martedì 3 marzo 2015

In The Flesh (Stagioni 1 e 2)

Dopo aver parlato (e ahimé visto) di “Leftovers” sembra fin troppo facile promuovere “In the Flesh”. Per fortuna questa Serie TV britannica l’ho vista e promossa già tempo fa. 
Semplicisticamente parlando, si tratta di zombie: “La trama è impostata subito dopo un attacco di zombie nel villaggio immaginario di Roarton (Lancashire, Inghilterra). L'adolescente Kieren Walker, morto suicida, viene "ri-animato" insieme a migliaia di altre persone in precedenza zombie. Dopo un lungo periodo di riabilitazione e di farmaci, gli zombie vengono giudicati e, se idonei, rimandati indietro alle loro case e famiglie.” 
Ma il loro ritorno nella Società è tutt’altro che semplice. C’è chi ce l’ha a morte (e ci calza a pennello) con queste persone affette da “Sindrome da Decesso Parziale - PDS”, accusandoli di essere degli assassini adesso semplicemente sedati ma pronti a ricominciare il pranzo appena ne avranno possibilità o modo; e chi invece vuole che questi si reintegrino nella Società, seppur a colpi di cerone, lenti a contatto e terapie quotidiane. Fanno parte della seconda schiera, ovviamente, i parenti degli “zombie”, ma non tutti... e non starò qui a dirvi chi perché, quando c’è qualcosa di bello da vedere, non faccio spoiler come accade con le cose brutte da (possibilmente) non vedere, com’è accaduto con “Leftovers”. 
I Tre Episodi della Prima Stagione sono bellissimi. La Prima Stagione intera è a mio parere una perla, con un finale struggente e intenso. La colonna sonora, poi, è azzecatissima.
Sono Sei, invece, gli Episodi della Seconda Stagione che, lo ammetto, all’inizio mi è sembrata partire maluccio. Poi per fortuna, episodio dopo episodio, mi ha fatto ricredere, e la Serie non cade nella banalità o, peggio ancora, in rapporti d’amore adolescenziali tra vivi e morti (mi ricorderebbe qualcosa). È anche questo, a mio parere, uno dei punti di forza di “In The Flesh”. L’amore c’è, di fondo, e nemmeno di quello banale. Anzi... 
Il Finale di Stagione è anche qui interessante ma, al contrario di quello della Prima Stagione, più aperto, più “commerciale”, se vogliamo. Ma ci sta, anzi, ci starebbe. Peccato infatti che la Serie non verrà rinnovata. Niente Terza Stagione. 
È così che va. Due ottimi prodotti come “In the Flesh” e “Utopia” non vengono rinnovati; altri banali ma accompagnati da sonore risate preregistrate si rinnovano a ciclo continuo. “In the Flesh”, poi, pecca probabilmente in una caratteristica molto richiesta in Serie TV del genere: si scopa poco. Eh no, “In the Flesh”, nonostante possa sembrare attinente per argomenti a “True Blood”, per esempio, è lontano da questo anni luce. Si tromba poco o niente, il protagonista non è uno strafigo (almeno credo, potrei esser smentito dal pubblico femminile, ma non me ne vogliate... non me ne intendo!), e gli argomenti di fondo (ma non troppo di fondo) fanno riflettere.
Peccato dunque non rivedere Kieren Walker sua sorella Jem, i suoi genitori, Simon ed Amy (bellissimo e originale il rapporto tra lei e Kieren), tutti ottimi e interessanti personaggi, nonostante si stia parlando di una Serie che conta in totale soltanto 9 episodi. Sulla Prima Stagione, in particolare, forse c’è soltanto questo da fare come appunto: 3 episodi sono davvero pochi per affrontare una storia del genere. Ma forse, in fondo, allungando il brodo sarebbero venute meno le caratteristiche forti che sono venute fuori da “In the Flesh”. Sì, perché, nonostante sia formata da soltanto 3 episodi, la Prima Stagione riesce a raccontarci, a mio parere, tutto ciò che doveva raccontarci.
Stavo per consigliarvi di guardarvela in lingua originale... ma non serve. Non è ancora arrivata in Italia e, forse, non arriverà. A meno che, visto l’uso del cosmetico da parte dei protagonisti per nascondere la loro brutta cera, i distributori in Italia non avranno la brillante idea di non tradurre alla lettera il titolo e presentarla come... “50 Sfumature di Cerone”.
Lunga vita, nonostante tutto, agli affetti da PDS!
(VOTO: 8,5 – C’è Vita oltre la Morte. Di una Serie TV)

lunedì 2 marzo 2015

The Leftovers - Svaniti nel Nulla (Stagione 1)

Ho fatto molta fatica per arrivare alla fine della Prima Stagione di “Leftovers”, davvero molta. Credo sia stata una delle Serie TV più brutte che abbia visto in vita mia. O meglio: senza alcun senso. Verso la fine ci saranno degli Spoiler, ma vi assicuro che non vi perderete nulla. Non esistono veri colpi di scena, perché il colpo di scena deve farti saltare dalla sedia ed esclamare: “Wow!”, mentre qui quelli pseudo al massimo ti fanno esclamare, tra uno sbadiglio e l’altro, “Bah...”.
La storia, in breve: “Un giorno, improvvisamente, il 2% della popolazione mondiale (140 milioni di persone) scompare in un solo istante. Alcuni si convincono che la Terra sia stata colpita dal "Rapimento della Chiesa", altri rifiutano di vederlo come un evento mistico; nessuno, in realtà, sa veramente cosa sia accaduto. La serie ha inizio 3 anni dopo l'evento, seguendo le vicende della comunità di Mapleton, dove sono scomparsi nel nulla oltre cento abitanti.”
E a Mapleton ci sono anche i "Colpevoli Sopravvissuti", una setta misteriosa che non ha alcuna ragione di esistere. Fanatici senza alcun senso che vestono di bianco e hanno una straordinaria caratteristica, un loro punto fermo: si rifiutano di parlare. Beh, interessante, no? No, perché non parlano ma comunicano, dialogano. Come? Scrivendo su dei bloc-notes. Fantastico! M’immagino un loro fan in Tribunale: 
- Imputato, lei si avvale della facoltà di non rispondere?
- Sì, signor Presidente, ma solo 'a voce'. Il Pubblico Ministero può passarmi un bloc-notes?
- Ehm... mi può spiegare il perché? Lei mi sta dicendo che intende rispondere... quindi, perché scrivere e non parlare? Qual è il senso di questa sua decisione?
- Ma che ne so...
Ah, altra loro interessantissima caratteristica: fumano. Perché sarebbe interessante? Beh, non ne ho idea, però gli Autori ci tengono particolarmente a farcelo sapere e vedere (pubblicità ingannevole? Del resto si sa, il tabacco non si pubblicizza facilmente...); i Colpevoli Sopravvissuti (mi stanno sulle palle già dal nome) infatti fumano e reclamano di farlo a gran voce. Pardon...  a gran lettere: “LASCIATECI FUMARE”, scrivono in cartelli all’interno dei loro ritrovi. È come se io affiggessi un cartello nel mio soggiorno con su scritto “LASCIATEMI GUARDARE LA TV”. Se qualche ospite entrasse in soggiorno e dopo averlo letto esclamasse “’Sti cazzi”, non potrei far altro che stringergli la mano.
Ma alla fine credo che i Colpevoli Sopravvissuti siano stati l’unica ragione per cui sono andato fino in fondo. Sì, perché non vedevo l’ora che qualcuno li gonfiasse di botte. E per fortuna è successo, dopo l’ennesimo loro comportamento senza senso: riempire le case degli scomparsi con i loro manichini... perché i loro parenti sopravvissuti non se ne dimenticassero. Santo cielo...
Per di più, questi imbecilli in bianco sono stati capaci di farlo di notte, entrando nelle case dei parenti dei Dipartiti e piazzandovi questi famosi manichini... senza che nessuno se ne accorgesse. Insomma, grande sorpresa al mattino! Si vede che oltre non parlare sono bravi, bravissimi anche a non far alcun rumore. 
Ecco, una volta visti i Colpevoli Sopravvissuti pestati a dovere, “Leftovers” non ha più ragion d’esistere, perché sui “Dipartiti” non si sa nulla. Non si affronta mai veramente il problema, ma la Serie ci tiene a propinarci un’accozzaglia di storie che sembrano c’entrarci ma che forse non c’entrano o c’entreranno in futuro. Mistero. (Oh... è una Serie TV sul “Mistero”, no?)
Ci sarebbero infatti i cani impallinati da un misterioso uomo perché... non chiedetemi certe cose, è una Serie Misteriosa.
Ci sarebbe un misterioso uomo di nome Wayne che forse è un Santone, forse è un ciarlatano, forse è soltanto un tipo a cui piace impallinare (in senso figurato, che poi figurato dopo nove mesi non lo è più) asiatiche al posto dei cani.
Ci sarebbe un vecchio rincoglionito (il padre di Kevin, poliziotto e protagonista della Serie) che parla con... con qualcuno che misteriosamente vede soltanto lui. Oh, l’ho detto che è rincoglionito...
Ci sarebbe proprio Kevin, il poliziotto figo protagonista della Serie che si ritrova la moglie nei Colpevoli Sopravvissuti (ha tutta la mia solidarietà... e forse è per questo che è l’unico personaggio che mi sta davvero simpatico), due figli che segue a fatica e il padre rincoglionito (l’ho già detto, lo so). Ah, credo sia anche sonnambulo... o qualcosa del genere. Mistero.
Punte di pateticità si toccano nell’Ottavo Episodio: la “capa” dei Colpevoli Sopravvissuti è lì pronta a tagliarsi la gola dopo aver propinato al povero Kevin (che l’ha rapita insieme all’impallinatore di cani durante uno dei suoi momenti di sonnambulismo) un pippone assurdo sulla loro missione (no, anche dopo il pippone non l’ho capita comunque), e Kevin, che come me non c’ha capito un cazzo, glielo dice a chiare lettere. E lei: “Tu... tu hai capito!”. E zap... se ne va all’altro mondo. Ma no, Patti, no! Il povero Kevin, proprio come me, non c’ha capito una minchia! Ma pur di evitare che gli ripetesse ancora il pippone, la lascia fare. Un fumatore in meno.
Nell’Episodio Finale, devo ammetterlo, qualcosa di buono c’è: “Nothing Else Matters” dei Metallica suonata dagli Apocalyptica. È una versione che amo particolarmente, con un intro splendido, e che continua in un crescendo che...
Ah, ok... stavamo parlando di “Leftovers”. Giusto.
Terminata la parte in cui le note della bellissima “Nothing Else Matters” accompagnano l’ennesima carrellata di scene senza alcun senso, arriva il finale vero e proprio: una lettera delirante di Nora (oh, lei mi piace... no, non il personaggio, senza senso come gli altri e che infatti non vi accenno nemmeno, ma proprio lei, l’attrice, la donna) che non ha nulla da invidiare al pippone di Patti. Solo che lei non si suicida. Anzi, trova vicino casa di Kevin (a cui, poverino, stava per lasciargli appunto la lettera/pippone) una delle figlie di Wayne (abbandonata prima dalla ragazza asiatica che si era impallinata, poi dal figlio di Kevin – figlio di Kevin? Che c’entra il figlio di Kevin? No, non vi spiego il perché, non ne vale proprio la pena) e, sorridente, esclama a Kevin e figli appena arrivati: “Guarda cosa ho trovato...”
E ‘sti cazzi?
Wow... da brividi. Sì, ho la pelle d’oca eh... che finale! 
Si conclude così la fiera del Non Senso, ma di quello brutto, di quello non cercato. Ah, dimenticavo: c'è pure uno dei cani neri scampati all’impallinamento dell’impallinatore di cani che adesso è diventato buono e non ringhia e non abbaia; anzi, è tutto coccoloso.
E i Dipartiti? Ma cosa è successo a ‘sti Dipartiti? 
E che ne so... forse ce lo sveleranno nella Seconda Stagione. Che io cercherò di evitare come la peste, a meno che non mi si assicuri che ci sia lo sterminio di massa dei Colpevoli Sopravvissuti. Allora sì, potrei dargli uno sguardo.
(VOTO: 3 – Svaniti nel Nulla. Della Serie) 

domenica 1 marzo 2015

Gioventù Happymealizzata

Che tristezza però...
Non sono qui a fare il moralista sul Mac Donald's, visto che ci vado anche io e non me ne sono mai fatto un problema; anzi, ai tempi del Militare mi ha salvato... o forse no. Ma trovo questa pubblicità di una tristezza disarmante. E il problema, a mio parere, sapete qual è? Che forse, in fondo, questa pubblicità racconta... la verità.
Ormai i bambini fanno le feste di compleanno al Mac, e non mi sorprenderebbe affatto sentirne qualcuno esclamare proprio: "No, niente pizza... voglio un Happy Meal!".
Per quanto mi riguarda, quando o se toccherà a me, proverò in tutti i modi a far sì che mio figlio in pizzeria esclami sorridente: "Voglio una capricciosa!".

sabato 28 febbraio 2015

Carnage (2011)

Vi siete persi "Carnage" di Roman Polanski al Cinema e volete al più presto porre rimedio al misfatto come il sottoscritto? Bene: invece di fare come me e trovare un'ottantina di minuti liberi, vi basterà perderne appena un minuto e mezzo guardando il Trailer a fondo post. Il film è tutto lì. Tutto.
Profondamente deluso per un film sì originale, ma che non riesce assolutamente a sfruttare in pieno quella sua originalità di partenza. 
Si legge nella presentazione sotto il Trailer: "È la storia di due coppie di genitori che si incontrano dopo che i rispettivi figli restano coinvolti in una rissa a scuola. L'incontro va disastrosamente male, ogni coppia attacca le capacità genitoriali degli altri per poi passare ad attaccare sul piano delle problematiche interne al matrimonio."
Perfetto. Ecco tutto il film. Non aspettatevi altro.
Quindi, in un'opera cinematografica del genere il punto di forza dovrebbero essere ovviamente i dialoghi. Ma i dialoghi a mio parere non sono all'altezza delle aspettative. Non a quelle di un film di Polanski. Anche gli escamotage per far sì che la storia resti nell'appartamento, che le due coppie continuino a discutere dell'incidente corso tra i loro figli non reggono, sembrano forzati.
Mettendo quindi da parte il fatto che si tratta di un film di un regista che non ha bisogno di conferme, a mio parere questo suo "Carnage" è deludente. Anche le prove degli attori, altro fondamentale punto di forza per un film del genere, non sono state all'altezza di ciò che mi aspettavo (a parte quella di Christoph Waltz).
Infine parliamo del Trailer: ormai sono sempre più tentato di non guardarne più. Mi capita sempre più spesso di vedere Trailer dopo aver visto il film (mi viene in mente quello di "Stoker") e chiedermi come sia possibile che in un video promozionale si mostri quasi tutto del film. In "Carnage", come detto, il film sta tutto lì... ci sono persino le ultime scene (cellulare e fiori).
Alla fine, felice di essermelo perso al Cinema. Un po' per tutto, anche per il Trailer Spoiler.
(VOTO: 5 - Vittime e Vittime)

Estremismi Fuori Campo

Sinceramente sono stufo di questi estremisti del “No-Calcio”. Sono ripetitivi e banali. Un gruppo di ubriaconi olandesi mette a ferro e fuoco Piazza di Spagna, e di cosa si lamentano? Del fatto che la partita si è giocata. Già, secondo queste teste dall’intelligenza superiore, la partita non si doveva giocare. Come sempre. Effettivamente non giocando una partita di calcio dopo eventuali incidenti, tutto si risolverebbe in un baleno. No, la colpa non è di chi non riesce a far fronte a quattro imbecilli ubriachi, lasciando loro il permesso di fare quello che gli pare, di usare Piazza di Spagna come una discarica (quanto vorrei vedere cos’accadrebbe in un’eventuale scena simile davanti a un Monumento Francese o Inglese!); la colpa è della partita di calcio. La partita di calcio, anzi, il “Calcio” in generale è il male assoluto. Anche perché loro, che non seguono il Calcio, sono esseri superiori, e vedono con disprezzo quei poveracci, esseri inferiori, che invece hanno il cattivo gusto di seguirlo. 
Chissà perché, poi, nelle loro testoline vuote o troppo piene per il troppo sapere di cui sono probabilmente assoluti custodi (sia chiaro che rientrano in quest’ampia schiera anche molti giornalisti), non è balzata mai l’idea, visti proprio i fatti di qualche giorno fa, di invocare la chiusura delle discoteche. Perché? Ma perché è fatto di cronaca l’assurda morte di un giovane laureato in Medicina dopo una lite iniziata in discoteca e finita fuori. Nessuna indignazione riguardo il luogo? Tra l’altro, nemmeno poi tanto nuovo, visto che risse, pestaggi e violenze sessuali capitano non spessissimo ma capitano dentro o poco fuori le discoteche. E allora? Ci scappa il morto prima della finale di Coppa Italia e si invoca addirittura alla sospensione dei Campionati; ci scappa il morto dopo la discoteca e... niente, lo Stadio di Calcio è l’inferno, la discoteca un luogo come un altro. Io, in tutta sincerità, porterei mio figlio mille volte a vedere una partita di calcio (dai 10 ai 18 anni andavo al San Paolo di Napoli – mio Dio! Il San Paolo di Napoli! – quasi ogni benedetta domenica, e mai, ripeto MAI mi è accaduto qualcosa di spiacevole) ma non un sabato sera in discoteca. E voi? Testoline dall’intelligenza superiore? No, non state lì a dirmi né da una parte né dall’altra, perché a quel punto vi inviterei a restarvene a casa ad aspettare i prossimi scontri fuori uno stadio per indignarvi e sì, così, sentirvi superiori. Come piace a voi.
Io intanto domani mi gusterò un'altra squallida e violenta domenica di calcio.

giovedì 12 febbraio 2015

Utopia (Stagione 2)

Utopia finisce qui, con la Seconda Stagione. Vedere la Terza, dunque, resterà per i fans della Serie... sì, un’utopia. Un vero peccato non vedere una vera e propria conclusione per una delle Serie TV più belle e originali degli ultimi anni. 
Dopo una grande, grandissima Prima Stagione, la Seconda si apre con un Episodio a mio parere straordinario, che da solo, collegato direttamente alla Prima Stagione, potrebbe bastare. Ecco, vediamo “Utopia” come una gran bella Serie TV di sette Episodi. Il resto della Seconda non è da buttar via, anzi. La tensione e l’interesse crescono puntata dopo puntata, ma come spesso capita è proprio il Finale di Stagione a deludere le aspettative. Negli ultimi due episodi succedono molte cose, alcune delle quali, però, vanno a compromettere seriamente il futuro della Serie. Appena finisce l’Episodio Finale, infatti, ci si immagina immediatamente una Terza, eventuale Stagione, e ci si rende conto che probabilmente non sarebbe più possibile aspettarsi le emozioni che in queste 2 Stagioni “Utopia” è stata in grado di offrire agli affezionati.
Comunque ci speravo. Odio le belle storie raccontate a metà. Sarebbe stato meglio, a questo punto, chiudere “Utopia” dopo la Prima Stagione (e il 1° Episodio della Seconda come extra!), così come dicevo qualche tempo fa. Ma tant’è...
Indubbiamente la Serie in questa Seconda Stagione ha perso mordente, ma anche qui ci sono stati momenti straordinari. La figura di Arby è senza dubbio quella che spicca di più, sviluppata in maniera più completa rispetto alla Prima Stagione. Jessica Hyde resta Jessica Hyde, anche se con qualche lacuna in più per quanto riguarda la sua vita. 

(SPOILER)

mercoledì 21 gennaio 2015

Che Paese Meraviglioso

Viviamo in un Paese dove un PM si prende il disturbo di chiedere il rinvio a giudizio di un certo Diego Armando Maradona perché, secondo la sua tesi, l'ex Pibe de Oro sarebbe colpevole di aver insultato più volte Equitalia.
Ok, ci potrebbe stare.
Ma non in Italia.
Sì, perché questo è lo stesso Paese dove un Senatore della Repubblica (sì, SENATORE) si permette di offendere due ragazze appena rientrate dalla Siria (al di là del come e perché) con un tweet del genere...

e... continuare a fare il Senatore.
Qualche PM si prenderà mai la briga di denunciare il Senatore? Uno degli uomini che dovrebbe... (brividirappresentarci
Probabilmente in un Paese civile non ci sarebbe stato nemmeno bisogno di una denuncia, perché il Senatore in questione si sarebbe dimesso immediatamente.
Ma tant'è: viviamo in un Paese dove Maradona viene denunciato per le offese a Equitalia (a noi cittadini in effetti la cosa ci turba particolarmente...) e Gasparri lasciato ancora libero di rappresentarci.
Che Paese meraviglioso.

sabato 17 gennaio 2015

Tutte le (MIE) matite del mondo

Qualche parola sulla vicenda delle vignette pubblicate in un volume dal Corriere della Sera, sull'onda dei fatti avvenuti in Francia. Le vignette, prese dal web e molte delle quali stampate in qualità pessima, sono state pubblicate senza aver preso minimamente in considerazione l'idea di, magari, avvisare gli autori prima della pubblicazione. Gli autori, a ragione, si sono immediatamente incazzati. 
Qualche giorno dopo ecco le scuse del direttore Ferruccio De Bortoli, che ci tiene a ribadire l'assenza di uno scopo di lucro nella pubblicazione (anzi, scopo del tutto benefico) e che, come scritto nel volumetto, gli autori avrebbero potuto contattare il Corriere per la questione dei diritti. 
Ora: non ci vuole certo un genio per capire un problema di fondo che resta e resterà. Non credo sia giusto, lecito, cristallino, che una mia vignetta (o un testo, o una foto) sia inserita in un volume senza il mio permesso, specificando comunque che per i diritti se ne può parlare. Eh no, mio caro illustrissimo direttore, perché se una mia vignetta, un mio testo o una mia foto venisse inserita in un volume, per esempio, intitolato "W il Duce", tu puoi venirmi a pagare tutti i diritti che vuoi, ma a me girerebbero evidentemente le palle che qualcosa di mio sia associato al duce vita natural durante. 
Non è questo il caso, visto lo scopo e l'argomento, ma l'esempio credo sia abbastanza chiaro. 

domenica 7 dicembre 2014

"La Decima Prova" in NASF 10 - FREE

Sono talmente legato a questo concorso, a questo progetto, che nonostante negli ultimi anni il mio tempo libero a disposizione per la Scrittura si sia notevolmente ridotto (e purtroppo negli ultimi mesi ancora di più... come dimostra l'assenza di post recenti), puntualmente cerco di presentare un racconto per questo appuntamento. Dall'Edizione Numero 5 (con “Newpolis”), fino all'ultima, la Numero 10, sono orgogliosamente tra i selezionati. Anche quest’anno, dunque, un mio racconto farà parte del nuovo volume NASF, stavolta a tema libero proprio in onore del traguardo della Decima Edizione del Concorso. Con “La Decima Prova” (questo il titolo del mio racconto), ho voluto già dal titolo celebrare questo importante traguardo del Concorso; alieni alla scoperta di un Pianeta lontano, alla ricerca di segni evidenti che possano dimostrare l'esistenza passata di forme di vita intelligente. Sarà difficile, ma prova dopo prova, il dottor Ediic cercherà di convincere i Direttori che lì, su quel Pianeta, qualcosa in passato si è mosso...
Come ogni anno invito tutti gli amanti della Fantascienza ad avvicinarsi a questo progetto, andando a scoprire non solo il “NASF 10 – FREE”, ma anche i passati volumi, che a mio parere sono davvero delle vere piccole perle di Fantascienza nostrana. Inoltre, tenersi aggiornati sulla prossima edizione per poter partecipare e provare a entrare in questo fantastico mondo.
Chiudo con il complimentarmi col vincitore della Decima Edizione, Roberto Vaccari, e con gli organizzatori che ogni anno riescono a rendere avvincente e sempre più interessante il concorso. 
I miei racconti in NASF:
- NASF 5 X-Punk / OOPArt: Newpolis
- NASF 6 Blood, Dust & Steel: Progetto Stigma
- NASF 7 Tribute: La Cura
- NASF 8 Mutazioni: Una Splendida Giornata
- NASF 9 Albe & Tramonti: L'Ultimo Tramonto
- NASF 10 FREE: La Decima Prova

venerdì 12 settembre 2014

Daniza nel Paese delle Meraviglie

Se dovessimo ragionare tutti come il Governatore del Trentino e gli scagnozzi incompetenti che ha mandato a uccidere l'orsa Daniza vivremmo in un mondo molto difficile.
Innanzitutto potremmo tranquillamente entrare nelle case degli altri per cercare funghi. No, non mi dite che in casa non se ne trovano, perché ce ne sono di surgelati e a volte anche di freschi, appena colti, magari in un bel cesto o al massimo in frigo. E il proprietario della casa in questione? Beh, se proprio s'incazza e ci prende a schiaffi, potremmo sempre sporgere una querela e chiamare la Forestale. Essere feriti da un uomo che si trova in casa propria soltanto perché abbiamo avuto l'ardire di entrare senza permesso per cogliere qualche fungo è una cosa estremamente grave, e l'intervento della Forestale dovrebbe quantomeno servire per sedare la bestia casalinga e spedirla in qualche centro psicosociale. Se poi le dosi sono sbagliate... vabbè, si va all'obitorio.
La vita però sarebbe ancora più complicata se il proprietario della casa violata fosse donna e mamma. E no... tu donna, mamma, non potresti assolutamente permetterti di temere per la vita dei tuoi figli. Siamo pazzi? Al Governatore e ai suoi scagnozzi non gliene frega un cazzo se hai quei due marmocchi tra i piedi e temi che il violatore domiciliare possa fargli del male: oh, del resto è semplicemente entrato in casa tua senza permesso per prendere dei funghi, perché diavolo dovresti temere per la sorte di quei due cuccioli d'uomo a cui tu, madre degenere, tieni così tanto?! E non tirare in ballo che in quella casa ti ci ha piazzato proprio il Governatore o chi di dovere, perché, sia chiaro, in Italia non possiamo star lì a seguire tutte le vicende che creiamo... ci vuole tempo, ci vogliono soldi, ci vuole passione, e soprattutto ci vuole competenza, cosa che nel nostro Paese negli ambienti lavorativi latita peggio dell'ultimo boss della mafia in circolazione.

giovedì 11 settembre 2014

Tutta colpa del T9

«È colpa del T9...»
Quante volte avrò (e avrete) letto questa frase dopo l'ennesima scempiaggine linguistica fatta notare all'ennisimo assassino della lingua italiana? Praticamente se l'errore/orrore linguistico fosse un reato, il T9 avrebbe milioni di denunce e un solo, grande capo d'imputazione: La Social Figura di Merda.
Si racconta però che in alcune arringhe difensive, l'avvocato di turno per difendere il proprio assistito abbia tirato in ballo il T9 per delitti passionali, di mafia, appropriazioni indebite, evasioni fiscali e persino associazioni: dopo il famigerato 416 bis, infatti, si vocifera che nella riforma della Giustizia Renzi stia pensando di inserire il 416 T9, ovvero "Associazione di Tipo Tinnovistico".
Ora: capita a tutti di fare delle figure di merda in materia di Italiano. La nostra lingua è una Signora Lingua, e non è facile. Spesso mi capita di rileggere dieci volte una frase che ho scritto, e ciononostante ci scappa l'errore. Errore, appunto. Il T9 (a volte l'ho accusato a ragione anche io: sarebbe stato denunciato anche dal sottoscritto) può cambiarti una parola, e magari un accento in parole come "parlò" e "parlo". Sorvoliamo pure sulla "e" al posto della "è" e viceversa (anche se la frase, prima del magico tasto "Invio", potrebbe essere riletta, eh...), ma non si può sorvolare quando si tratta di frasi del tipo "Ha Giorgetto non e bastato ubriacarsi a anche fumato daccordo che era festa ma se l'avrei visto io erano cazzi!". Eh no...  se ti avesse visto un Accademico della Crusca i cazzi sarebbero stati i tuoi! E io gli avrei dato volentieri una mano...
Con frasi del genere non è il T9 a essere il colpevole, ma l'estrema ignoranza che ormai dilaga sempre più in maniera preoccupante. Ho una collezione di scempiaggini linguistiche catturate sui vari Social che prima o poi pubblicherò, perché c'è da chiedersi come sia possibile che gente del genere abbia conseguito un Diploma. Ah, non chiediamocelo... è il Sistema d'Istruzione Italiano a rilasciare in serie quei fogli di carta senza senso...
«Senza senso?! Oh, serve per fare la domanda alle Poste!»
Pardon...
Tornando alla serata pazza di Giorgetto: non mi sembra che il T9 (accetto cazziate al riguardo) possa prendersi la libertà di cambiarti una "è" in una "e", o di togliere la "h" alla "ha" o, peggio ancora, di importi di sbagliare un congiuntivo. Almeno non la versione di T9 che ho installata sui miei dispositivi.
Per non parlare poi della punteggiatura... altra pratica semisconosciuta e a tratti mistica per la maggior parte degli italiani. 
Da tempo ormai non mi prendo nemmeno più la briga di far notare orrori del genere, perché spesso si viene insultati (strano, chi se l'aspetterebbe da persone così ben istruite...) o accusati di fare i "professori" (non credo ci sia bisogno di essere un Linguista per capire la differenza tra "a" e "ha").
Il futuro? Sempre peggio. Ormai si notano errori del genere anche in articoli di testate giornalistiche più o meno serie. 
E allora? E allora alla fine credo che bisognerà abituarsi. Il problema, quello vero, è che se non si possiede una base abbastanza solida si rischia di emulare gli errori. Nei commenti di Facebook per leggere una frase relativamente lunga senza erroracci è sempre più un'impresa, e a volte si ha l'impressione che scrivere in quella maniera sia normale.
Comunque ho deciso: a breve pubblicherò alcuni dei più bei commenti letti nella mia carriera da internauta. Alcuni, e dico sul serio, meritano davvero rispetto... perché per scrivere roba del genere c'è bisogno di notevole fantasia, roba quasi da artisti incompresi. 
Per stavolta direi che e tutto. (Scusate, è colpa del T9...)

domenica 10 agosto 2014

Foto(face)book

Ne siamo sommersi. Foto ovunque. Su Facebook praticamente non vedo altro (oltre ai soliti errori/orrori nei commenti che stanno letteralmente facendo a pezzi la nostra povera lingua). 
Immancabile ovviamente il Selfie, da soli o in compagnia: oh, al decimo selfie uguale (perché nel 95% dei casi il contorno è inconsistente e resta in primo piano inevitabilmente la solita, stessa faccia) direi che la vostra faccia più o meno bella ce l'hanno più che presente i vostri amici e contatti. Basta, vi prego...
Le Vacanze poi vincono su tutto. Penso che a breve si comincerà ad andare in vacanza soltanto per pubblicare foto su Facebook: 
«Allora, com'era Parigi?»
«Boh, scusa... non hai visto le foto? Aspè, aspè... guarda, qui eravamo sotto alla Tour Eiffel.»
«Sì, vedo... e dal vivo com'è? Alta? Bella? Di ferro?»
«Boh, scusa... non hai visto le foto? Guarda qua, sì, sembra abbastanza alta, rispetto a noi... guarda qui, Manu fa la smorfia! Qui invece sto con la maglietta del Paris Saint Germain...»
Foto al Mare, immancabili in questo periodo. Il costume ormai non lo si sceglie più per chissà quali pratici motivi, ma in base a come verrà in foto: 
«Visto il mio nuovo costume?»
«No, non siamo state al mare insieme. Però sono curiosa, dai, fammelo vedere...»
«Sì, un attimo che mi collego a Face e... eccolo! Allora, ti piace? Oh, qui ho fatto la foto col marocchino che vendeva i pareo. E qua invece sto con una coppia che abbiamo conosciuto lì... aspè, come si chiamano... un attimo, vedo tra i contatti aggiunti ultimamente... sì, ecco, Giusy e Marco! Che simpatici... questa foto poi! Sto malissimo... non trovi?»
«Ma dov'era qui? Gallipoli?»
«Boh... aspè, che stupidotta che sei! Non hai visto che sotto la foto c'è il luogo dov'è stata scattata? È una figata, col GPS esce in automatico! Devi aggiornarti, tesoro!»  
E che dire delle foto dei Matrimoni? Cristo... le foto dei matrimoni. Ormai oltre agli album fotografici dai prezzi da strozzinaggio puro dei fotografi ("Eh, però ti fanno pure il filmino con la colonna sonora! E che vuoi che siano 6.000 euro per un ricordo del genere?". Ti ci mando adesso o dopo il divorzio?!) ci sono gli album infiniti degli invitati. Ovviamente su Facebook. Un giorno, quando o se mi sposerò, all'entrata della sala del comune (o inverosimilmente della chiesa) e del ristorante farò un po' come i professori prima di un esame: «Ragazzi, cellulari e tablet qui, sul tavolo. Spegneteli e accomodatevi».
Altro classico: il Cibo. Qui ci sono cascato pure io, lo ammetto. Ma una cosa è fotografare e pubblicare un piatto particolare, un'altra è fotografare e pubblicare ogni piatto ingurgitato, con immancabili simpatici (simpaticissimi, guarda...) commenti: sai, so com'è fatto un würstel o, peggio, un boccale di birra. 
Insomma, ormai si fotografa soltanto per Facebook. 
«Com'è venuta?»
«Insomma...»
«Insomma?! Cazzo... è fantastica! Che c'è che non va?»
«Beh, sei venuto troppo piccolo, così non ti vedono bene.»
«Non mi vedono bene? Chi?!»
«Su Facebook. Magari pubblicandola non mi esce con la stessa risoluzione, e ti vedono piccolo piccolo... Mannaggia! Peccato non si possa più rifare adesso...»
«Mi vedono piccolo piccolo?! C'è un'eclissi solare al tramonto sul mare dietro di me, e si vede benissimo! E tu pensi che non sia venuta bene perché i tuoi cazzo di amici mi vedono piccolo piccolo?!»
Che poi, su tutto, dopo una certa soglia di foto regna sovrana la più grande verità sulle foto pubblicate su Facebook: al 99% dei tuoi contatti (l'1% è, se c'è, l'altro soggetto delle foto) di quelle foto non gliene frega un cazzo. 
No, non c'è proprio limite al peggio... 
O forse sì. Quasi quasi mi selfo il post...

Il Mistero di Acaya [o Acaia (o Acaja)]

L'anno scorso nella nostra vacanza nel Salento ci siamo imbattuti in un piccolo borgo del leccese, una frazione di Vernole chiamata probabilmente Acaya. Probabilmente.
Il piccolo centro, oltre a essere molto caratteristico vista la sua particolare struttura (chiuso tra le mura e con un bel Castello proprio all'entrata), mi si presentò praticamente deserto in un'assolata mattinata di agosto. L'impatto fu molto suggestivo; mi aspettavo infatti da un momento all'altro la comparsa di qualche tumbleweed (le sterpaglie rotolanti dei deserti americani) e di un coyote ululante. Mi ritrovai invece a confrontarmi con il mistero legato al suo nome. 
Il buon Roberto Giacobbo si chiederebbe, serio e misterioso: come si chiama in realtà questo posto che sembra lontano anni luce dalla nostra realtà? Acaja? Come ci suggerisce quello straordinario prodigio della tecnologia probabilmente portato sulla Terra da intelligenze extraterresti chiamato Tom Tom?
Oppure Acaia, come ci mostra questo cartello di origini sconosciute situato all'inizio del piccolo e misterioso centro leccese?
O forse ancora Acaya, così com'è segnato su questa inquietante brochure che ci descrive l'oscuro Castello che domina il paese?
Intanto Wikipedia sembra essere certo che il vero nome sia proprio quest'ultimo; ma viste le prove che ho raccolto sul campo, possiamo esserne davvero certi?
Beh, in attesa che Giacobbo ci faccia per davvero una puntata di Voyager (tra tutti gli pseudomisteri che ci presenta nella trasmissione questo sarebbe senza dubbio uno dei più credibili e reali), il mistero resta, e io a fine agosto tornerò in zona per provare a risolverlo.

sabato 9 agosto 2014

La Peggiore delle Ipotesi

Da tifoso del Napoli ieri, come un po' tutti i miei colleghi di colori, al sorteggio per i Preliminari di Champions ho fatto i dovuti scongiuri. Tra tutte le possibili sfidanti bisognava evitarne assolutamente una: l'Athletic Bilbao. Il Napoli, Testa di Serie, avrebbe potuto sfidare francesi, belgi, turchi, danesi... e ovviamente anche gli spagnoli, sperando comunque di evitarli. Bene (anzi male), cosa esce dall'urna di Nyon? Gli spagnoli.
È andata male? Abbastanza.
Potrebbe andare peggio? Certo...
Pescare gli spagnoli dell'Athletic Bilbao infatti non è l'ipotesi peggiore. Quella, da veri professionisti catalizzatori di sfiga, sarebbe pescare gli spagnoli e affrontarli all'andata a Napoli con il ritorno decisivo... in Spagna, nonostante lo status di Testa di Serie. E allora?
E allora eccola che arriva, puntuale, la peggiore delle ipotesi.
In bocca al lupo Napoli... di certo la fortuna non ci ha mai aiutato. Speriamo ci renda sempre più forti.

lunedì 4 agosto 2014

Fenomeni da Baraccone: Il (ta)Vecchio che Avanza

Quasi lo adoro. Quasi. 
In un Calcio Italiano che vuole, anzi esige una rifondazione, l'inizio di un nuovo corso dopo aver toccato il fondo, la candidatura di Carlo Tavecchio a Presidente FIGC è così maledettamente fuori luogo, senza senso, assolutamente incompatibile con quel nuovo progetto che si vuole iniziare, che quasi faccio il tifo per lui. È incredibile come in Italia sia possibile una cosa del genere; è un po' come candidare Paolo Brosio a nuovo direttore del Mucca Assassina o Silvio Berlusconi a Segretario della Rifondazione del Partito di Rifondazione Comunista. Insomma, è come candidare un personaggio impresentabile del Vecchio Calcio Italiano a paladino del Nuovo Calcio Italiano. Eppure è così, è reale, è fattibile, anzi... è più che probabile. 
Tavecchio, dal canto suo, si è esibito in questi giorni in una campagna elettorale a dir poco impeccabile: tra negri mangiabanane e donne handicappate (ma molto simili ai maschi!), ieri il gran finale (ma forse c'è ancora spazio per altre minchiate), con il suo sfogo: "Nemmeno l'assassino Kennedy è stato trattato come me!" (dai, almeno un po' meglio sì... Lee Harvey Oswald è stato ammazzato poco dopo il misfatto). Che personaggio...
E allora rivediamoci alcune perle (dei porci) del possibile artefice della rifondazione del Calcio Italiano, cominciando dal suo Elogio della Donna Handicappata Molto Simile al Maschio...
...e finendo con il suo Manifesto Per un Calcio Libero dai Mangiatori di Banane: