tenere incollati allo schermo per tutta la sua durata. Un film, "The Road", sicuramente tra i più belli e intensi lungometraggi post-apocalittici, e uno dei migliori adattamenti tratti da un libro.
(VOTO: 7,5 - Fuoco Dentro)

mercoledì 29 agosto 2012

A Dangerous Method (2011)

Il film di Cronenberg parte benissimo, con una Keira Knightley in splendida forma, e uno Jung abbastanza credibile. I problemi iniziano con l'entrata del buon vecchio Freud: la sua figura viene a mio parere sviluppata malissimo, e seppur sono cosciente del fatto di non essere un esperto in materia, credo che sia fin troppo chiaro che il film, così sviluppato, lasci allo spettatore medio poco o niente. Allo stesso modo credo che anche gli "esperti" in materia possano trovare il film lacunoso e inconcludente. 
La disputa tra Jung e Freud, e la storia di Sabina Spielrein, non sono riusciti a interessarmi come credevo, forse perché, se analizziamo la storia, i temi sono stati trattati soltanto superficialmente. Due figure enormi come quelle dei due padri della psicanalisi vengono in questo film ridimensionate, e rese due semplici comparse, attori scialbi di una sorta di storia amorosa e tormentata. 
Tolta la prima ventina di minuti, "A Dangerous Method" diventa più che altro un "Boring Method", e il finale non fa altro che confermare il tutto.
Ho apprezzato spesso il cinema di Cronenberg, ma non è questo il caso. 
(VOTO: 5 - A Boring Method)