martedì 8 ottobre 2019

Nell'Erba Alta (2019)

Le riflessioni del mio ultimo post, quello della supremazia del romanzo rispetto al cinema, le ho scritte di getto dopo aver visto "Nell'Erba Alta", il film Netflix tratto dall'omonimo racconto di Stephen King scritto a quattro mani col figlio (Joe Hill). In questo ennesimo adattamento di un'opera di King (e figlio), ancora una volta troviamo poco o niente dell'atmosfera e del senso del racconto. A parte un inizio interessante, il film di Vincenzo Natali (di cui ho apprezzato molto "Cube - Il Cubo"), infatti, prende presto una piega diversa, come accade a molti film e serie tv tratti da romanzi e racconti (non solo di King), e in breve tempo anche noi ci troviamo disorientati lì tra l'erba alta, tra un grido di aiuto proveniente da chissà chi sperduto - come noi - lì dentro, e un altro grido, ben più forte, proveniente dal nostro cervello, che ci invita ad abbandonare la visione. Ma io, di film, ne ho abbandonati veramente pochi. E allora, ignorando ciò che mi suggeriva la ragione, ho continuato a guardare, arrivando ben presto alla conclusione che, come accade in tanti prodotti simili, il regista ci ha provato, ma senza riuscirci. La storia, come già detto, a un certo punto diventa confusionaria, facendoci abbandonare qualsiasi interesse per i poveri personaggi gettati nell'erba alta, a cui non riusciamo ad affezionarci neanche un po', perché non presentati a dovere, buttati lì, appunto, nel verde frusciare tanto per...
Film, quindi, bocciato del tutto? Forse non proprio. 
Da amante degli Horror di un certo spessore, e da fedele lettore dello Scrittore del Maine, mi sentirei decisamente di sconsigliare la visione ad altri fedeli lettori come me (e che da fedeli lettori non accetteranno il consiglio e, curiosi, lo vedranno comunque); per tutti gli altri, un'occhiata la consiglierei. Con tutto lo schifo che passa sotto l'etichetta Horror, questo potrebbe addirittura passare per qualcosa di godibile. Beh, quasi.
(VOTO: 5 - Armatevi di Falci) 

lunedì 7 ottobre 2019

La Supremazia del Romanzo ai Tempi del Cinema

Cosa penalizza così tanto gli adattamenti cinematografici di un buon romanzo o di un buon racconto? Come mai è così difficile vedere opere cinematografiche all'altezza del romanzo da cui sono tratte?
Da fan di Stephen King mi sono trovato spesso e malvolentieri di fronte a robaccia tratta dalle sue opere, e forse proprio grazie a questa mia passione per lo Scrittore americano la risposta alle domande poco sopra mi è sempre sembrata abbastanza scontata. È infatti difficile, se non davvero impossibile, adattare un'opera scritta e descritta in centinaia di pagine, a volte anche un migliaio, in un film di un paio d'ore. Oltre alla questione meramente riassuntiva, ce n'è un'altra ancora più importante: come si potrebbero mai mettere in mostra quelli che sono i pensieri, le sensazioni, le intuizioni dei protagonisti di un romanzo lì in un film, in una scena girata, da mostrare allo spettatore? Insomma, sto parlando di passaggi del tipo (metto i più classici e semplici) "Tizio provò un brivido"; oppure "Caio avvertì una spiacevole sensazione allo stomaco, come un tuffo"; o ancora "Era tutto lì, davanti a lui, nel profondo dei suoi occhi blu". Ecco... sta tutta qui la grandezza di un romanzo che non potrà mai e poi mai avere un'opera cinematografica all'altezza. Ed ecco perché, e chi conosce King lo sa bene, i romanzi dello Scrittore Horror più famoso al mondo non potranno mai avere film o serie tv a rendergli giustizia.
E a parte King, le cui opere sono spesso praticamente impossibili da adattare visivamente proprio per quella sua quasi maniacale attenzione alla psicologia dei personaggi, troviamo esempi di questa difficoltà, anzi impossibilità, anche in opere all'apparenza più semplici. Mi viene in mente ad esempio "Harry Potter", in cui troviamo proprio una certa fedeltà dei film ai romanzi nelle prime battute della Saga, tanto da reggere anche abbastanza bene, ma che quando poi comincia a farsi più complessa e approfondita, inizia a perdere miseramente il confronto.
Morale della favola? Non ce n'è una. C'è soltanto il consiglio, che poi è in definitiva una banalità, di leggere, preferibilmente prima, sempre il romanzo dell'opera che poi sarà trasformata in film o serie.
Schifezze a parte; quelle fanno cagare su qualsiasi supporto. 

