sabato 21 marzo 2015

I Flauti al Cioccolato

In effetti il "Flauto" della Mulino Bianco ha più o meno la forma di una bella mazzetta. I gusti poi: al latte quelle da 100€; all'albicocca vedo bene quelle da 200; inevitabile quelli al cioccolato per le mazzette più sostanziose, quelle da 500.
La nuova pubblicità della Mulino Bianco per i suoi Flauti è fantastica, un vero e proprio spot sociale che calza a pennello per il nostro amato Paese: vuoi entrare da qualche parte? Beh, porta a chi di dovere qualche Flauto e ne riparliamo. Se ne porti addirittura un cesto intero, poi... sei accolto a braccia aperte!
Bello ovviamente anche il messaggio di fondo per i nostri bambini (i bambini!): 
"Caro amore di papà, se questi tuoi amici non ti vogliono far entrare nel loro gruppo, portagli qualcosa. Che ne so, dei Flauti..."
"I Flauti non li vogliono, papà. Hanno detto che quelli posso anche ficcarmeli su per il c..."
"Ok, ok! Un attimo! Portagli... fammi pensare... qualche prosciutto del nonno!"
"No, ci sono dei vegani tra di loro. Sono dappertutto ormai."
"E che ne dici di qualche bella bicicletta nuova?"
"Da sfigati."
"Ok, ho capito: soldi?"
"Al cioccolato papà. Al cioccolato."
Attenzione: l'iPod Touch in palio è dotato di rivelatore di microspie!

venerdì 13 marzo 2015

L'Innocenza di Silvio

Innocente come un bimbo di un anno attaccato alla tetta della mamma. Sì, credo che questo paragone a Berlusconi piacerebbe un sacco. Magari alla tetta di una bella mammina giovane, nipote o non di Mubarak o di chi vogliamo (è ormai chiaro e ufficiale che si può dire un po’ quel che cazzo ci pare), e terminare la poppata con un bel sorriso da “cena elegante” sulla boccuccia.
Comunque... adesso torna. Più forte che mai, più tinto che mai, più innocente che mai. Come? La condanna nel processo Mediaset? Ah, certo, anche quella è passata per la Cassazione, con esiti leggermente diversi, ma che volete? Pure io ho preso un 3 in Matematica qualche annetto fa, ma non è che sto lì a ricordarmelo ogni secondo!
Tornando al caso Ruby: sentenza storica. Che gioia per i mariti infedeli che al rientro dal puttantour potranno dire alle loro mogli di essere stati a delle cene eleganti. Lo stesso vale per le mogli, che si potranno anche vantare di aver ricevuto regali di benvenuto e arrivederci. E sull’età delle ragazzine che provi e magari riesci a portarti a letto? “Oh, ma che ne so! M’ha detto che era maggiorenne! Io le ho fatto presente che mi sembrava un po’ troppo giovane, ma che volete... sapete come va oggi, i primi lifting se li fanno a diciotto anni!”
Altra gran cosa: da oggi se una vostra bella parente dovesse malauguratamente finire in gatta buia, vi basterà fare una telefonata alla Questura di competenza e dire: “Hey, ma sapete chi avete arrestato? È la nipote di Vladimir! Sì, sì, non parla russo perché è nata in Italia. Ok? Grazie!”, e tutto finirà lì. Scarcerazione immediata.
E cena elegante subito dopo. Mi pare ovvio.
No, dai... sono contento dell’assoluzione di Silvio. Che mondo sarebbe senza quella Sentenza? Addio cene eleganti, addio mihadettodiesseremaggiorenne, addio regalini, addio nipoti di Barack e Vladimir... no, non potrei vivere in un mondo del genere. 
Menomale che Silvio c'è.

domenica 8 marzo 2015

Dylan Dog 342 - Il Cuore degli Uomini

Mah. Sia chiaro, finora sono stato (e sto ancora) dalla parte di Roberto Recchioni, perché apprezzo sempre chi nelle cose ci mette passione e prova a cambiare qualcosa (si spera in meglio) mettendoci la faccia. Sia chiaro allo stesso tempo che per il momento questo "Nuovo Corso Dylaniato" non mi ha entusiasmato, o meglio... sta perdendo colpi. Dal primo numero del Nuovo Corso, il 337 con "Spazio Profondo" (che infatti mi è piaciuto parecchio), non me ne sono perso uno. Ottimo il pensionamento di Bloch nel numero successivo, come buoni (ma non entusiasmanti) i seguenti due. Non mi è piaciuto particolarmente il penultimo, il 341, "Al Servizio del Caos", dove si presentava il nuovo "cattivo", John Ghost, e che doveva quindi rappresentare un "numerone". Ma è con l'ultimo, il 342, "Il Cuore degli Uomini", che credo di aver raggiunto il picco della delusione riguardo il nuovo ciclo di Dylan Dog. Paradossalmente vado un po' controcorrente rispetto ai commenti all'Albo, e dico che i disegni di Dall'Agnol a me non dispiacciono affatto, mentre la storia, invece, sì. Mi dispiace dirlo, ma per quanto mi riguarda siamo di fronte a 98 pagine di noia. Si prometteva addirittura una "sana dose" di splatter... ma se per sana dose si intende l'estrazione di un cuore poi mangiato (il tutto in un paio di tavole), e un personaggio infilzato da un forcone... allora no, la mia idea di Splatter non coincide con quella dell'autore della promessa sulla pagina Facebook ufficiale. E lo "straordinario Groucho", poi... mah.
Ultima nota: la copertina. Bruttarella anche quella. Tra richiami e citazioni, no... non mi è piaciuta. Sarà il contorno nero... sarà il Cuore, saranno i putti, sarà Dylan senza giacca... ma non mi piace.
Vabbè, aspettiamo dunque il prossimo Albo e... vediamo un po'. Tra l'altro, la nuova copertina, seppur nella sua semplicità, sarà assolutamente originale. Almeno quella.

sabato 7 marzo 2015

Unhappy Ending

Scrivendo un racconto dal finale tutt'altro che lieto, mi sono venuti in mente un paio di film dal finale cattivissimo, e che sì, mi hanno lasciato letteralmente di merda lì sulla poltrona del cinema.
Il primo è senza dubbio "Nameless - Entità Nascosta". Il film spagnolo racconta della scomparsa della figlia di una coppia, che inizialmente si crede morta ma che... forse non lo è. Si scaverà così nella melma di una Setta alla ricerca del Male Assoluto... e direi che nel finale, appunto, la ricerca si completerà alla grande. Ricordo discussioni su un forum cinematografico (e addirittura da un paio di spettatori in sala all'uscita) in cui gente si diceva “indignata” e “schifata” per il “finale da malati”. Mi chiedevo e mi chiedo ancora oggi se la gente, quando va al cinema, abbia la minima cognizione di cosa stia andando a guardare. E se, magari, questa gente capirà mai due cose fondamentali: 
1) Il Film, in questo caso "Nameless", è un’opera di fantasia. 
2) Ciononostante quello che accade in film del genere può tranquillamente accadere anche nella vita reale. Finale da malati? Da indignarsi? Leggetevi un po’ di cronaca nera.
Il secondo è "The Mist", tratto da un racconto di Stephen King. Arriva una nebbia misteriosa che copre tutto e poi scopre mostri inquietanti e famelici. Nella nebbia infatti c'è qualcosa... qualcosa di veramente brutto che sembra non lasciare alcun scampo. Nel finale si prova l'impossibile per riuscire a salvarsi, e ciò che accade non può che lasciarti di stucco. Sì, il finale di "The Mist" merita un paio di minuti di assoluto silenzio. Io glieli ho dedicati eccome...

venerdì 6 marzo 2015

Il Folclore secondo Maroni

Qualche giorno fa mi è capitato di sentire alla radio Roberto Maroni. Qualcuno gli faceva notare quanto fosse incoerente la vicinanza del suo Partito a quello pseudo di Casapound. Lui, Leghista ma Antifascista, al fianco di Estremisti di Destra che si dichiarano senza pudore alcuno (nel 2015 oltre all’assenza di pudore va aggiunta anche una bella dose di coraggio) né più né meno Fascisti
Per Maroni però è diverso: quello è Folclore. Sì, da oggi l’Apologia del Fascismo si chiama Folclore. Sarà per questo che non ho mai amato particolarmente i “Gruppi Folkloristici” che vedevo esibirsi in paese. Forse io, chissà come, sono sempre riuscito a vedere a fondo: sui palchi delle sagre paesane, i Gruppi Folkloristici non stringevano tamburelli, ma manganelli. E tra una pizzica e una tarantella, chiaro era il riferimento tra le righe al Duce.
Giornalisti incapaci, invece, parlano dei vari episodi di violenza di cui si rendono protagonisti questi Fascisti di Casapound omettendo la loro vera natura; un giornalista serio parlerebbe infatti di scontri tra Gruppi Folkloristici e appartenenti a Centri Sociali.
I veri e propri Gruppi Folkloristici, poi, stanno ormai pensando di fare coming out: via le immagini delle Madonne e dei Santi durante le feste religiose a cui partecipano con i loro manganelli travestiti da tamburelli; saranno sostituite da immagini del Duce.
E i Centri Sociali? E la gente con le Bandiere Rosse e il Che sul petto? Folclore?
No, ovviamente per Maroni e compagni (mi si perdoni il termine poco adatto) in quei casi si tratterebbe sempre e comunque di Estremisti di Sinistra, di Comunisti
Già, non ho mai amato particolarmente i Gruppi Folkloristici.
Un Gruppo Folkloristico durante le prove per la preparazione di un attacco a un Centro Sociale.

giovedì 5 marzo 2015

Primarie Decadenze

Meravigliosi. 
La vicenda delle Primarie del PD in Campania ha davvero dell’incredibile. Le vince un personaggio, Vincenzo De Luca, che se dovesse essere eletto... decadrebbe. De Luca, già decaduto dalla carica di Sindaco di Salerno, si è presentato alle Primarie (sì, davvero) con una bella condanna per Abuso d'Ufficio (in primo grado), e le ha vinte con poco più del 50%. Adesso ci si pone però il problema della decadenza per effetto della Legge Severino. Adesso
Brunetta, preoccupato, teme un ritocchino alla Severino (alla Legge), un ritocchino ad personam (senti un po’ chi parla) che permetterebbe a De Luca di salvarsi dalla decadenza; già, non come il povero Silvio che invece è decaduto eccome, punito esemplarmente dai Giudici Rossi. A proposito: tra qualche giorno il buon Silvio sarà di nuovo libero di scorrazzare lungo le vie delle città in piena notte, e andrà a raccontare barzellette agli anziani soltanto quando vorrà lui. In campagna elettore; promesse varie su Pensioni e Sanità in allegato.
Ma tornando alla vera barzelletta: il PD. Vista la possibile espulsione di Cesare Battisti dal Brasile, fossi in Renzi proporrei la sua candidatura alle prossime Primarie del PD di dovegliepare; oh... De Luca, vincitore di quelle della Campania con una sola misera condanna per Abuso d'Ufficio, al confronto di Battisti è un pivellino. Con quel curriculum, l’ex Terrorista Rosso potrebbe anche ambire alle Primarie del PD del 2018. 
A questo punto, effettivamente, mi auspico che si faccia al più presto qualcosa per la decadenza. Quella del Partito Democratico.

martedì 3 marzo 2015

In The Flesh (Stagioni 1 e 2)

Dopo aver parlato (e ahimé visto) di “Leftovers” sembra fin troppo facile promuovere “In the Flesh”. Per fortuna questa Serie TV britannica l’ho vista e promossa già tempo fa. 
Semplicisticamente parlando, si tratta di zombie: “La trama è impostata subito dopo un attacco di zombie nel villaggio immaginario di Roarton (Lancashire, Inghilterra). L'adolescente Kieren Walker, morto suicida, viene "ri-animato" insieme a migliaia di altre persone in precedenza zombie. Dopo un lungo periodo di riabilitazione e di farmaci, gli zombie vengono giudicati e, se idonei, rimandati indietro alle loro case e famiglie.” 
Ma il loro ritorno nella Società è tutt’altro che semplice. C’è chi ce l’ha a morte (e ci calza a pennello) con queste persone affette da “Sindrome da Decesso Parziale - PDS”, accusandoli di essere degli assassini adesso semplicemente sedati ma pronti a ricominciare il pranzo appena ne avranno possibilità o modo; e chi invece vuole che questi si reintegrino nella Società, seppur a colpi di cerone, lenti a contatto e terapie quotidiane. Fanno parte della seconda schiera, ovviamente, i parenti degli “zombie”, ma non tutti... e non starò qui a dirvi chi perché, quando c’è qualcosa di bello da vedere, non faccio spoiler come accade con le cose brutte da (possibilmente) non vedere, com’è accaduto con “Leftovers”. 
I Tre Episodi della Prima Stagione sono bellissimi. La Prima Stagione intera è a mio parere una perla, con un finale struggente e intenso. La colonna sonora, poi, è azzecatissima.
Sono Sei, invece, gli Episodi della Seconda Stagione che, lo ammetto, all’inizio mi è sembrata partire maluccio. Poi per fortuna, episodio dopo episodio, mi ha fatto ricredere, e la Serie non cade nella banalità o, peggio ancora, in rapporti d’amore adolescenziali tra vivi e morti (mi ricorderebbe qualcosa). È anche questo, a mio parere, uno dei punti di forza di “In The Flesh”. L’amore c’è, di fondo, e nemmeno di quello banale. Anzi... 
Il Finale di Stagione è anche qui interessante ma, al contrario di quello della Prima Stagione, più aperto, più “commerciale”, se vogliamo. Ma ci sta, anzi, ci starebbe. Peccato infatti che la Serie non verrà rinnovata. Niente Terza Stagione. 
È così che va. Due ottimi prodotti come “In the Flesh” e “Utopia” non vengono rinnovati; altri banali ma accompagnati da sonore risate preregistrate si rinnovano a ciclo continuo. “In the Flesh”, poi, pecca probabilmente in una caratteristica molto richiesta in Serie TV del genere: si scopa poco. Eh no, “In the Flesh”, nonostante possa sembrare attinente per argomenti a “True Blood”, per esempio, è lontano da questo anni luce. Si tromba poco o niente, il protagonista non è uno strafigo (almeno credo, potrei esser smentito dal pubblico femminile, ma non me ne vogliate... non me ne intendo!), e gli argomenti di fondo (ma non troppo di fondo) fanno riflettere.
Peccato dunque non rivedere Kieren Walker sua sorella Jem, i suoi genitori, Simon ed Amy (bellissimo e originale il rapporto tra lei e Kieren), tutti ottimi e interessanti personaggi, nonostante si stia parlando di una Serie che conta in totale soltanto 9 episodi. Sulla Prima Stagione, in particolare, forse c’è soltanto questo da fare come appunto: 3 episodi sono davvero pochi per affrontare una storia del genere. Ma forse, in fondo, allungando il brodo sarebbero venute meno le caratteristiche forti che sono venute fuori da “In the Flesh”. Sì, perché, nonostante sia formata da soltanto 3 episodi, la Prima Stagione riesce a raccontarci, a mio parere, tutto ciò che doveva raccontarci.
Stavo per consigliarvi di guardarvela in lingua originale... ma non serve. Non è ancora arrivata in Italia e, forse, non arriverà. A meno che, visto l’uso del cosmetico da parte dei protagonisti per nascondere la loro brutta cera, i distributori in Italia non avranno la brillante idea di non tradurre alla lettera il titolo e presentarla come... “50 Sfumature di Cerone”.
Lunga vita, nonostante tutto, agli affetti da PDS!
(VOTO: 8,5 – C’è Vita oltre la Morte. Di una Serie TV)

lunedì 2 marzo 2015

The Leftovers - Svaniti nel Nulla (Stagione 1)

Ho fatto molta fatica per arrivare alla fine della Prima Stagione di “Leftovers”, davvero molta. Credo sia stata una delle Serie TV più brutte che abbia visto in vita mia. O meglio: senza alcun senso. Verso la fine ci saranno degli Spoiler, ma vi assicuro che non vi perderete nulla. Non esistono veri colpi di scena, perché il colpo di scena deve farti saltare dalla sedia ed esclamare: “Wow!”, mentre qui quelli pseudo al massimo ti fanno esclamare, tra uno sbadiglio e l’altro, “Bah...”.
La storia, in breve: “Un giorno, improvvisamente, il 2% della popolazione mondiale (140 milioni di persone) scompare in un solo istante. Alcuni si convincono che la Terra sia stata colpita dal "Rapimento della Chiesa", altri rifiutano di vederlo come un evento mistico; nessuno, in realtà, sa veramente cosa sia accaduto. La serie ha inizio 3 anni dopo l'evento, seguendo le vicende della comunità di Mapleton, dove sono scomparsi nel nulla oltre cento abitanti.”
E a Mapleton ci sono anche i "Colpevoli Sopravvissuti", una setta misteriosa che non ha alcuna ragione di esistere. Fanatici senza alcun senso che vestono di bianco e hanno una straordinaria caratteristica, un loro punto fermo: si rifiutano di parlare. Beh, interessante, no? No, perché non parlano ma comunicano, dialogano. Come? Scrivendo su dei bloc-notes. Fantastico! M’immagino un loro fan in Tribunale: 
- Imputato, lei si avvale della facoltà di non rispondere?
- Sì, signor Presidente, ma solo 'a voce'. Il Pubblico Ministero può passarmi un bloc-notes?
- Ehm... mi può spiegare il perché? Lei mi sta dicendo che intende rispondere... quindi, perché scrivere e non parlare? Qual è il senso di questa sua decisione?
- Ma che ne so...
Ah, altra loro interessantissima caratteristica: fumano. Perché sarebbe interessante? Beh, non ne ho idea, però gli Autori ci tengono particolarmente a farcelo sapere e vedere (pubblicità ingannevole? Del resto si sa, il tabacco non si pubblicizza facilmente...); i Colpevoli Sopravvissuti (mi stanno sulle palle già dal nome) infatti fumano e reclamano di farlo a gran voce. Pardon...  a gran lettere: “LASCIATECI FUMARE”, scrivono in cartelli all’interno dei loro ritrovi. È come se io affiggessi un cartello nel mio soggiorno con su scritto “LASCIATEMI GUARDARE LA TV”. Se qualche ospite entrasse in soggiorno e dopo averlo letto esclamasse “’Sti cazzi”, non potrei far altro che stringergli la mano.
Ma alla fine credo che i Colpevoli Sopravvissuti siano stati l’unica ragione per cui sono andato fino in fondo. Sì, perché non vedevo l’ora che qualcuno li gonfiasse di botte. E per fortuna è successo, dopo l’ennesimo loro comportamento senza senso: riempire le case degli scomparsi con i loro manichini... perché i loro parenti sopravvissuti non se ne dimenticassero. Santo cielo...
Per di più, questi imbecilli in bianco sono stati capaci di farlo di notte, entrando nelle case dei parenti dei Dipartiti e piazzandovi questi famosi manichini... senza che nessuno se ne accorgesse. Insomma, grande sorpresa al mattino! Si vede che oltre non parlare sono bravi, bravissimi anche a non far alcun rumore. 
Ecco, una volta visti i Colpevoli Sopravvissuti pestati a dovere, “Leftovers” non ha più ragion d’esistere, perché sui “Dipartiti” non si sa nulla. Non si affronta mai veramente il problema, ma la Serie ci tiene a propinarci un’accozzaglia di storie che sembrano c’entrarci ma che forse non c’entrano o c’entreranno in futuro. Mistero. (Oh... è una Serie TV sul “Mistero”, no?)
Ci sarebbero infatti i cani impallinati da un misterioso uomo perché... non chiedetemi certe cose, è una Serie Misteriosa.
Ci sarebbe un misterioso uomo di nome Wayne che forse è un Santone, forse è un ciarlatano, forse è soltanto un tipo a cui piace impallinare (in senso figurato, che poi figurato dopo nove mesi non lo è più) asiatiche al posto dei cani.
Ci sarebbe un vecchio rincoglionito (il padre di Kevin, poliziotto e protagonista della Serie) che parla con... con qualcuno che misteriosamente vede soltanto lui. Oh, l’ho detto che è rincoglionito...
Ci sarebbe proprio Kevin, il poliziotto figo protagonista della Serie che si ritrova la moglie nei Colpevoli Sopravvissuti (ha tutta la mia solidarietà... e forse è per questo che è l’unico personaggio che mi sta davvero simpatico), due figli che segue a fatica e il padre rincoglionito (l’ho già detto, lo so). Ah, credo sia anche sonnambulo... o qualcosa del genere. Mistero.
Punte di pateticità si toccano nell’Ottavo Episodio: la “capa” dei Colpevoli Sopravvissuti è lì pronta a tagliarsi la gola dopo aver propinato al povero Kevin (che l’ha rapita insieme all’impallinatore di cani durante uno dei suoi momenti di sonnambulismo) un pippone assurdo sulla loro missione (no, anche dopo il pippone non l’ho capita comunque), e Kevin, che come me non c’ha capito un cazzo, glielo dice a chiare lettere. E lei: “Tu... tu hai capito!”. E zap... se ne va all’altro mondo. Ma no, Patti, no! Il povero Kevin, proprio come me, non c’ha capito una minchia! Ma pur di evitare che gli ripetesse ancora il pippone, la lascia fare. Un fumatore in meno.
Nell’Episodio Finale, devo ammetterlo, qualcosa di buono c’è: “Nothing Else Matters” dei Metallica suonata dagli Apocalyptica. È una versione che amo particolarmente, con un intro splendido, e che continua in un crescendo che...
Ah, ok... stavamo parlando di “Leftovers”. Giusto.
Terminata la parte in cui le note della bellissima “Nothing Else Matters” accompagnano l’ennesima carrellata di scene senza alcun senso, arriva il finale vero e proprio: una lettera delirante di Nora (oh, lei mi piace... no, non il personaggio, senza senso come gli altri e che infatti non vi accenno nemmeno, ma proprio lei, l’attrice, la donna) che non ha nulla da invidiare al pippone di Patti. Solo che lei non si suicida. Anzi, trova vicino casa di Kevin (a cui, poverino, stava per lasciargli appunto la lettera/pippone) una delle figlie di Wayne (abbandonata prima dalla ragazza asiatica che si era impallinata, poi dal figlio di Kevin – figlio di Kevin? Che c’entra il figlio di Kevin? No, non vi spiego il perché, non ne vale proprio la pena) e, sorridente, esclama a Kevin e figli appena arrivati: “Guarda cosa ho trovato...”
E ‘sti cazzi?
Wow... da brividi. Sì, ho la pelle d’oca eh... che finale! 
Si conclude così la fiera del Non Senso, ma di quello brutto, di quello non cercato. Ah, dimenticavo: c'è pure uno dei cani neri scampati all’impallinamento dell’impallinatore di cani che adesso è diventato buono e non ringhia e non abbaia; anzi, è tutto coccoloso.
E i Dipartiti? Ma cosa è successo a ‘sti Dipartiti? 
E che ne so... forse ce lo sveleranno nella Seconda Stagione. Che io cercherò di evitare come la peste, a meno che non mi si assicuri che ci sia lo sterminio di massa dei Colpevoli Sopravvissuti. Allora sì, potrei dargli uno sguardo.
(VOTO: 3 – Svaniti nel Nulla. Della Serie) 

domenica 1 marzo 2015

Gioventù Happymealizzata

Che tristezza però...
Non sono qui a fare il moralista sul Mac Donald's, visto che ci vado anche io e non me ne sono mai fatto un problema; anzi, ai tempi del Militare mi ha salvato... o forse no. Ma trovo questa pubblicità di una tristezza disarmante. E il problema, a mio parere, sapete qual è? Che forse, in fondo, questa pubblicità racconta... la verità.
Ormai i bambini fanno le feste di compleanno al Mac, e non mi sorprenderebbe affatto sentirne qualcuno esclamare proprio: "No, niente pizza... voglio un Happy Meal!".
Per quanto mi riguarda, quando o se toccherà a me, proverò in tutti i modi a far sì che mio figlio in pizzeria esclami sorridente: "Voglio una capricciosa!".

sabato 28 febbraio 2015

Carnage (2011)

Vi siete persi "Carnage" di Roman Polanski al Cinema e volete al più presto porre rimedio al misfatto come il sottoscritto? Bene: invece di fare come me e trovare un'ottantina di minuti liberi, vi basterà perderne appena un minuto e mezzo guardando il Trailer a fondo post. Il film è tutto lì. Tutto.
Profondamente deluso per un film sì originale, ma che non riesce assolutamente a sfruttare in pieno quella sua originalità di partenza. 
Si legge nella presentazione sotto il Trailer: "È la storia di due coppie di genitori che si incontrano dopo che i rispettivi figli restano coinvolti in una rissa a scuola. L'incontro va disastrosamente male, ogni coppia attacca le capacità genitoriali degli altri per poi passare ad attaccare sul piano delle problematiche interne al matrimonio."
Perfetto. Ecco tutto il film. Non aspettatevi altro.

Estremismi Fuori Campo

Sinceramente sono stufo di questi estremisti del “No-Calcio”. Sono ripetitivi e banali. Un gruppo di ubriaconi olandesi mette a ferro e fuoco Piazza di Spagna, e di cosa si lamentano? Del fatto che la partita si è giocata. Già, secondo queste teste dall’intelligenza superiore, la partita non si doveva giocare. Come sempre. Effettivamente non giocando una partita di calcio dopo eventuali incidenti, tutto si risolverebbe in un baleno. No, la colpa non è di chi non riesce a far fronte a quattro imbecilli ubriachi, lasciando loro il permesso di fare quello che gli pare, di usare Piazza di Spagna come una discarica (quanto vorrei vedere cos’accadrebbe in un’eventuale scena simile davanti a un Monumento Francese o Inglese!); la colpa è della partita di calcio. La partita di calcio, anzi, il “Calcio” in generale è il male assoluto. Anche perché loro, che non seguono il Calcio, sono esseri superiori, e vedono con disprezzo quei poveracci, esseri inferiori, che invece hanno il cattivo gusto di seguirlo. 
Chissà perché, poi, nelle loro testoline vuote o troppo piene per il troppo sapere di cui sono probabilmente assoluti custodi (sia chiaro che rientrano in quest’ampia schiera anche molti giornalisti), non è balzata mai l’idea, visti proprio i fatti di qualche giorno fa, di invocare la chiusura delle discoteche. Perché? Ma perché è fatto di cronaca l’assurda morte di un giovane laureato in Medicina dopo una lite iniziata in discoteca e finita fuori. Nessuna indignazione riguardo il luogo? Tra l’altro, nemmeno poi tanto nuovo, visto che risse, pestaggi e violenze sessuali capitano non spessissimo ma capitano dentro o poco fuori le discoteche. E allora? Ci scappa il morto prima della finale di Coppa Italia e si invoca addirittura alla sospensione dei Campionati; ci scappa il morto dopo la discoteca e... niente, lo Stadio di Calcio è l’inferno, la discoteca un luogo come un altro. Io, in tutta sincerità, porterei mio figlio mille volte a vedere una partita di calcio (dai 10 ai 18 anni andavo al San Paolo di Napoli – mio Dio! Il San Paolo di Napoli! – quasi ogni benedetta domenica, e mai, ripeto MAI mi è accaduto qualcosa di spiacevole) ma non un sabato sera in discoteca. E voi? Testoline dall’intelligenza superiore? No, non state lì a dirmi né da una parte né dall’altra, perché a quel punto vi inviterei a restarvene a casa ad aspettare i prossimi scontri fuori uno stadio per indignarvi e sì, così, sentirvi superiori. Come piace a voi.
Io intanto domani mi gusterò un'altra squallida e violenta domenica di calcio.

giovedì 12 febbraio 2015

Utopia (Stagione 2)

Utopia finisce qui, con la Seconda Stagione. Vedere la Terza, dunque, resterà per i fans della Serie... sì, un’utopia. Un vero peccato non vedere una vera e propria conclusione per una delle Serie TV più belle e originali degli ultimi anni. 
Dopo una grande, grandissima Prima Stagione, la Seconda si apre con un Episodio a mio parere straordinario, che da solo, collegato direttamente alla Prima Stagione, potrebbe bastare. Ecco, vediamo “Utopia” come una gran bella Serie TV di sette Episodi. Il resto della Seconda non è da buttar via, anzi. La tensione e l’interesse crescono puntata dopo puntata, ma come spesso capita è proprio il Finale di Stagione a deludere le aspettative. Negli ultimi due episodi succedono molte cose, alcune delle quali, però, vanno a compromettere seriamente il futuro della Serie. Appena finisce l’Episodio Finale, infatti, ci si immagina immediatamente una Terza, eventuale Stagione, e ci si rende conto che probabilmente non sarebbe più possibile aspettarsi le emozioni che in queste 2 Stagioni “Utopia” è stata in grado di offrire agli affezionati.
Comunque ci speravo. Odio le belle storie raccontate a metà. Sarebbe stato meglio, a questo punto, chiudere “Utopia” dopo la Prima Stagione (e il 1° Episodio della Seconda come extra!), così come dicevo qualche tempo fa. Ma tant’è...
Indubbiamente la Serie in questa Seconda Stagione ha perso mordente, ma anche qui ci sono stati momenti straordinari. La figura di Arby è senza dubbio quella che spicca di più, sviluppata in maniera più completa rispetto alla Prima Stagione. Jessica Hyde resta Jessica Hyde, anche se con qualche lacuna in più per quanto riguarda la sua vita. 

(SPOILER)

mercoledì 21 gennaio 2015

Che Paese Meraviglioso

Viviamo in un Paese dove un PM si prende il disturbo di chiedere il rinvio a giudizio di un certo Diego Armando Maradona perché, secondo la sua tesi, l'ex Pibe de Oro sarebbe colpevole di aver insultato più volte Equitalia.
Ok, ci potrebbe stare.
Ma non in Italia.
Sì, perché questo è lo stesso Paese dove un Senatore della Repubblica (sì, SENATORE) si permette di offendere due ragazze appena rientrate dalla Siria (al di là del come e perché) con un tweet del genere...

e... continuare a fare il Senatore.
Qualche PM si prenderà mai la briga di denunciare il Senatore? Uno degli uomini che dovrebbe... (brividirappresentarci
Probabilmente in un Paese civile non ci sarebbe stato nemmeno bisogno di una denuncia, perché il Senatore in questione si sarebbe dimesso immediatamente.
Ma tant'è: viviamo in un Paese dove Maradona viene denunciato per le offese a Equitalia (a noi cittadini in effetti la cosa ci turba particolarmente...) e Gasparri lasciato ancora libero di rappresentarci.
Che Paese meraviglioso.

sabato 17 gennaio 2015

Tutte le (MIE) matite del mondo

Qualche parola sulla vicenda delle vignette pubblicate in un volume dal Corriere della Sera, sull'onda dei fatti avvenuti in Francia. Le vignette, prese dal web e molte delle quali stampate in qualità pessima, sono state pubblicate senza aver preso minimamente in considerazione l'idea di, magari, avvisare gli autori prima della pubblicazione. Gli autori, a ragione, si sono immediatamente incazzati. 
Qualche giorno dopo ecco le scuse del direttore Ferruccio De Bortoli, che ci tiene a ribadire l'assenza di uno scopo di lucro nella pubblicazione (anzi, scopo del tutto benefico) e che, come scritto nel volumetto, gli autori avrebbero potuto contattare il Corriere per la questione dei diritti. 
Ora: non ci vuole certo un genio per capire un problema di fondo che resta e resterà. Non credo sia giusto, lecito, cristallino, che una mia vignetta (o un testo, o una foto) sia inserita in un volume senza il mio permesso, specificando comunque che per i diritti se ne può parlare. Eh no, mio caro illustrissimo direttore, perché se una mia vignetta, un mio testo o una mia foto venisse inserita in un volume, per esempio, intitolato "W il Duce", tu puoi venirmi a pagare tutti i diritti che vuoi, ma a me girerebbero evidentemente le palle che qualcosa di mio sia associato al duce vita natural durante. 
Non è questo il caso, visto lo scopo e l'argomento, ma l'esempio credo sia abbastanza chiaro. 

domenica 7 dicembre 2014

"La Decima Prova" in NASF 10 - FREE

Sono talmente legato a questo concorso, a questo progetto, che nonostante negli ultimi anni il mio tempo libero a disposizione per la Scrittura si sia notevolmente ridotto (e purtroppo negli ultimi mesi ancora di più... come dimostra l'assenza di post recenti), puntualmente cerco di presentare un racconto per questo appuntamento. Dall'Edizione Numero 5 (con “Newpolis”), fino all'ultima, la Numero 10, sono orgogliosamente tra i selezionati. Anche quest’anno, dunque, un mio racconto farà parte del nuovo volume NASF, stavolta a tema libero proprio in onore del traguardo della Decima Edizione del Concorso. Con “La Decima Prova” (questo il titolo del mio racconto), ho voluto già dal titolo celebrare questo importante traguardo del Concorso; alieni alla scoperta di un Pianeta lontano, alla ricerca di segni evidenti che possano dimostrare l'esistenza passata di forme di vita intelligente. Sarà difficile, ma prova dopo prova, il dottor Ediic cercherà di convincere i Direttori che lì, su quel Pianeta, qualcosa in passato si è mosso...
Come ogni anno invito tutti gli amanti della Fantascienza ad avvicinarsi a questo progetto, andando a scoprire non solo il “NASF 10 – FREE”, ma anche i passati volumi, che a mio parere sono davvero delle vere piccole perle di Fantascienza nostrana. Inoltre, tenersi aggiornati sulla prossima edizione per poter partecipare e provare a entrare in questo fantastico mondo.
Chiudo con il complimentarmi col vincitore della Decima Edizione, Roberto Vaccari, e con gli organizzatori che ogni anno riescono a rendere avvincente e sempre più interessante il concorso. 
I miei racconti in NASF:
- NASF 5 X-Punk / OOPArt: Newpolis
- NASF 6 Blood, Dust & Steel: Progetto Stigma
- NASF 7 Tribute: La Cura
- NASF 8 Mutazioni: Una Splendida Giornata
- NASF 9 Albe & Tramonti: L'Ultimo Tramonto
- NASF 10 FREE: La Decima Prova