Torno brevemente sul "Coronavirus": dallo scoppio del boom di contagi nel nostro Paese, è evidente che la ricaduta sul Turismo in Italia sarà devastante. Come cercare di rimediare, dunque, alle disdette di turisti che avevano già prenotato vacanze in Italia, e fare in modo, magari, che ne arrivino il più possibile, nonostante questa "emergenza"?
Facendo capire ai potenziali turisti che l'Italia è comunque sicura, che è un Paese soltanto attento alla salute dei suoi cittadini, e che il "Coronavirus" è un'epidemia influenzale con la quale
(hanno)
avranno a che fare tutti i Paese del Mondo.
Bene. Benissimo.
Ma, oggi, proviamo a metterci un po' nei panni di uno straniero che vede il Paese verso cui si sta per recare chiudere Scuole, Cinema, Teatri, annullare Manifestazioni Culturali e Sportive, arrivando persino a rinviare partite importanti dello Sport più seguito a livello nazionale. Ecco. Nei loro panni, ci sentiremmo davvero allettati dall'ipotesi di andare a farci una settimana di vacanze in un posto del genere?
Io no.
Anzi... quasi mi stanno facendo venir voglia di scappar via, da un posto del genere. E andare...
E andare da nessuna parte. Siamo italiani. Untori. Chiudiamo i confini. Prima che arrivino a chiuderceli tutti gli altri.
Parliamoci chiaro: quando, oltre all'esagerato, spesso immotivato e dannoso (povera Italia...) allarmismo che si registra nei confronti del Coronavirus, vieni a sapere che la famosa Birra Corona ha subìto nell'ultimo periodo un crollo delle vendite proprio per colpa del sopracitato virus... ti viene davvero da pensare che un'epidemia, anzi una pandemia, anzi un'estinzione di massa ce la meriteremmo davvero tutta.
Cosa potrà mai spingere un essere umano a non comprare una birra chiamata "Corona" in un periodo come questo? Cosa potrà mai pensare un essere umano di trovare in quella birra? Forse, tra una bollicina e l'altra, il virus che porta il suo nome? Che poi, se proprio volessimo essere precisi, al massimo dovrebbero temere una birra chiamata COVID-19, perché di "Coronavirus" ne girano vari da un po' di anni. Ma qui siamo a un livello forse davvero troppo complicato per queste persone.
Concludendo: più passa il tempo più penso che ci sia davvero bisogno di rivedere il concetto di Suffragio Universale. A livello mondiale, ovviamente.
Se non amate David Lynch, questo cortometraggio non fa per voi. Come, del resto, a pensarci bene, non farebbero per voi quasi tutte le opere del Regista Statunitense.
Ma David Lynch è David Lynch, e allora può permettersi di chiudersi in una stanza e interrogare una Scimmia sospettata di omicidio. Che ovviamente parla. Con la sua bocca. Con la sua voce.
Dunque... cos'hai fatto, Jack? (VOTO: SV - Sembra che ci sia un assassino a piede libero)
Ebbene sì: "BoJack Horseman", con il 16° episodio della Sesta Stagione, è giunto al capolinea. E per chi, come me, ha amato questa splendida Serie Animata, è un po' come perdere un amico. Non vedremo più il nostro cavallo preferito, dunque, continuare a sfidare i problemi di vita di una Star della TV in declino creati, se vogliamo, da quel cavallo stesso. Una vita, quella di BoJack, che ci ha coinvolto, fatto emozionare, fatto arrabbiare. Una vita, appunto, problematica, e che non starò qui a raccontarvi perché BoJack Horseman non è una semplice Serie TV da raccontare. La storia di BoJack è un concentrato di scelte sbagliate, poche volte azzeccate, altre ancora non del tutto comprensibili, di ricerca perenne della felicità, di fallimenti, di amori perduti, amori difficili o mai nati. Di rapporti difficili con i genitori, o con parenti che spuntano all'improvviso. La storia di BoJack è la storia di un uomo, anzi, di un cavallo, che si ama o si odia. E per noi che quel cavallo pazzo lo abbiamo amato, vederlo lì in quell'ultimo episodio, dopo tutto ciò che gli è successo, è davvero dura lasciarlo... lì.
Superate le 300 canzoni, eccone altre 25. Altre 25 sere chiuse in Musica, come accade ormai da quasi un anno a questa parte.
Partendo dalla Musica di casa nostra, troviamo subito uno dei miei cantautori preferiti, Francesco Guccini, con la sua onirica "L'Isola non trovata"; eccola, Francesco, ci sei finito dentro... ;)
Nel Giorno della Memoria sono arrivati i Modena City Ramblers, con la bellissima "Oltre il Ponte". Un po' di dialetto napoletano con gli Almamegretta, con un pezzo a mio parere fantastico, "Nun te scurdà". Un grande artista che manca tanto al nostro Paese è Giorgio Gaber, che ho voluto ricordare con la geniale (ma lui è stato sempre geniale) "Destra-Sinistra". Da fan dei Litfiba, ricordiamo anche il periodo da solista di Piero Pelù, con il primo singolo uscito dopo la rottura con Ghigo, che a distanza di anni ancora non mi dispiace: "Io ci sarò". E in effetti, a distanza di 20 anni, ci sei ancora, Piero...
Chiude la schiera di italiani il rapper Frankie HI-NRG MC. Non amo particolarmente questo genere, ma alcuni artisti, proprio come Francesco Di Gesù, non posso non apprezzarli quando sfornano pezzi come "Quelli che benpensano".
Artisti che non ci sono più da ricordare: sicuramente Chester Bennington dei Linkin Park, con la bellissima "Numb", e il grande Chris Cornell, qui con "Nearly Forgot My Broken Heart"; che colpo al cuore quando se n'è andato...
Per il resto troviamo il nuovo singolo dei Pearl Jam, "Dance of the Clairvoyants", che più passa il tempo più mi piace; e a proposito... biglietti già presi per il concerto di luglio a Imola!
Nuovo gran bel singolo anche per Alanis Morissette, con "Reasons I Drink". A San Valentino, vogliamoci tutti bene con "Romeo and Juliet" dei leggendari Dire Straits. E troviamo poi anche "What It Is", dell'altrettanto leggendario Mark Knopfler, la voce dei Dire Straits. Altra leggenda, ormai, sono i Red Hot Chili Peppers, con "Californication", singolo estratto da uno degli album più belli della storia del rock degli ultimi trent'anni.
Di particolarità c'è da segnalare il rock spagnolo dei Mano Negra, con "Mala Vida" (ripresa dai Litfiba del periodo Cabo), e la ipnotica "Boadicea" di Enya. Seguono altre canzoni e artisti meno noti, ma che vale la pena di ascoltare, e altri decisamente affermati. Tutte canzoni che vi consiglio di scoprire...
Buone scoperte a tutti!
#301 Pearl Jam - Dance Of The Clairvoyants (25-gen-20)
#302 Francesco Guccini - L'Isola Non Trovata (26-gen-20)
#303 Modena City Ramblers - Oltre il Ponte (27-gen-20)
#304 Linkin Park - Numb (28-gen-20)
#305 Mano Negra - Mala Vida (29-gen-20)
#306 Amyl and the Sniffers - Got You (30-gen-20)
#307 Almamegretta - Nun te scurdà (31-gen-20)
#308 Enya - Boadicea (01-feb-20)
#309 Chris Cornell - Nearly Forgot My Broken Heart (02-feb-20)
#310 Bastille - Laura Palmer (03-feb-20)
#311 Alanis Morissette - Reasons I Drink (04-feb-20)
#312 Green Day - Basket Case (05-feb-20)
#313 Giorgio Gaber - Destra-Sinistra (06-feb-20)
#314 Moby - Lift Me Up (07-feb-20)
#315 Marcus King - The Well (09-feb-20)
#316 John Denver - Take Me Home, Country Roads (10-feb-20)
#317 Mark Knopfler - What It Is (11-feb-20)
#318 Piero Pelù - Io ci sarò (12-feb-20)
#319 Nickelback - How You Remind Me (13-feb-20)
#320 Dire Straits - Romeo And Juliet (14-feb-20)
#321 Limp Bizkit - Take A Look Around (15-feb-20)
#322 Red Hot Chili Peppers - Californication (16-feb-20)
#323 Frankie HI-NRG MC - Quelli Che Benpensano (17-feb-20)
Tratta dal Fumetto di Joe Hill (figlio di Stephen King) e Gabriel Rodriguez, ideata dallo stesso Hill, la Serie TV originale Netflix "Locke & Key" ha debuttato sulla piattaforma streaming lo scorso 7 febbraio, e io, da grande fan di papà King, non potevo perdermela.
La storia narra le vicende di tre fratelli (e la loro madre) che si sono trasferiti in una grande e antica casa nel Massachusetts dopo l'assurdo assassinio del padre, e che presto scopriranno che all'interno di quella casa vi sono Chiavi Magiche che danno, a chi avrà la possibilità di usarle, degli straordinari poteri e abilità. Ma a quelle Chiavi, si scoprirà presto, è interessato anche qualcun altro, e i tre fratelli si troveranno di fronte a situazioni e pericoli che ben presto si collegheranno a eventi del passato che, pian piano, riemergeranno per far luce su una storia... piena di ombre.
Dopo aver visto il 1° episodio, mi aspettavo molto da "Servant", la Serie TV di Apple TV+prodotta da M. Night Shyamalan. Un'aspettativa che col passare degli episodi, 10 in tutto, di mezz'ora circa l'uno, è andata via via ridimensionandosi. Non che la storia non sia interessante, ma troviamo anche in questo caso, come succede ormai un po' troppo spesso con le Serie TV, un inutile allungamento delle vicende, con ripetizioni e parti del tutto evitabili; e ricordiamoci che stiamo parlando di episodi tutt'altro che lunghi. Un altro difetto della Serie è che ci propone situazioni e misteri che sembrano buttati lì, e che alla fine della visione dell'intera storia ci sembrano messi apposta per un'eventuale (e credo sicura) Seconda Stagione. Tutto verrà spiegato, si spera, ma non ora. Il rischio, così, almeno per quanto mi riguarda, è creare nello spettatore l'esatto opposto di ciò che si vorrebbe: noia e disinteresse. Così come in "Ares" (ne parlo qui), infatti, la mancanza di una Seconda Stagione non mi turberebbe più di tanto. Per chi non ha visto la Serie, è meglio fermarsi qui. (VOTO: 6 - Non esistono più le Tate di una volta)
Per chi è riuscito ad arrivare fino in fondo, invece, proviamo ad aggiungere qualcosa nel dettaglio:
Ok, sono un tifoso del Napoli, ma allo stesso tempo mi ritengo anche sportivo e obiettivo. Sui due episodi di Coppa Italia molto simili di Milan-Juventus e Inter-Napoli, nei quali uno è stato sanzionato con il calcio di rigore, mentre l'altro no, credo ci sia bisogno di essere onesti, al di là della propria fede calcistica, e analizzare gli episodi regolamento alla mano.
Partiamo appunto da quello del rigore dato alla Juventus:
È chiaro che il braccio di Calabria è largo, di certo non attaccato al corpo, e nonostante siano arrivate in precedenza indicazioni che parlavano di non punibilità di episodi simili, possiamo affermare che il braccio c'è, si vede, è largo, e sì... in determinate circostanze (ricordiamo che la Juventus stava perdendo 1-0 al 90°) ci può stare, senza creare troppi scandali.
Nel caso del rigore reclamato dal Napoli e non concesso, invece, la situazione è molto diversa.
Finito il Ciclo della Meteora, e finito il primo albo del nuovo corso, devo ammettere di sentirmi spaesato, e non saprei dire se deluso o soddisfatto.
"Dylan Dog", per come lo conosciamo, termina con l'arrivo dell'Apocalisse. Termina, dunque, con l'albo Numero 400. Una fine che se per certi versi è comprensibile, se come si dice voluta proprio dal papà dell'Old Boy, Tiziano Sclavi, per altri non lo è, perché dolorosa, difficile da accettare. La fine arriva dopo un ciclo, quello della Meteora, che non mi ha entusiasmato particolarmente. Aspettavo da mesi di leggere e vedere cosa sarebbe successo con l'arrivo della terribile Meteora, e l'arrivo è stato (gusto personalissimo) deludente.
Chiuso il capitolo Meteora, si chiude anche il capitolo Dylan Dog. Il Dylan Dog a cui siamo tutti affezionati. Sul serio.
Attirato da commenti e articoli sulla Serie, che parlavano addirittura di qualcosa di talmente horror da non poterne reggere la visione, ho deciso di guardarmi in un paio di giorni "Ares", la Serie TV horror olandese originale Netflix.
La storia ci parla di una setta segreta che opera in Olanda da tempo, e che, da quel poco che ci è dato sapere, è artefice delle fortune e delle ricchezze di un Paese che, in definitiva, è spropositatamente piccolo in confronto al suo peso internazionale. Rosa, una ragazza di una modesta famiglia con problemi tutt'altro che modesti, si ritrova da un giorno all'altro a entrarne a far parte, anche grazie all'amico Jacob. Un'entrata a mio parere un po' troppo frettolosa e altrettanto frettolosamente metabolizzata. Ed è proprio qui che per quanto mi riguarda cominciano i problemi di una Serie che effettivamente promette bene, intriga, incuriosisce, ma che poi si perde in maniera clamorosa.
Fotografia fantastica, così come la Regia. Questo, e la curiosità che la storia instilla nello spettatore nei primi episodi, fanno sì che si riesca ad arrivare senza particolari problemi alla fine. Ma i problemi ci sono... e sono grossi.
La storia, nonostante si spalmi su 8 episodi di circa 30 minuti l'uno, si dilata in maniera incredibile, cadendo addirittura spesso in ripetizioni snervanti. I misteri si accumulano nella parte iniziale, per poi stagnare per tutto il resto della Serie. E che dire dell'Horror estremo promesso? Presentata come una delle Serie TV più spaventose della storia, "Ares" può risultare tale soltanto a chi nell'Horror non ci si è mai ritrovato davvero. I commenti entusiastici e terrorizzati, mi viene da pensare siano arrivati da chi credeva di ritrovarsi di fronte all'ennesima Serie TV con protagonisti adolescenti; che poi, a essere sinceri, non ci si allontana di tanto.
La mancanza di una caratterizzazione seria dei personaggi, poi, è soltanto il contorno a quello che è davvero il problema principale di questa Serie TV. Problema che, se non avete visto la Serie e siete interessati a farlo, vi consiglio di scoprire più in là. (VOTO: 5 - Setta Segreta. Fin troppo Segreta) Per chi invece l'ha già vista, oppure non ha la minima intenzione di farlo, fregandosene altamente degli Spoiler, possiamo dunque continuare...
Se amate il mito di Dracula, veder scorrere litri di sangue e scene splatter, "Castlevania" è la Serie TV d'Animazione che fa per voi.
Basata sul videogioco Castlevania III: Dracula's Curse della Konami, da appassionato di videogiochi anni '80 e '90, non ho potuto fare a meno di tuffarmi nella visione di questo prodotto Netflix. E che dire... di ambientazioni da videogioco di piattaforma di quegli anni (ovviamente) non c'è molto, ma la Serie non mi è dispiaciuta affatto. Le 2 Stagioni (la Prima di 4 episodi, la Seconda di 8) finora disponibili (in arrivo anche una 3a), narrano le avventure di Trevor Belmont, intento a difendere la Wallachia da Dracula e dalla sua schiera di Demoni. E c'è da dire che per come parte la storia, almeno per quanto mi riguarda, non c'è tanto da dar torto al povero Vampiro. La sete di vendetta di Dracula è per certi versi comprensibile, e il sangue che scorrerà tra le strade della regione avrà un solo colpevole: l'ignoranza. Ma Trevor cercherà di placare quella sete di vendetta, e non sarà solo. A dargli una mano, oltre alla Maga Sypha Belnades, alla fine della prima Stagione arriverà anche un personaggio davvero... particolare.
In attesa della Terza Stagione, non posso far altro che consigliarvi vivamente questa bella Serie Animata, cupa e sanguinolenta al punto giusto. E mi raccomando... durante la visione, non invitate nessuno a entrare in casa vostra. (VOTO: 7,5 - Buon Sangue Mente)
Allora: dall'ultima indagine Eurispes è emerso che in Italia i negazionisti, ovvero quelli che credono che la Shoah non sia mai esistita (!), sono passati dal 2,7% del 2004 al 15,6% di oggi. Sì, incredibile ma vero, sono aumentati. La stessa indagine ci fa sapere che gli italiani a favore dello Ius Solisono calati del 10%. Aggiungiamoci pure che a oggi, se si andasse a votare, come primo Partito ne avremmo uno che di certo non è favore dell'accoglienza e dell'inclusione, il quadro è davvero deprimente. Ma l'Italia è un Paese che ultimamente ci sta regalando grandi gioie, e allora ecco che con l'arrivo del Coronavirus alfabeti funzionali e compagnia bella (si fa per dire) si scatenano in ipotesi e timori da far arretrare se non autoeliminare il virus stesso.
Ora: col passare di anni, decenni, secoli e millenni è stato appurato che l'essere umano è andato incontro a una certa e costante evoluzione. Che sia dunque giunta al capolinea? Che l'evoluzione dell'essere umano, arrivata a un certo punto, non possa più avanzare?
Certo che no, mi risponderebbe qualcuno. Perché, riflettendoci bene, qui l'evoluzione sembra non essersi soltanto arrestata... ma aver cominciato a fare dei passi indietro.
E se nel secolo scorso pensatori, scienziati, filosofi, si chiedevano quali meraviglie avrebbero vissuto e governato i loro simili nei decenni a venire, oggi come oggi ci sarebbe da chiedersi soltanto a quale tipo di scimmia assomiglieremmo nel prossimo futuro: io voto per la bertuccia. Ne ho conosciuta qualcuna a Gibilterra, e mi hanno concesso anche qualche selfie.
Continuiamo il nostro viaggio in Musica, arrivando a toccare quota 300.
Stavolta non parto parlando degli artisti di casa nostra, ma di quelli che non ci sono più. In questi giorni è venuto a mancare Neil Peart, il batterista dei Rush, che ho voluto omaggiare con la splendida "Tom Sawyer". Recente anche la scomparsa di Marie Fredriksson, voce dei Roxette, qui ricordata con "The Look", una canzone che ho sempre amato. Come ho amato Dolores O'Riordan e i suoi Cranberries, che nel giorno dell'anniversario del suo prematuro addio ho ricordato con "All Over Now", canzone (ahimè) postuma. Non c'è più da un bel po', invece, il mitico Ronnie James Dio, o più semplicemente DIO, grande Metal Hero e voce di gruppi come i Rainbow e, soprattutto, i leggendari Black Sabbath, qui con la potente "Holy Diver". E sì, ci mancheranno... ma a ricordarceli, per fortuna, ci sarà la loro Musica.
Ci mancherà sempre, tanto, tantissimo, anche Fabrizio De André, che nel gruppo degli italiani in questo 12° Volume troviamo con uno dei suoi ultimi lavori, "La Domenica delle Salme". Il 2020 è stato aperto dai Timoria, proprio con la canzone "2020", uscita in tempi in cui Francesco Renga era pienamente consapevole delle sue capacità di vocalist. I Meganoidi con "Supereroi contro la Municipale" ci strappano un sorriso, mentre Francesco De Gregori, e la sua bellissima "La Leva Calcistica della Casse '68" ci fa fare un tuffo nel passato. A chiudere la brigata tricolore ci sono gli Afterhours, con "Voglio una Pelle Splendida", tornata di moda grazie al "The New Pope" di Sorrentino.
Tanta buona Musica in tutto ciò che resta, come i Foo Fighters, Neil Young, i miei amati Garbage. Tutti e tutto da ascoltare, come due pezzi che non rientrano propriamente nei generi che di solito seguo, "Right Here, Right Now" e "Hey Boy Hey Girl", ma che ho sempre ascoltato più che volentieri, anche grazie ai videoclip che li accompagnavano.
Presenti anche due Cover: "Sweet Dreams" (Eurythmics) di Marilyn Manson, a mio parere fantastica, e "Love is Blindness" (U2) di Jack White.
La numero 300, infine, non poteva che essere una canzone di uno dei miei gruppi preferiti in assoluto: gli Iron Maiden. Stavolta alla voce c'è Paul Di'Anno (presente in lista anche Blaze Bayley, altra voce del gruppo durante la pausa di Dickinson), nei Maiden dei primi due dischi, con la epica "Phantom of The Opera".
E sì... buona epicità a tutti.
#276 Cat Stevens - Wild World (30-dic-19)
#277 MarthaGunn - Heaven (31-dic-19)
#278 Timoria - 2020 (01-gen-20)
#279 Incubus - Wish You Were Here (02-gen-20)
#280 Neil Young - Rockin' In The Free World (04-gen-20)
#281 Marilyn Manson - Sweet Dreams (Are Made Of This) (05-gen-20)
#282 Meganoidi - Supereroi contro la Municipale (06-gen-20)
#283 Foo Fighters - All My Life (07-gen-20)
#284 Five Finger Death Punch - Inside Out (08-gen-20)
#285 Dio - Holy Diver (09-gen-20)
#286 Fatboy Slim - Right Here, Right Now (10-gen-20)
#287 Rush - Tom Sawyer (11-gen-20)
#288 Fabrizio De André - La domenica delle Salme (12-gen-20)
#289 Garbage - Push It (13-gen-20)
#290 Evanescence - Bring Me To Life (14-gen-20)
#291 The Cranberries - All Over Now (15-gen-20)
#292 Roxette - The Look (16-gen-20)
#293 Blaze Bayley - Ghost in the Machine (17-gen-20)
#294 The Chemical Brothers - Hey Boy Hey Girl (18-gen-20)
#295 Francesco De Gregori - La Leva Calcistica della Classe '68 (19-gen-20)
#296 Franz Ferdinand - Walk Away (20-gen-20)
#297 Skunk Anansie - I Believed in You (21-gen-20)
#298 Jack White - Love Is Blindness (22-gen-20)
#299 Afterhours - Voglio Una Pelle Splendida (23-gen-20)
#300 Iron Maiden - Phantom of the Opera (24-gen-20)
Di Cormac McCarthy lessi qualche anno fa "Non è un Paese per Vecchi", dopo aver visto il film dei fratelli Coen. Stavolta, visto che nella lista dei film che ho da guardare, tra i tanti, tantissimi, c'è anche "The Road", ho voluto fare il contrario. Un salto in libraria ed ecco tra le mie mani "La Strada".
C'è da dire che, come avevo avuto modo di constatare già con il libro precedente di questo autore, la scrittura di McCarthy è particolare. Una scrittura tutta sua, in cui i dialoghi sono senza virgolette, e che ci appare dunque come un susseguirsi di frasi, in cui sta al lettore capire quando qualcuno dice qualcosa e qualcun altro dice qualcos'altro.
Fatta questa premessa puramente tecnica, passiamo al contenuto.
Sei la candidata alla Presidenza di una Regione di cui non conosci i confini, non conosci le zone, non riconosci città importanti dalle foto, non conosci gli orari degli ospedali (qui la Regione non c'entra nulla). Come se non bastasse vieni perennemente oscurata nella campagna elettorale dal capo del Partito Politico a cui appartieni, tanto che alcuni elettori del suddetto partito, visto il grado culturale in cui versa l'Italia oggi, potrebbero persino arrivare a pensare che votandoti andrà a governare proprio lui, o meglio andrà a fare il Presidente del Consiglio, o ancora meglio della Repubblica o del Mondo e dell'Universo insieme. E poi odio, citofonate a sorpresa, blitz in esercizi commerciali da squadrista; ovviamente non tuoi, ma del tuo capo, perché tu conti quel che lui vuole farti contare, e ai tuoi elettori non importa nulla perché per loro è tutto una vergogna, un foradaibal, un parlatecidibibbiano,un primaglitaliani o meglio, pardon, primagliemilianoromagnoli! E ancora odio, paura e odio e "Qualcuno pensi ai bambini!" di Simpsoniana memoria. E alla fine?
E alla fine, nonostante tutto, alla vigilia del voto ci ritroviamo con un testa a testa. Sì, un testa a testa tra la candidata appena descritta e il suo avversario, il Presidente uscente, dopo 5 anni di buon governo, che ha portato la Regione (che lui conosce) a restare lì tra il top delle Regioni. E al riguardo, come se non bastasse, lo slogan della sua avversaria è un imbarazzante "Liberiamo l'Emilia-Romagna". Da cosa?! Liberarla da cosa?! Da tutti i primati di una Regione che, seppur non sia il paradiso, primeggia appunto in tanti, tantissimi settori?
Non pensavo di temere per le sorti politiche della Regione che 10 anni fa ho scelto di far diventare mia. Ma domani, a scanso di tutto ciò che si poteva pensare dell'evoluta società del 2020 decenni addietro, mi ritroverò a fare i conti con esseri umani che entreranno nella cabina elettorale con una clava in mano. E posso soltanto sperare che alla fine della conta, domani sera, le clave saranno state di numero inferiore alle matite. Anche una in meno. Di questi tempi, nell'evoluto 2020, ci si accontenta.