sabato 5 ottobre 2019

Undone (Stagione 1)

Il Tempo è uno degli argomenti che più mi affascinano a livello narrativo. Ed è proprio il Tempo e la sua probabile, presunta elasticità ciò che si affronta in "Undone", la Serie originale Amazon Prime creata da Kate PurdyRaphael Bob-Waksberg, quest'ultimo anche ideatore di un altro prodotto che amo e di cui sto aspettando la sesta e (ahimè) ultima Stagione, "Bojack Horseman"
La prima particolarità di Undone è il fatto che è girata in Rotoscope, tecnica di Animazione che si usa per ricreare un realismo nelle figure umane molto marcato, che parte infatti da scene ricalcate a partire da scene filmate precedentemente. Già questo basterebbe per rendere la Serie un prodotto molto interessante. Ma, ovviamente, oltre alla forma conta anche e soprattutto la sostanza, e in questa Serie ce n'è davvero tanta.
La storia, fondamentalmente, parla della giovane Alma, che dopo un incidente d'auto quasi mortale scopre di avere... un potere? No, forse non è la parola giusta. La sua relazione con la vita, sua e degli altri, con il mondo che la circonda, con il tempo che la avvolge, cambia radicalmente. Questo anche grazie a suo padre, morto anni prima per via di un altro incidente d'auto, che adesso vede, sente, e con cui interagisce, fino a cercare di aiutarlo per capire, e magari impedire, la vera causa della sua morte. Il rapporto di Alma con suo padre, con la sua famiglia, col suo fidanzato, e con quel Tempo che forse non è così lineare come ci appare, e come appariva a lei prima dell'incidente, fanno sì che la storia ci incuriosisca e rapisca, e ci spinga a voler capire chi è veramente Alma: una persona speciale o, semplicemente, una pazza?
Con Rosa Salazar nel ruolo della protagonista, e il mitico Bob Odenkirk (Saul, sei tu?) in quello del padre, Undone è stata una gran bella scoperta, che vi consiglio di guardare vivamente. Ora, adesso, domani. O ieri. Fate voi.
(VOTO: 8,5 - L'importanza di saper spostare chiavi)

lunedì 30 settembre 2019

Lost in Translation (Part 3)

È passato un po' di tempo dal mio ultimo "Lost in Translation". Un po' troppo...
Tenere un blog che ti riporta le date di post scritti mesi e anni prima, a volte spaventa un po'. Anni. Sono passati davvero anni.
Ma torniamo a noi, a oggi, che è meglio...
Proviamo a riprendere un po' la mano sull'argomento.
Parliamo allora di tre film in cui qualcosa è andato storto nella traduzione del titolo o, per due di questi, poteva andare storto, molto storto.
Il primo è "Beetlejuice". Un classico, ormai, del repertorio dark-comedy. Un film di Tim Burton, che, tra l'altro, è uno dei miei registi preferiti. E potevo mai perdermi un film di uno dei registi che più apprezzo? Certo che sì. Perché in effetti me lo sono perso fino a questo weekend, quando tra una parola e un'altra ho fatto coming out davanti a mia moglie:
"No... questo, anche se di Burton, non l'ho visto..."
"Non l'hai visto? Ma come?! Ma dai! Ma no!" 
Eh già. Un po' come mi era già capitato per "Se mi lasci ti cancello", anche questo l'ho evitato accuratamente per il suo improponibile titolo italiano: insomma, sinceramente non poteva attirarmi, Burton o non Burton, un film che s'intitolava "Spiritello Porcello". No... dico: Spiritello Porcello.
Ora, dopo la visione quasi forzata di questo film dal titolo così di merda, posso affermare ancora una volta che i Geni del Crimine dei Titoli Italiani, così come li chiamavo qualche anno fa, meritano l'ergastolo con fine pena mai. Non che "Beetlejuice" sia un capolavoro alla stregua di "Eternal Sunshine of the Spotless Mind" (ehm... sì, è stato tradotto proprio in "Se mi lasci ti cancello"), ma di certo un titolo come "Spiritello Porcello", santiddio, proprio non lo comprendo, non lo capisco, non lo concepisco.

