mercoledì 21 agosto 2019

Il Risveglio del Dauno

C'è stato un tempo in cui un Orco Verde si aggirava per le Terre Italiche seminando selfie e rimpatri. È stato un tempo buio, in cui l'Orco, che veniva dal profondo Nord, ai confini con l'Elvetia, Terra di Lingotti di Cioccolato custoditi nelle Banche degli Gnomi, dettava legge. Una legge imposta nonostante l'Orco avesse un suo pari, un Elfo Giallo proveniente dalle calde e assolate Terre di Partenope, e addirittura un Superiore, un Professorone di origini Daune. Una legge diventata ben presto puramente Orchica perché entrambi, chi troppo debole, chi troppo assonnato, nell'arco del loro Governo, pardon, del Governo dell'Orco, mai in grado di contrastarlo, diventando ben presto vittime sacrificali. E allora ecco che l'Orco, libero di scorrazzare per le spiagge e per le locande delle Italiche Lande, a suon di organetti, clavicembali e mandolini, circondato da danzanti cortigiane ignare e ignoranti, e accolto in ogni dove da folle festanti di beoni gretti e ruttanti, ben presto si è preso quasi l'intero Regno. E a nulla, a nulla son servite le sue possibili debolezze: gli averi segreti della Casata dell'Orco (si racconta di 49 barili d'oro) da cui proviene; l'accusa di sequestro di disperati provenienti dalle Desertiche Lande della Terra dei Mori fermi in mezzo al mare; i possibili contatti con loschi individui in Steppa Siberiana. A nulla. A nulla perché, tra gli sguardi sgomenti dei pochi Italici ancora attenti, l'Elfo Giallo e il Professorone Dauno si son prostrati all'Orco facendo finta di nulla. E allora, ancora, l'Orco Verde, in un impeto di delirio di onnipotenza, ha stracciato la Pergamena di Governo firmata con l'Elfo e il Professorone, partendo alla conquista delle Terre Italiche intere, senza Elfi, Professoroni o chicchessia tra i piedi, perché da buon Orco è cosa buona e giusta, lo giura su Madonne e Santini, aver pieni poteri per un decennio, ma sì, magari un ventennio.
Ma, si sa, a volte la brama di potere acceca i bramosi, e le bastonate violente svegliano i can che dormono beati. 
C'è stato un tempo, fino a ieri, in cui un Orco Verde pensava di aver conquistato quello che si era prefissato di conquistare. Poi, come risvegliato da un sogno fatto di e signorsi, il Professorone Dauno ha sguainato la spada di fuoco gelosamente e segretamente custodita fino a quel momento, e  sotto gli occhioni lucidi dell'Elfo Giallo ha provato a far a brandelli l'Orco, davanti a una folla divisa tra festanti e sgomenti. 
Ma l'Orco Verde non è stato sconfitto. Battuto, bastonato, schiaffeggiato, umiliato, ma non sconfitto. E potrebbe riprendersi subito ciò che secondo lui gli spetta, perché, lo sappiamo tutti, la folla di beoni gretti e ruttanti è ancora là fuori, tra di noi, pronta a cavalcare l'onda della paura che l'Orco sa ben gettargli addosso, così come anche dopo il violento attacco del Professorone Dauno ha fatto. 
Compatti, lucidi, attenti, noi veri popolani non dobbiamo concentrarci per sconfiggere l'Orco... ma l'orda affamata che si nutre delle paure che semina tra noi, e che noi per fortuna non divoriamo perché già sazi di sapere e di buon senso. Eccola, allora, la chiave: proviamo a sfamare l'orda col nostro cibo, e non con quello dell'Orco. Sempre che non abbiano il palato definitivamente guastato dall'amaro gusto della paura. 

lunedì 19 agosto 2019

Sotto i Nostri Piedi

Cos'accadrebbe se riuscissimo a scavare un buco profondo, profondissimo, proprio sotto i nostri piedi? Un buco talmente profondo da attraversare il Nucleo della Terra e spuntare dall'altra parte del Globo? Ce lo dice "Antipodes Map".
A me (e a tutti gli italiani, vista la vastità degli Oceani) non andrebbe benissimo: spunterei in pieno Oceano Pacifico. Stanco e distrutto per il lavoraccio appena concluso... com'è che si dice? Mai una gioia. In pieno Oceano, senza saper nuotare, con le Isole Chatham (eh?!) il posto su terra ferma più vicino. Beh, a dire il vero, più a ovest ci sarebbe anche la Nuova Zelanda...
Come se non bastasse, il sito mi prende anche per il culo: "It`s only water around, but I think you can handle it.". Pensi male, amico mio. Come detto non so nuotare.
Ma il mio problema, a dire il vero, sarebbe nulla rispetto a quello di un convinto Terrapiattista. Anche se credo che a lui non servirebbe un sito come questo per sapere dove andrebbe a finire...
PARTENZA:
ARRIVO:

Cercasi Disegnatori

Se avete la passione per il DisegnoEnrico Teodorani cerca disegnatori per una nuova serie a fumetti western scritta dalla moglie Francesca Paolucci, e che avrà per protagonista una pistolera indiana. Per contatti: mupis2@alice.it

sabato 17 agosto 2019

Immagini e/o Parole

La disputa è aspra. Da sempre: vedere Film e Serie TV straniere in lingua originale o doppiate in italiano? Insomma: con o senza Sottotitoli? Fino a qualche tempo fa, lo ammetto, ero tra i Cultori dell'Opera in Lingua Originale. Sottotitoli? No, grazie. Poi, col passare del tempo (starò invecchiando? Certo che sì, amico), ho cominciato ad apprezzare anche Film e Serie doppiate, spesso addirittura preferendole. Arrivare a questa decisione non è stato facile. Ma più passavo il tempo a guardare Serie TV e Film con sottotitoli, più mi accorgevo di perdermi sguardi, dettagli, particolari, smorfie che i miei occhi non potevano cogliere perché troppo impegnati a leggere sottotitoli che, spesso, erano tanti e veloci. In definitiva, quindi, ammiro e invidio quelli che dicono di riuscire a leggere le decine e decine di righe di sottotitoli a ritmo serrato sullo schermo, e a cogliere allo stesso tempo ogni particolare in video, anche quelli in alto a sinistra o a destra. Sì, vi invidio. Io non ci riesco. In fondo, sono tra quelli che amano leggere anche per il gusto di leggere, soffermandomi sulla punteggiatura, su quella parola, su quella frase, su quel dialogo particolarmente bello. E che dire dei terrificanti errori che spesso si leggono tra i sottotitoli?
Sono quindi passato al Lato Oscuro della Visione? Tra quelli che dicono, senza mezzi termini, che se volessero leggere qualcosa si leggerebbero un Libro, e non una Serie TV? Chissà. Di sicuro guarderei soltanto Film e Serie in lingua originale nel momento in cui riuscissi a padroneggiare in una certa maniera quella certa lingua. Niente sottotitoli, quindi, ma visione in audio originale in lingua davvero originale. Allora sì che mi sentirei un figo...
Per il resto, una cosa è certa: è proprio questa la mia situazione attuale ogni volta che mi accingo a guardare un'opera sottotitolata:

venerdì 16 agosto 2019

Dark (Stagione 2)

Con l'arrivo di agosto, e con più tempo libero a disposizione, sono riuscito finalmente a studiarmi con serietà la Prima Stagione di "Dark". Appunti, video, alberi genealogici, qualche manuale sullo Spazio-Tempo e via, pronto per la Seconda Stagione!
Una Seconda Stagione a mio parere davvero bella. Per certi versi paradossalmente più semplice e fruibile della Prima, con picchi molto alti e situazioni, scene e dialoghi, all'altezza di una grande Serie TV. Tutto bello, quindi? Quasi.
In Dark il Tempo è il grande protagonista. E il Tempo, per quanto mi riguarda, è uno degli argomenti più affascinanti che si possano affrontare in Narrativa. Affascinante, sì, ma anche complesso, terribilmente complesso.  Ecco perché quando ci si imbatte in storie che hanno come protagonista il Tempo, i Viaggi nel Tempo, e tutto ciò che ruota intorno a esso, spesso ci troviamo di fronte a opere mediocri, prive di senso logico e che spesso sfociano nel ridicolo. Questo non accade in Dark, in nessuna delle 2 Stagioni, ma il tutto rischia di essere rovinato dalla prassi, ormai consolidata, delle attuali Serie TV: si va a oltranza. Finché il prodotto tira, si continua, altrimenti addio, in barba a tutti i possibili finali e scenari rimasti aperti. La domanda che mi sono posto alla fine della Seconda Stagione di Dark, infatti, è stata: che ne sarebbe stato di questa Serie TV se i creatori avessero scritto e finito la storia nell'arco di 2, massimo 3 Stagioni (come si vocifera, e spero!)? La risposta è che ne sarebbe uscita una grandissima Serie TV.
Questa non è una Recensione vera e propria, anche perché per la complessità della Storia mi ritroverei a fare salti continui tra una Stagione e l'altra, e anche perché resto sempre dell'idea che quando una Serie merita, meno se ne legge, conosce, ci si fa condizionare prima, meglio è. Non è una Recensione, dunque, ma una valutazione positiva sulla Serie, e una meno positiva sul finale della Seconda Stagione. Quindi, per chi non l'avesse ancora vista, il mio consiglio è: fermatevi qui e andate a guardarvela. Assolutamente!
Per chi già l'ha vista, invece...


(SPOILER)


martedì 13 agosto 2019

Piccolo Grande Poppy

Quando arrivò, 13 anni fa, mi stava nel palmo di una mano. Dopo qualche mese diventò grande quanto una mia scarpa...
Ieri se n'è andato. Per un giorno, un solo giorno non ho fatto in tempo a salutarlo. Ti ho voluto bene, piccolo Amico mio, e tu ne hai voluto a me. 
Addio Poppy.

domenica 11 agosto 2019

Mars Attack

Ci risiamo. Anche quest'estate torna a fare la sua apparizione la "bufala" di Marte così vicino da apparire grande come la Luna
A parte il fatto che Marte, quando le condizioni lo permettono, è già visibile a occhio nudo, credo che per ogni persona dotata di un minimo di cultura non serva star qui a spiegare perché ciò che è scritto nella foto-bufala che gira non sia possibile, né probabile, né, aggiungerei, auspicabile. Se dovessimo vedere Marte così grande, infatti, io qualche brutto pensiero comincerei a farlo. E pensare a quest'ipotesi (spaventosa) mi ha fatto tornare in mente una scena di uno dei miei film preferiti in assoluto:
In Melancholia, da cui è tratta l'immagine, un certo pianeta, a un certo punto, fu effettivamente visibile grande come la Luna; e non fu una gran bella cosa.
Che Marte se ne stia dove sta (tra l'altro, in questo momento, in uno dei punti di massima lontananza possibili), quindi. E che i somari che ogni anno riescono a dare credibilità a una simile boiata, si limitino a osservare la Luna, e ispirati da essa comincino a chiedersi cosa possono fare per migliorare la loro disagiata condizione. Usare il web per informarsi attivamente e non passivamente, suggerirei.

venerdì 9 agosto 2019

The Boys (Stagione 1)

Di Film con Supereroi ne ho visti, anche se non mi posso definire un vero e proprio patito. Seguo le vicende degli Avengers, degli X-Men (non ho visto però l'ultimo, scoraggiato da ciò che ho letto in giro) e di buona parte dei "Supereroi Classici" in versione solista. Ecco allora che ho accolto molto bene l'arrivo di una Serie TV originale Amazon proprio sui Supereroi. "The Boys", però, va decisamente oltre quel concetto, e posso dire che la cosa mi ha davvero entusiasmato.
Premetto che forse questo mio entusiasmo è amplificato anche dal fatto che non conosco il Fumetto di Ennis e Robertson, e che quindi non posso fare un paragone serio con ciò che è l'impianto portante e originale della storia. Fatta questa doverosa premessa, la Serie mi è piaciuta parecchio. 
In un mondo in cui i Supereroi convivono con il resto della popolazione, soltanto 7 di loro fanno parte di una Multinazionale che, oltre a sfruttare le loro capacità per metterle al servizio del popolo, combattendo la criminalità, li gestisce come vere e proprie Star del Web, dei Social e della Pubblicità. Per un Supereroe, entrare nei 7 della Vought-American è il sogno della vita. Un sogno che si realizza per la giovane Annie January, ovvero Starlight, che entra a far parte dei 7 (in una maniera già abbastanza forte, che ci fa subito capire a cosa stiamo andando incontro) dopo l'addio forzato di Fiaccola.
La particolarità di questa Serie TV, e ovviamente del Fumetto da cui è tratta, appunto, è che qui vediamo i Supereroi anche - e soprattutto - nel loro aspetto privato. Un privato lontano anni luce da ciò che il popolo è abituato a vedere, fatto di soprusi, droga, violenza e sì, ingiustizie. E la storia ci tiene a mostrarcelo subito, con una delle scene iniziali che ci fa vedere quanto effettivamente potrebbe essere problematico per noi vivere in un mondo popolato da esseri straordinari come i Supereroi. A farne le spese è uno dei protagonisti, Hugh, che di punto in bianco si ritroverà a guardare gli acclamati Supereroi sotto una diversa luce. Una luce oscura, molto oscura.


(SPOILER)

giovedì 8 agosto 2019

Le Canzoni della Sera (Volume 5)

Tra le Canzoni presenti in questo 5° Volume, ce n'è anche una a cui sono particolarmente legato. È sulle prime note di "You Shook Me All Night Long" degli AC/DC, infatti, che io e mia moglie siamo arrivati in Sala Ricevimento dove i pazienti invitati ci aspettavano. Un Matrimonio, il nostro, cominciato con un intro decisamente Rock e chiuso... beh, della chiusura ne parlerò in un altro "Volume".
In questo troviamo anche un cantautore a cui sono molto legato, Francesco Guccini. Un altro probabilmente un po' sottovalutato... o meglio, non conosciuto come meriterebbe: Ivan Graziani. E, sempre di italiani ad altissimi livelli, mi è piaciuto inserire dei Mostri Sacri come il Banco del Muto Soccorso e i C.S.I. (sono un loro autentico fan; peccato che non ci siano più), ed altri meno conosciuti come Il Teatro degli Orrori e i Death SS (direi tra i primi gruppi metallari italiani). E non saprei se mettere tra i meno conosciuti i Gem Boy...
E troviamo dei Mostri Sacri anche nella Musica straniera, come gli AC/DC, appunto, i Black Sabbath, il loro frontman in versione solista, Ozzy (il suo abbaiare alla Luna è arrivato nel giorno dell'Eclisse Parziale) e un classico dei classici: "You Spin Me Round" dei Dead Or Alive. Menzione speciale per i Garbage, nel giorno del loro fantastico concerto al Vittoriale.
Buon ascolto.

#101 System Of A Down - Toxicity  (04-lug-19)
#102 The Offspring - Gone Away (05-lug-19)
#103 Blondie - Maria (06-lug-19)
#104 Francesco Guccini - Autogrill (07-lug-19)
#105 Marilyn Manson - Tainted Love (08-lug-19)
#106 Garbage - I Think I'm Paranoid (09-lug-19)
#107 Bloodhound Gang - The Bad Touch (10-lug-19)
#108 Il Teatro degli Orrori - A sangue freddo (11-lug-19)
#109 Dead Or Alive - You Spin Me Round (Like a Record) (12-lug-19)
#110 AC/DC - You Shook Me All Night Long (13-lug-19)
#111 Ivan Graziani - Taglia la testa al Gallo (14-lug-19)
#112 Florence + The Machine - Delilah (The Odyssey – Chapter 8) (15-lug-19)
#113 Ozzy Osbourne - Bark at the Moon (16-lug-19)
#114 Gorillaz - Feel Good Inc. (17-lug-19)
#115 C.S.I. - Forma e Sostanza (18-lug-19)
#116 Radical Face - Welcome Home (19-lug-19)
#117 Hard-Fi - Suburban Knights (20-lug-19)
#118 Serj Tankian - Sky Is Over (21-lug-19)
#119 Bruce Dickinson - Chemical Wedding (22-lug-19)
#120 Banco del Mutuo Soccorso - Paolo Pa (23-lug-19)
#121 Biffy Clyro - Mountains (24-lug-19)
#122 Death SS - Transylvania (25-lug-19)
#123 Black Sabbath - Paranoid (26-lug-19)
#124 Gem Boy - Orgia Cartoon (27-lug-19)
#125 Blur - Song 2 (28-lug-19)

martedì 6 agosto 2019

Another Life (Stagione 1)

Quando in una Serie TV che ti appresti a vedere, i Personaggi sono sbagliati, sai già che sarà molto difficile fartela piacere. Questo, ma non solo, è successo con "Another Life", la nuova Serie TV fantascientifica di Netflix, che racconta la storia di un gruppo di astronauti in missione per indagare sulle origini di un artefatto alieno apparso improvvisamente sulla Terra. Una missione che, a dire il vero, non parte con i migliori auspici. Troviamo infatti un equipaggio composto da ragazzini poco credibili (non solo per l'età) capitanati da una Comandante evidentemente instabile e parecchio suscettibile. Cosa potrebbe andar male, dunque, in una missione del genere? Fate voi.
Altro grande limite di questa Serie sono le nozioni scientifiche. Premesso che credo sia davvero impossibile creare una storia tanto interessante quanto coerente con leggi fisiche e astrofisiche, qui a volte si esagera. E infine, a dire il vero, sono stanco di questa tipologia di Alieni... anzi, di questa tipologia di Interfaccia Aliena. Basta, vi prego...
Non vi dirò altro, perché questa non è una Recensione ma una piccola riflessione sulla Serie.
Consigliata? Con tutto quello che c'è in giro... un'occhiata gliela si può dare.
(VOTO: 5 - Un viaggetto fuori porta)
Katee Sackhoff

domenica 4 agosto 2019

Quando il Meme Chiama

Scusate, ma dopo aver visto "La Casa di Carta", essere passato alla visione di "The Boys", e aver finito di guardare la Prima Stagione, nella mia mente mi si è materializzato immediatamente lui...

sabato 3 agosto 2019

Le Parole Urlate del Potere

Non starò qui a esprimermi sulla politica del vicepremier, perché la mia idea politica è più che chiara. Ciò che vorrei sottolineare, ancora una volta, è la modalità con cui il Potere Politico Italiano si pone oggi nei confronti dei suoi cittadini. Famoso, in questi giorni, l'ennesimo Tweet di Salvini:
Analizzarlo non è difficile, ma sicuramente fastidioso. Fastidioso perché per me, che sono strano, sia chiaro, è un colpo al cuore leggere cose come "zingaraccia, stai buona", e un "RUSPA" a caratteri maiuscoli, come a urlarlo, scritte da un Ministro della Repubblica Italiana. Perché, parliamoci chiaro, è ancor più fastidioso, orribile, penalmente perseguibile ricevere minacce di morte, ma la risposta a queste minacce, da parte di un rappresentate della nostra Repubblica, se mi permettete, dovrebbe essere diversa, dovrebbe essere la risposta di un Ministro. La risposta, in parole povere, di un Potere che è tale perché diverso, migliore, al di sopra dell'uomo della strada.
Ma, pensandoci bene, è altrettanto chiaro che Matteo Salvini ha imparato a conoscere l'italiano medio di questo particolare (e buio) periodo storico, che si aspetta da un rappresentante dello Stato non un'elevazione, non una particolare dote che lo distingui (in positivo) dall'uomo di strada; si aspetta invece, anzi vuole, pretende, che sia uno di loro a dirigerli, a comandarli, a indirizzarli verso non si sa bene cosa, ormai. Insomma, non vuole "professoroni" o "espertoni" (perché mai pretendere persone davvero competenti in quel determinato ambito?!), ma qualcuno che sia come il salumiere, l'operaio, il disoccupato o come quello che scrive cazzate su un blog. Sì, Salvini questo lo ha capito, e gliene si deve dare atto. Del resto era ed è quello che pretendono anche i suoi alleati, i 5 Stelle, che da sempre hanno dimostrato di non capire che, in un Paese normale, un Paese in grado di funzionare, a dirigere i giochi non può e non deve essere "uno di noi", perché io, perché noi, dobbiamo e dovremmo sperare che a dirigerci sia qualcuno che ne sappia di più, con doti e capacità di gran lunga superiori alle nostre, che si assuma grandi, enormi responsabilità e che sì, sia pagato a dovere per ciò che di importante farà.
Ma oggi va così. E allora ben vengano termini simili dalla bocca di un Ministro, ben vengano le goliardate "da papà", ben venga tutto purché sia come noi e con noi cavalchi le nostre paure.
Prossimo passo, dunque: cantare l'inno di Mameli ruttando.

venerdì 2 agosto 2019

La Casa di Carta (Stagione 3)

In definitiva, dopo la visione della Terza Stagione, o Terza Parte, fate voi, sono giunto alla conclusione che "La Casa di Carta" non può essere criticata come si critica qualsiasi altro prodotto teoricamente fatto bene. Chi, come me, sceglie di addentrarsi così tanto in là nella visione di una Serie come questa, dev'essere consapevole di ciò che sta guardando, e come tale essere libero di terminarla se non gli va a genio. Io, dopo aver visto tutti e 30 gli episodi, ho capito che questo non è un buon prodotto, e che va visto per quello che è: un prodotto semplice. Personaggi semplici, in una storia semplice, per un pubblico semplice. E il pubblico semplice, si sa, è la grande fetta del mercato. Ma quando parlo di "pubblico semplice" non lo scrivo con disprezzo; non in questo caso. Questa Serie si lascia guardare velocemente, se non si pretende troppo, se non si sta lì a mettere in dubbio ogni 5 minuti una scelta, un monologo, una battuta o qualsiasi altra cosa di un qualsiasi protagonista, perché in tutta la storia che ci viene raccontata ci sono talmente tante cose senza senso, che, come scritto poco più sopra, se si sceglie di andare avanti nella visione si deve scegliere anche di sorvolarle, di alzare ai livelli massimi la propria Sospensione dell'Incredulità e lasciare che tutto scorra, come quando sei ubriaco e non ti rendi conto di ciò che stai facendo. Si lascia guardare, dicevo, perché è naturalmente sviluppata per lasciarsi guardare. Insomma, puoi star lì con i popcorn e la tua bibita preferita e passare un po' di tempo in spensierata compagnia di un gruppo di ladruncoli travestiti da Robin Dalì Hood, senza scervellarti troppo, senza impegnarti troppo, perché tutto è maledettamente semplice; come rubare l'oro nelle Riserve Auree di un Paese, o la Zecca dello Stato (già fatto, cari!). Prepari il colpo su una lavagna, prevedi ogni mossa dei coglioni a cui andrai a far la festa, e, perché no, ogni loro parola. Ed è fatta.
I primi 2 episodi li ho affrontati col piglio delle precedenti due Stagioni, e mi sono reso conto che così non sarei potuto arrivare alla fine. Se hai un minimo di senso critico e cervello, infatti, capisci subito che i geni del crimine partono ancora una volta col piede sbagliato. Se dall'altra parte trovi qualcuno con i controcoglioni, infatti, sei fottuto in partenza. Fine dei giochi, e tanti saluti a Dalì.


(SPOILER)

mercoledì 31 luglio 2019

Ricerca materiale per un libro su Francesca Paolucci

Ricevo da Enrico Teodorani la richiesta di diffusione del suo post sulla ricerca di materiale riguardo i cortometraggi girati da sua moglie, Francesca Paolucci, e lo faccio volentieri. Il post potete trovarlo qui: https://enricoteodorani.blogspot.com/2019/07/un-libro-su-francesca-paolucci.html
Sperando di poter essere stato d'aiuto... che dire, in bocca al lupo e buon lavoro!

lunedì 29 luglio 2019

Midsommar - Il Villaggio dei Dannati (2019)

Dallo stesso regista di "Hereditary", Ari Aster, ecco "Midsommar". E se, per quanto riguarda il primo film, all'uscita dalla sala restai decisamente deluso, per fortuna non è accaduto dopo la visione di questa seconda opera del regista statunitense. In Hereditary a mio parere le aspettative non vennero mantenute, e tutto si rivelò come l'ennesimo film sui demoni/spiriti, che col passare dei minuti andava a incanalarsi in una storia senza senso, che avrebbe potuto terminare molto prima senza tutte le inutili peripezie di entità distratte e incapaci di fare ciò per cui, in teoria, "esistono". 
"Midsommar" è invece un film che racconta una storia concreta, forse un po' troppo allungata, ma coerente e a tratti inquietante. Il villaggio svedese in cui si svolge il film di certo non è qualcosa di mai visto, di originale, ma la descrizione e la messa in scena delle tradizioni di quella comunità è comunque affascinante e, come detto, molto inquietante. I giovani americani - portati lì da un loro amico originario della zona - che si ritrovano in quella nuova dimensione, tra sacro e profano (decisamente profano, direi), avranno infatti qualche difficoltà nel vivere con spensieratezza la Festa di Mezza Estate che si tiene nel villaggio ogni 90 anni. Tra la forte luce del Sole dell'estate nordeuropea, il film riesce a calare anche noi tra le ghirlande di fiori e i banchetti in onore della nostra Stella, e non ci lascerà certo indifferenti.
Unico piccolo difetto: la durata. Con qualche minuto in meno, il film sarebbe stato forse più godibile. Per il resto, un film assolutamente consigliato, che con la sua luce oscura del tutto (non che ci volesse tanto) il precedente Hereditary.
(VOTO: 7,5 - Che abbia inizio la Festa)