martedì 24 settembre 2019

Le Canzoni della Sera (Volume 7)

Settimo Volume, e dunque 175 sere chiuse in Musica. Canzoni di fine estate, e a settembre non poteva mancare uno dei capolavori della Musica Italiana, la monumentale "Impressioni di Settembre" della PFM (che ho avuto la fortuna di vedere dal vivo in prima fila), riproposta qualche anno fa in una delle migliori cover mai sentite dai Marlene Kuntz. Italiane anche "Lamezia Milano" di Brunori Sas, uno dei cantautori più interessanti degli ultimi anni, "Il Motore del 2000" dell'indimenticabile Lucio Dalla (famosissima negli anni '90, mi pare, grazie a uno spot televisivo), e "Lampo" dei mitici Elio e le Storie Tese, con cui concordo al 100%. Un omaggio anche a un altro italiano (ma non di nome), Richard Benson, che con i suoi Nani ci porterà sulle rive di chissà quale fiume; torna presto Richard! Italiani anche i 24 Grana, che in rigorosissimo dialetto napoletano ci fanno respirare un po' di indie davvero indie; quello di un tempo... quello di All Music e TMC2. Che ricordi...
Troviamo anche grandi classici come "Have You Ever Seen The Rain" (chi non la conosce?) dei Creedence Clearwater Revival, "Personal Jesus" dei Depeche Mode, e la "Anarchy in The UK" dei Sex Pistols. Classico, anche se qui in una cover, pure "All Along the Watchtower" nella versione di Jimi Hendrix, che in popolarità e, se ne sarà fatto una ragione anche Bob Dylan, in bellezza, supera di gran lunga l'originale. Omaggi a Joey Ramone, che da solista ha sfornato un pezzo che amo tantissimo, "Going Nowhere Fast", che non mi stancherei mai di sentire, e a Ric Ocasek, con la famosissima "Drive" dei suoi Cars, postata il giorno dopo della sua scomparsa. 
Ci sono inoltre anche due canzoni che mi ricordano due Serie TV che amo particolarmente: "The Americans" e "Mindhunter". Quali? Non ve lo dico... ma ne approfitto appunto per consigliarvi le Serie!
Il resto... il resto scopritelo voi...
Buon ascolto!

#151 Urge Overkill - Girl You'll Be a Woman Soon (24-ago-19)
#152 Beck - E-Pro (25-ago-19)
#153 Creedence Clearwater Revival - Have You Ever Seen The Rain (26-ago-19)
#154 The Strumbellas - Spirits (27-ago-19)
#155 24 Grana  - Vesto sempre uguale (28-ago-19)
#156 Fleetwood Mac - Tusk (29-ago-19)
#157 Brunori Sas - Lamezia Milano (30-ago-19)
#158 The Connells - '74-'75 (01-set-19)
#159 Judas Priest - Painkiller (02-set-19)
#160 Hole - Celebrity Skin (03-set-19)
#161 Elio e le Storie Tese - Lampo (04-set-19)
#162 Sex Pistols - Anarchy In The UK (05-set-19)
#163 Neil Young - Who's Gonna Stand Up? (06-set-19)
#164 Depeche Mode - Personal Jesus (07-set-19)
#165 PFM - Impressioni di Settembre (08-set-19)
#166 Joey Ramone - Going Nowhere Fast (09-set-19)
#167 Talking Heads - Psycho Killer (10-set-19)
#168 Cream - White Room (11-set-19)
#169 Richard Benson - I Nani (12-set-19)
#170 NOFX - Stikin in My Eye (13-set-19)
#171 Lucio Dalla - Il Motore del 2000 (14-set-19)
#172 Duran Duran - Ordinary World (15-set-19)
#173 The Cars - Drive (16-set-19)
#174 Billy Idol - Rebel Yell (17-set-19)
#175 Jimi Hendrix - All Along The Watchtower (18-set-19)

lunedì 23 settembre 2019

Ignoranti Universi Paralleli

Noi ridiamo e scherziamo, ma si racconta che là fuori, o là sopra, o lì sotto, insomma da qualche parte nel Multiverso, esiste un Universo in cui le cose non vanno proprio benissimo. È un Universo parallelo particolare, quello di cui si racconta, molto simile al nostro. Anche nel pianeta Terra di questo Universo, infatti, negli USA c'è Trump al potere, proprio come da noi; insomma, bella sfiga trovarsi in uno degli Universi in cui il riccone biondo è al potere...
Ma stiamo calmi, perché la Terra dell'Universo di cui stiamo parlando ha situazioni decisamente più bizzarre di un potente al potere (che, riflettendoci, tanto bizzarro non è). Non ci credete? Prendiamo l'Italia, per esempio. Nell'Italia di quella Terra di quell'Universo Parallelo c'è da mettersi le mani nei capelli; per chi, fortuna, ancora li ha. Sì perché se da una parte le vicende politiche non si discostano tanto dalle nostre (anche lì l'estate e qualche cocktail in più hanno fatto male, malissimo al Ministro, pardon, ex Ministro dell'Interno), quelle culturali hanno raggiunto livelli preoccupanti, tanto che si vocifera che l'Imperatore Multiversale (Lode a te, Signore!) in persona stia valutando un intervento diretto per salvaguardare il pianeta blu da una pericolosa deriva culturale. Ma cosa potrebbe mai scomodare il Sommo Imperatore Multiversale (Lode a te, Signore!)? La situazione culturale in quella Terra di quell'Universo parallelo è davvero così critica? 
Bene, vediamo: conoscete un certo Stephen King? Andate al cinema ogni tanto? Allora sappiate che le pubblicazioni di King e le ultime uscite al cinema corrispondono esattamente alle nostre. Ora: conoscete Giulia De Lellis e Chiara Ferragni? Come chi? Non fate i superiori! Del resto ci troviamo pur sempre in un pianeta Terra di un Universo in cui al potere c'è Trump, no? Allora? De Lellis e Ferragni... la tizia del libro sulle corna (ammetto di avere difficoltà nel definirla) e l'Influencer che sta con Fedez (NO! Niente "E chi è pure 'sto Fedez?!", ok?). Sì, insomma, quelle due. Ma forse voi, in effetti, beato nostro Universo, non siete proprio tutti al corrente che la De Lellis ha pubblicato un libro (ragazzi, lo so, certo che non lo ha scritto lei, ma tant'è) e che sulla Ferragni è uscito un Docufilm (sì, quello presentato e passato in sordina al Festival del Cinema del Liechtenstein). Ma ecco il punto, signori cari: libro e film sono usciti anche nell'Italia dell'Universo parallelo di cui stiamo parlando e, udite udite, sono in testa alle classifiche dei libri più venduti e dei film più visti.
Come? No... non vi sto prendendo per il culo! 
Calma, calma signori... non agitiamoci. Per fortuna noi viviamo nell'Italia di un Universo in cui il libro della De Lellis è... aspettate un po', controllo la classifica TOP 100 dei libri più venduti e... niente, ve lo farò sapere più tardi, con quella della TOP 200 o 1000 alla mano; e il film sulla Ferragni... vediamo un po'... è in programmazione soltanto in due Cinema milanesi e in uno romano; di proprietà della Ferragnez srl.
Quindi, che ci pensasse l'Imperatore Multiversale (Lode a te, Signore!), a quei poveracci. Noi, teniamoci stretto il nostro Universo, rivolgendo un pensiero e qualche secondo di raccoglimento per quella sfortunata Terra in quello sfortunato Universo parallelo. 
Lode a te, Signore!

domenica 22 settembre 2019

Il Regista Nudo (Stagione 1)

Alterniamo un po': dopo qualcosa che mi è piaciuto, e ha mantenuto tutte le aspettative che nutrivo al riguardo, eccoci a una Serie TV che mi ha decisamente deluso. Avevo infatti grandi aspettative e curiosità per "Il Regista Nudo", la Serie Giapponese sul tentativo di rivoluzione dell'industria porno nel Paese da parte del regista Tōru Muranishi. Seppur a tratti divertente, e con scene di un certo livello, la Serie non è mai riuscita a prendermi del tutto. Scivolata via abbastanza lentamente, e con un finale più che aperto, non mi sento di dire di aspettare con trepidazione la Seconda Stagione.
C'è da dire che la storia mette in mostra abbastanza bene tutte le problematiche legate a un mondo, quello del porno giapponese, che da sempre ha fatto i conti con una censura forte, arrivata negli anni a diventare un vero e proprio marchio di fabbrica: vi dicono niente i pixel?
Ciononostante, come detto, questa docuserie, forse proprio per la mancanza di una storia che andasse al di là della messa in scena di problematiche reali nell'industria a luci rosse giapponese, non mi ha incuriosito così come mi aspettavo, complice anche l'aspettativa molto alta dopo averne letto più che bene.
Dunque, la consiglierei? . Girata e recitata bene, potrebbe essere vista come un capolavoro da chi, al contrario del sottoscritto (colpevole ignorante), ama molto il Giappone e la sua cultura. In caso contrario, un'occhiata dategliela comunque.
(VOTO: 5,5 - Il Mito dei pixel)

lunedì 16 settembre 2019

Border - Creature di Confine (2018)

Un film distribuito poco e male nelle sale cinematografiche italiane, spesso è anche sinonimo di qualità, e "Border" ne è l'ennesimo l'esempio. Dal racconto "Confine" di John Ajvide Lindqvist, di cui avevo già amato l'adattamento cinematografico del suo romanzo "Lasciami entrare", il film di Ali Abbasi è a mio parere uno dei migliori prodotti cinematografici dello scorso anno. Una storia di confine, appunto, di diversità, che ci mostra (appena) un aspetto del grande panorama fantasy da un diverso punto di vista, se vogliamo. È la storia di Tina, dall'aspetto tozzo e fuori da ogni standard, ma dal fiuto impeccabile che le vale un posto in dogana. E Tina, proprio alla dogana, proprio a un confine, troverà qualcuno che finalmente non le sembrerà poi così tanto lontano come le sono sempre sembrati gli altri. Conoscerà Vore, e grazie a un non certo semplice rapporto con lui scoprirà e scopriremo verità nascoste tra la gente cosiddetta normale, da tempo, ma destinate, chissà, prima o poi a venir fuori, e a superare l'ennesimo confine.
Nessuno spoiler per "Border". L'ho amato come "Lasciami entrare" (anche se quest'ultimo è decisamente superiore), col rammarico di non averlo potuto vedere al Cinema per discutibili (ma forse quasi comprensibili) scelte di mercato (il soldo ha sempre ragione) che ormai si ripetono con sempre più frequenza. 
(VOTO: 7,5 - Diversità)

mercoledì 11 settembre 2019

"Il Rogo della Strega" in Musa dell'Abisso

Un mio racconto, "Il Rogo della Strega", è stato pubblicato nella bella antologia "Musa dell'Abisso", volume a cura di Enrico Teodorani, dedicato a sua moglie Francesca Paolucci. Nell'antologia troviamo i racconti di diversi autori che attraverso i loro scritti hanno tributato le opere e la figura dell'artista.
Nel mio racconto, in particolare, vado a toccare e mescolare diversi testi della Paolucci che Enrico mi ha gentilmente sottoposto, arrivando infine a una storia (spero) fruibile anche da chi non è a conoscenza di tali opere. 
Da segnalare che ogni racconto è anticipato da una bella illustrazione a tema. Quella che accompagna il mio, ovviamente, non poteva che essere quella di un rogo. Ma attenti a non avvicinarvi troppo... certe cose bruciano, bruciano da morire, ed è meglio osservarle da lontano.
Per acquistare l'ebook: 
Per acquistare il libro: 

domenica 8 settembre 2019

Concorso NASF 15 SPAZIO / LUNA: Ultimi giorni per partecipare

Mancano poco più di 20 giorni alla scadenza per la partecipazione alla Quindicesima Edizione del Concorso NASF. Quindi, cari Scrittori, aspiranti Scrittori, o semplici appassionati, date un'occhiata al bando e provate a partecipare. La Luna, lo Spazio intero, non aspettano altro che voi li raccontiate. Così come ho provato a fare io.

venerdì 6 settembre 2019

L'Ultimo King

VOTO: 8,5
Stephen King è senza ombra di dubbio il mio Scrittore preferito. È l'autore, tra l'altro, della Storia più bella che io abbia mai letto: la Saga de "La Torre Nera".
A pochi giorni dall'uscita del suo ultimo romanzo, "L'Istituto", mi sono ritrovato a fare qualche considerazione sugli ultimi lavori di King: non mi hanno entusiasmato.
Prendendo in esame gli ultimi 5 anni, il nostro amato Re ha sfornato, nell'ordine, "Revival", la Trilogia di "Mister Mercedes", "La scatola dei bottoni di Gwendy", "Sleeping Beauties", "The Outsider" ed "Elevation". Ora: a parte "Revival" e qualcosina di "The Outsider", il resto mi ha parecchio deluso. La Trilogia di Mr Mercedes mi ha a tratti annoiato, e devo ammettere di aver faticato parecchio per finire l'ultimo libro, "Fine Turno". Tra l'altro la Trilogia ci ha regalato un personaggio che... sì, non mi è simpatico: Holly Gibney. E questa tizia mi è talmente poco simpatica  (si può dire antipatica?) che, quando l'ho vista entrare in scena in "The Outsider"... beh, qual è l'espressione contraria di "wow"? Ecco. Pensate un po' come abbia potuto prendere la notizia che il romanzo di King in uscita nel 2020 avrà come protagonista proprio lei...
Tornando a "The Outsider": come già detto non è un brutto romanzo, anche se la storia si va un po' spegnendo (sarà stato l'arrivo di Holly?!) dopo un inizio molto promettente. Peccato.
Su "La Scatola dei Bottoni di Gwendy" faccio fatica a esprimermi da fan di King. È un prodotto impacchettato bene per far sì che faccia l'unica cosa che di buono potrebbe fare un romanzetto del genere: vendere quante più copie possibile sfruttando il nome di Stephen King (qui, infatti, in coppia con Richard Chizmar).
Un'operazione più o meno simile a quella di "Elevation". Su questo piccolo romanzo, comunque, qualche parola in più va spesa. A molti è piaciuto. A tanti ha emozionato. A me non ha dato praticamente nulla. Una lettura leggera leggera quanto il senso della storia, che forse scritta da un altro autore avrei visto diversamente. Ma da King no. Da King non mi aspettavo e non mi aspetto una cosa del genere. Che poi lui possa scrivere ciò che vuole, anche storie alla Nicholas Sparks, è fuori dubbio. È solo che, per quanto mi riguarda, la storia di "Elevation" non mi ha appassionato e non è mai riuscita a calarmi nell'Universo King. Quasi la vedo come una storia a parte. Gusti personali.
Su "Sleeping Beauties" ammetto una mia carenza personale: forse non l'ho capito fino in fondo. È un romanzo che mi sono ripromesso di rileggere.
L'unica lettura che salvo senza riserve dei miei ultimi 5 anni Kinghiani è "Revival". Un romanzo affascinante, sofferto, ben scritto. Un romanzo alla King.
Non ci resta dunque che aspettare "L'Istituto", sperando che il romanzo non deluda le aspettative. E stavolta sono molto fiducioso.
VOTO: 6-
VOTO: 5
VOTO: SV
VOTO: 7-
VOTO: 5,5

martedì 3 settembre 2019

Le Canzoni della Sera (Volume 6)

Questo sesto appuntamento con le Canzoni della Sera si apre con un grande classico, una di quelle canzoni che, in un modo o nell'altro, tutti abbiamo ascoltato da qualche parte: "The Passenger" di Iggy Pop. Tra le 25 canzoni qui di seguito, la più particolare è senza ombra di dubbio "Ederlezi" di Goran Bregović, tornata alla ribalta grazie al video Soviet Simpson che ho già pubblicato qui sul blog. Particolare (ma va?) anche il nuovo lungo (ma va?) singolo dei Tool, "Fear Inoculum", e la colonna sonora di una Serie TV che ho amato molto, Dark, la cupa e affascinante "Goodbye" di Apparat. Di canzoni "legate al giorno", troviamo invece "La Crisi" dei Bluvertigo nel Conte-Day, e l'omaggio a Gimondi il giorno dopo la sua scomparsa, con "Gimondi e il Cannibale" di Enrico Ruggeri, una canzone che mi è sempre piaciuta tantissimo. E a proposito di Ciclismo: qualche giorno prima ne avevo pubblicata un'altra a tema, "Il Bandito e il Campione" di Francesco De Gregori, dedicata a Girardengo. Omaggi poi ad artisti che non ci sono più, e che mancano e mancheranno alla Musica, Italiana e Internazionale, Rino Gaetano e Dolores O'Riordan, e un po' di sano, immancabile metallo pesante con Scorpions e Manowar.
Buona Musica a tutti.

#126 Iggy Pop - The Passenger (29-lug-19)
#127 Baustelle - La guerra è finita (30-lug-19)
#128 Kasabian - Underdog (31-lug-19)
#129 Goran Bregović - Ederlezi (Scena Đurđevdana na rijeci) (01-ago-19)
#130 Manowar - Warriors Of The World (02-ago-19)
#131 Kraftwerk - The Model (03-ago-19)
#132 Interpol - Rest My Chemistry (04-ago-19)
#133 Rino Gaetano - Aida (05-ago-19)
#134 Apparat - Goodbye (06-ago-19)
#135 Tool - Fear Inoculum (07-ago-19)
#136 The Cranberries - Promises (08-ago-19)
#137 Francesco De Gregori - Il Bandito e il Campione (09-ago-19)
#138 Vasco Rossi - Gli Spari Sopra (10-ago-19)
#139 Scorpions - Hit Between The Eyes (11-ago-19)
#140 Moby - We Are All Made Of Stars (12-ago-19)
#141 Manchester Orchestra - The Silence (13-ago-19)
#142 Gary Jules - Mad World (14-ago-19)
#143 Raphael Gualazzi - L'estate di John Wayne (15-ago-19)
#144 Coldplay - Violet Hill (16-ago-19)
#145 Enrico Ruggeri - Gimondi e il Cannibale (17-ago-19)
#146 Billy Joel - The Downeaster Alexa (18-ago-19)
#147 Midnight Oil - The Dead Heart (19-ago-19)
#148 Bluvertigo - La Crisi (20-ago-19)
#149 The Black Keys - Lonely Boy (22-ago-19)
#150 The Kinks - All Day And All Of The Night (23-ago-19)

venerdì 23 agosto 2019

The OA (Stagione 2 e Cancellazione)

Ho cominciato a vedere The OA con molta curiosità, ma alla fine della Prima Stagione il mio entusiasmo verso questa Serie si era raffreddato parecchio. Una Serie TV molto particolare, che affronta l'argomento post-morte in maniera abbastanza originale. Ecco perché, nonostante tutti i miei dubbi e le mie perplessità dopo la visione della Prima, ho guardato volentieri anche la Seconda. Qui la mia reazione, però, è stata diversa rispetto a quella che ho avuto nella prima parte: l'inizio non mi è piaciuto. 



(SPOILER)

mercoledì 21 agosto 2019

Il Risveglio del Dauno

C'è stato un tempo in cui un Orco Verde si aggirava per le Terre Italiche seminando selfie e rimpatri. È stato un tempo buio, in cui l'Orco, che veniva dal profondo Nord, ai confini con l'Elvetia, Terra di Lingotti di Cioccolato custoditi nelle Banche degli Gnomi, dettava legge. Una legge imposta nonostante l'Orco avesse un suo pari, un Elfo Giallo proveniente dalle calde e assolate Terre di Partenope, e addirittura un Superiore, un Professorone di origini Daune. Una legge diventata ben presto puramente Orchica perché entrambi, chi troppo debole, chi troppo assonnato, nell'arco del loro Governo, pardon, del Governo dell'Orco, mai in grado di contrastarlo, diventando ben presto vittime sacrificali. E allora ecco che l'Orco, libero di scorrazzare per le spiagge e per le locande delle Italiche Lande, a suon di organetti, clavicembali e mandolini, circondato da danzanti cortigiane ignare e ignoranti, e accolto in ogni dove da folle festanti di beoni gretti e ruttanti, ben presto si è preso quasi l'intero Regno. E a nulla, a nulla son servite le sue possibili debolezze: gli averi segreti della Casata dell'Orco (si racconta di 49 barili d'oro) da cui proviene; l'accusa di sequestro di disperati provenienti dalle Desertiche Lande della Terra dei Mori fermi in mezzo al mare; i possibili contatti con loschi individui in Steppa Siberiana. A nulla. A nulla perché, tra gli sguardi sgomenti dei pochi Italici ancora attenti, l'Elfo Giallo e il Professorone Dauno si son prostrati all'Orco facendo finta di nulla. E allora, ancora, l'Orco Verde, in un impeto di delirio di onnipotenza, ha stracciato la Pergamena di Governo firmata con l'Elfo e il Professorone, partendo alla conquista delle Terre Italiche intere, senza Elfi, Professoroni o chicchessia tra i piedi, perché da buon Orco è cosa buona e giusta, lo giura su Madonne e Santini, aver pieni poteri per un decennio, ma sì, magari un ventennio.
Ma, si sa, a volte la brama di potere acceca i bramosi, e le bastonate violente svegliano i can che dormono beati. 
C'è stato un tempo, fino a ieri, in cui un Orco Verde pensava di aver conquistato quello che si era prefissato di conquistare. Poi, come risvegliato da un sogno fatto di e signorsi, il Professorone Dauno ha sguainato la spada di fuoco gelosamente e segretamente custodita fino a quel momento, e  sotto gli occhioni lucidi dell'Elfo Giallo ha provato a far a brandelli l'Orco, davanti a una folla divisa tra festanti e sgomenti. 
Ma l'Orco Verde non è stato sconfitto. Battuto, bastonato, schiaffeggiato, umiliato, ma non sconfitto. E potrebbe riprendersi subito ciò che secondo lui gli spetta, perché, lo sappiamo tutti, la folla di beoni gretti e ruttanti è ancora là fuori, tra di noi, pronta a cavalcare l'onda della paura che l'Orco sa ben gettargli addosso, così come anche dopo il violento attacco del Professorone Dauno ha fatto. 
Compatti, lucidi, attenti, noi veri popolani non dobbiamo concentrarci per sconfiggere l'Orco... ma l'orda affamata che si nutre delle paure che semina tra noi, e che noi per fortuna non divoriamo perché già sazi di sapere e di buon senso. Eccola, allora, la chiave: proviamo a sfamare l'orda col nostro cibo, e non con quello dell'Orco. Sempre che non abbiano il palato definitivamente guastato dall'amaro gusto della paura. 

lunedì 19 agosto 2019

Sotto i Nostri Piedi

Cos'accadrebbe se riuscissimo a scavare un buco profondo, profondissimo, proprio sotto i nostri piedi? Un buco talmente profondo da attraversare il Nucleo della Terra e spuntare dall'altra parte del Globo? Ce lo dice "Antipodes Map".
A me (e a tutti gli italiani, vista la vastità degli Oceani) non andrebbe benissimo: spunterei in pieno Oceano Pacifico. Stanco e distrutto per il lavoraccio appena concluso... com'è che si dice? Mai una gioia. In pieno Oceano, senza saper nuotare, con le Isole Chatham (eh?!) il posto su terra ferma più vicino. Beh, a dire il vero, più a ovest ci sarebbe anche la Nuova Zelanda...
Come se non bastasse, il sito mi prende anche per il culo: "It`s only water around, but I think you can handle it.". Pensi male, amico mio. Come detto non so nuotare.
Ma il mio problema, a dire il vero, sarebbe nulla rispetto a quello di un convinto Terrapiattista. Anche se credo che a lui non servirebbe un sito come questo per sapere dove andrebbe a finire...
PARTENZA:
ARRIVO: