venerdì 17 aprile 2020

The Promised Neverland (Stagione 1)

Nel vasto catalogo Netflix, un giorno mi sono imbattuto in questo Anime che si è rivelato davvero molto interessante. "The Promised Neverland", per chi, come me, non conosceva il Manga, è una storia che sembra partire con buone intenzioni, da felici e contenti; ma non sono queste le storie che mi appassionano. E allora, per fortuna, quando incontreremo la giovanissima Emma e i suoi piccoli amici, nel tranquillo e ospitale orfanotrofio in cui sono cresciuti, fatto di regole sì dure, ma anche di divertimenti e buon cibo, tutto ci sembrerà accogliente e confortevole. Ci sembrerà. Perché ben presto, grazie alla curiosità di Emma e Norman, e a una serie di circostanze fortunate (si fa per dire...), scopriremo che l'orfanotrofio è ben altro, e che là fuori, all'esterno, si nasconde una tetra verità, anzi, un tetro destino, che toccherà ciclicamente a tutti i bambini. Un destino da incubo, tanto assurdo quanto crudele, e fuggire da quel posto sembrerà essere l'unica via di salvezza.

mercoledì 15 aprile 2020

Begotten (1991)

Di tutti i film assurdi, visionari, folli, all'apparenza (e non) incomprensibili, violenti, dissacranti, sconvolgenti, e chi più ne ha più ne metta, "Begotten" è senza ombra di dubbio uno di quelli che mi è rimasto più impresso. Innanzitutto partiamo dalla trama, se così vogliamo chiamarla: all'interno di una casa in campagna, un personaggio in maschera si suicida con un rasoio. Dopo la sua morte, dall'interno del cadavere emerge una donna, anch'essa mascherata, che masturbando i resti del morto... rimane incinta. Frutto di questo abominevole amore, è uno strano umanoide deforme. Mamma e figlio, allora, tenteranno di integrarsi in una sorta di tribù di uomini incappucciati. Ci riusciranno? Orrore chiama orrore, e per la bella famigliola le cose non andranno benissimo. 
Può bastare?
Certo che no...
 

martedì 14 aprile 2020

The Terror (Stagione 2)

Dopo la straordinaria, autoconclusiva Prima Stagione di "The Terror", sono passato alla visione della Seconda, "The Terror: Infamy", ben conscio del fatto che difficilmente sarebbe stata all'altezza della Prima. E così è stato.
Il primo punto a sfavore di questa nuova, indipendente Seconda Stagione, è che questa, al contrario della Prima, non parte da una storia già forte alle spalle, come un romanzo. Stavolta il Soggetto è originale, e segue le vicende di una comunità nippo-americana spedita in un Campo di Internamento durante la Seconda Guerra Mondiale. Anche qui troviamo il lato sovrannaturale, caratterizzato dall'apparizione di uno strano spirito che porta a una serie di morti misteriose.
Girata comunque bene, un altro punto debole di questa nuova Stagione, però, è anche il cast non all'altezza di quello del primo, dove trovavamo dei veri e propri mostri della recitazione già ampiamente collaudati. Stavolta gli attori giapponesi non convincono del tutto. La storia, poi, a un certo punto cede totalmente alla parte sovrannaturale (verso metà), facendola diventare in pratica una classica storia di possessione dell'ennesimo spirito orientale all'apparenza invincibile, con l'aggravante, però, di non spaventare neanche un po'. E tutto ciò ha sinceramente stancato... tanto che gli ultimi 4 episodi mi sono apparsi davvero inutili, una storia vista e rivista, stanca, che si è trascinata lentamente verso un finale banale e poco convincente.
Forse, in tutto ciò, il vero orrore da esplorare con maggiore convinzione sarebbe stato quello naturale, come nella Prima Stagione, dove l'elemento sovrannaturale era sì presente, ma non prevalente. In questa "Infamy", infatti, si aveva un buon materiale su cui lavorare, come quello della discriminazione, dei Campi di Internamento dei nippo-americani, delle minoranze razziali...
Tutto, come già detto, invece, a un certo punto della storia vira verso spiriti e possessioni che non inquietano nemmeno, relegando questa Serie TV a una delle tante, già viste e riviste. Un vero peccato.
(VOTO: 5,5 - Amori di Mamma)

lunedì 13 aprile 2020

Doctor Sleep (2019)

Da grande fan del Re, non sono mai stato un altrettanto grande fan degli adattamenti cinematografici delle opere dello zio King. Mai, dunque, mi sono precipitato al Cinema per andare a vedere un film tratto da un suo libro; negli ultimi anni mi è capitato solo con "IT - Capitolo 1", e me ne sono talmente pentito da non aver commesso lo stesso errore con il Capitolo 2. Fatto sta che avendo amato, e tanto, "Shining", e avendo apprezzato, abbastanza, il suo seguito, "Doctor Sleep", ho voluto recuperare il film che ne è stato tratto qualche mese fa. Un film che, come il romanzo, ci parla della vita del Danny Torrance adesso adulto (ottima interpretazione di Ewan McGregor), figlio dell'indimenticabile Lupo Cattivo Jack. Un Dan che si porta dietro i segni di quella terribile avventura nel terribile inverno all'Overlook Hotel, e che cerca in qualche modo di riprendere in mano la propria vita ripartendo da zero. E lo farà arrivando in una cittadina in cui avrà modo di conoscere qualcuno che, come lui, ha a che fare con quel dono chiamato Luccicanza. Ma la Luccicanza è qualcosa che interessa non soltanto i dotati di tale dono... ed è così che faremo la conoscenza di un personaggio molto ben riuscito, sia nel libro che nel film: Rose Cilindro. 

domenica 12 aprile 2020

L'Uomo e l'Isola (Episodio #001 - Far finta di non sentire)


EPISODIO #001 - Far finta di non sentire

Quando sei solo con te stesso, da tanto, troppo tempo, corri il rischio di dimenticare anche cose fondamentali. Come il tuo nome. In fondo, per quale motivo dovresti usarlo, quel nome?
L'uomo sentì l'acqua fredda bagnargli la punta dei piedi, proprio mentre rifletteva sul suo nome. Sì, lo ricordava ancora. Ma avrebbe mai avuto modo di risentirlo esclamato da qualcun altro? Di sentirsi chiamare, con quel nome? 
Davanti a lui una distesa infinita d'acqua grigia, come grigio era il cielo che dominava ogni cosa. Si toccò la barba, lunga, crespa. 
«Devo spuntarmela», esclamò al mare. 
Il mare sembrò rispondergli in qualche modo, toccandogli delicatamente i piedi con la sua acqua fredda. E l'uomo benedisse quell'acqua, quel freddo. Sì, il freddo, il caldo, il vento, la pioggia, erano ormai diventate le uniche cose che sembravano riuscire a farlo sentire vivo. Chiuse gli occhi, respirando a pieni polmoni. L'acqua continuava a bagnargli i piedi, arrivando così pian piano a coprirglieli completamente, nella sua danza lenta e ipnotica. E restò così, in silenzio, per minuti. 
Quando riaprì gli occhi notò subito un cambiamento dell'aria intorno, dell'atmosfera, dei colori. Soprattutto dei colori. Non più grigio, ma nero. La cupezza di quel posto in serate di cielo coperto come quella continuava a fargli tremare le vene, nonostante fosse passato ormai... quanto tempo? Da quanto tempo si trovava in quel posto?
«Giorni e giorni», esclamò, sperando di provare qualcosa. Anzi, di provare, di sentire una sola cosa: la verità.
Ma non era quella la verità. Perché la verità, quella cruda, quella senza appello, una volta che la si sentiva esclamata da se stessi o da altri ti faceva provare qualcosa, sentire qualcosa. Qualcosa di brutto, in casi come quello, ma pur sempre qualcosa.
«Mesi», provò allora. «Mesi e mesi.» E sentì qualcosa. Qualcosa.
Si schiarì la voce, come faceva quando, un tempo, un tempo lontano, forse tanto lontano (eccola quella strana sensazione che ti faceva provare la verità) si preparava a parlare per ore e ore davanti a qualcuno. «Anni», esclamò allora. «Anni e anni.»
Sentì un brivido. Poi quel brivido diventò qualcosa di più, dietro la schiena, su per la nuca, fino a scuoterlo del tutto. Eccola, la verità: Anni e anni.

venerdì 10 aprile 2020

Grand Budapest Hotel (2014)

In questi giorni di quarantena non mi sono concentrato soltanto su Film e Serie TV "pesanti" o "angoscianti" (o entrambe le cose), come mi accusa spesso mia moglie, ma ho cercato di dare spazio anche a prodotti più divertenti. Uno di questi è il bizzarro "Grand Budapest Hotel" di Wes Anderson, visto che all'epoca dell'uscita nei Cinema, spinto dai tanti giudizi positivi, anzi entusiastici al riguardo, avevo pensato di andarlo a vedere. Ovviamente, per un motivo che adesso non ricordo, non ci riuscii, e a distanza di ben 6 anni l'ho finalmente recuperato.
Un cast davvero stellare mette in mostra la storia di Gustave H, mitico concierge di un lussuoso e famoso Hotel europeo, e di Zero Moustafa, un garzoncello che diviene presto anche un suo fedele amico. I due se la vedranno con una disputa ereditaria di una ricca famiglia che li porterà a vivere una rocambolesca avventura ambientata tra le due guerre. 
Il film è divertente, e in puro stile Wesandersoniano ci ritroviamo catapultati in uno spettacolo che farà bene anche alla vista. C'è da dire però che dopo aver letto e sentito alcuni commenti mi sarei aspettato qualcosa di più, e che alla fine della visione, seppur di certo non insoddisfatto, non ho messo Grand Budapest Hotel nella lista dei film che riguarderei volentieri. 
(VOTO: 7- - Ricchi non si nasce)

giovedì 9 aprile 2020

The Terror (Stagione 1)

Vista la mia (e nostra) situazione attuale, ovvero al fatto che, oltre a quando sono costretto a uscire per andare lavoro, mi sto attenendo alla regola del #restateacasa (anche perché non mi pare ci stiano obbligando ai lavori forzati o ad andare al fronte per difendere la Patria... ma lasciamo stare che è meglio), ne sto approfittando per recuperare un po' di Serie TV e Film che avevo in lista da un po'. Una di queste era "The Terror", Serie che potete trovare su Amazon Prime Video, e dopo aver visto la Prima Stagione, posso tranquillamente affermare che per quanto mi riguarda è la Serie TV più bella vista in questi primi mesi di questo strano 2020.
Da sottolineare subito che parlo della Prima Stagione, autoconclusiva, perché la Seconda cambierà completamente registro, storia, personaggi e ambientazioni; insomma, un'altra cosa, e che, credo, difficilmente potrà avvicinarsi a questo capolavoro. 
La storia della Prima Stagione di "The Terror" ci racconta delle vicende degli equipaggi delle Navi di esplorazione Artica della Marina Britannica Erebus e Terror, che navigando nei bianchi, freddi, inospitali e inesplorati territori artici in cerca del passaggio a Nord-Ovest, si ritroveranno bloccate, isolate e con l'equipaggio a bordo costretto a sopravvivere in condizioni climatiche (e non solo) davvero estreme. Tratta dal romanzo "La scomparsa dell'Erebus" dello scrittore statunitense Dan Simmons, ispirato a sua volta dalla Spedizione perduta di Franklin, la storia, oltre a basarsi appunto su un episodio realmente accaduto, è arricchita da una componente orrorifica che si rifà alla mitologia Inuit, anche se c'è da dire che per quanto riguarda l'orrore... ce n'è già tanto, troppo nelle vicende reali degli uomini delle due Navi.

mercoledì 8 aprile 2020

Kingdom (Stagioni 1 e 2)

Con "The Walking Dead" che mi ha letteralmente stancato, tanto da averlo ormai abbandonato, sperando magari prima o poi di riprenderlo (forse quando si decideranno a esclamare le paroline magiche la prossima sarà l'ultima stagione), mi ero avvicinato a questa "Zombie-Serie" in punta di piedi. Ma mi è bastato poco per capire che "Kingdom" non era la solita storia sugli zombie. A cominciare dall'ambientazione: siamo nella Corea Medievale, dove per un motivo sconosciuto scoppia un'epidemia terrificante, che riporta in vita i morti che, a loro volta, infettano i vivi, dopo averli morsi o, nel migliore dei casi, mangiati. Questi zombie dagli occhi a mandorla sono feroci, veloci, affamati, ma per fortuna hanno dei limiti. E a cominciare proprio da questi limiti una donna medico, nel corso soprattutto della Seconda Stagione, proverà a capirne cause, effetti e, magari, soluzione. 

martedì 7 aprile 2020

Dov'è il mio corpo? (2019)

Un gran bel film d'animazione su Netflix è "Dov'è il mio corpo?", opera pluripremiata del francese Jérémy Clapin. 80 minuti di immagini che ci mostrano la storia di una mano mozzata, ibernata in un reparto di un ospedale dov'è custodita, che acquistando (chissà come) vita propria, decide di scappare e andare alla ricerca del suo corpo. Comincerà quindi un viaggio difficile e pericoloso, che si alternerà alla storia del giovane Naoufel, un corriere per una pizzeria che sogna di diventare pianista o astronauta, che durante una consegna arriverà a conoscere Gabrielle, di cui si innamorerà. 
Il film, breve e allo stesso tempo molto, molto intenso, è la storia dunque di due viaggi, due ricerche, quella di un corpo e di un amore, raccontata in maniera eccellente, grazie a un ottimo montaggio che intreccia tutto alla perfezione, in un'alternanza di colori e bianco e nero per sottolineare il presente e il passato. 
Unico appunto, alla versione italiana, è la traduzione del titolo. Una traduzione letterale dell'originale "J’ai perdu mon corps", ovvero "Ho perso il mio corpo" (in inglese è stato giustamente tradotto così), a mio parere avrebbe reso decisamente meglio. Ma poco importa. Il film è bello, come detto molto intenso, con un finale che forse, grazie a qualche minuto in più, avrebbe potuto convincere di più... ma, come spesso si dice, ancora di più in un film come questo, è il viaggio che conta. 
(VOTO: 8,5 - Mano Libera)

lunedì 6 aprile 2020

Tales from the Loop (Stagione 1)

Da amante della Fantascienza, mi sono tuffato subito nella nuova Serie TV su Amazon Prime, "Tales from the Loop", e dopo un primo episodio molto interessante, ho dovuto fare i conti con quella che si è rivelata una Serie Antologica, con episodi/racconti fruibili anche singolarmente, ma tutti ambientati nello stesso posto, con gli stessi personaggi, e che alla fine s'incastrano (non tutti) nel grande quadro generale che ne viene fuori. Come sempre mi accade quando sono davvero interessato a qualcosa, non mi ero informato tanto su questa Serie TV, per evitare di rovinarmi eventuali sorprese. E la sorpresa principale, appunto, è stata quella di dover abbandonare la storia del primo episodio, un classico dilemma spazio/tempo, di quelli che tanto mi affascinano. Peccato...
Ma cominciamo innanzitutto a chiarire di cosa parla la Serie che, come detto, nonostante si possa vedere come una Serie TV Antologica, ci racconta le sue 8 singole storie ambientate in un unico posto con dei personaggi ricorrenti. Ma qual è questo posto? Ci troviamo in una cittadina che sorge nei pressi del Loop, una sorta di enorme laboratorio/macchina sotterraneo costruito per "svelare ed esplorare i misteri dell'Universo, rendendo possibili le cose precedentemente relegate alla fantascienza". So che forse non c'entra tantissimo, ma vedere le vicende di una cittadina del genere, dove accadono cose assurde e, appunto, fantascientifiche, mi ha fatto venire in mente una Serie TV di qualche anno fa, che mi piaceva un sacco: "Eureka". Qui però la questione è più seria, e gli esperimenti del Loop si ripercuotono inevitabilmente, e spesso drammaticamente, sulle vite degli abitanti in superficie. E se, come detto, superato il primo episodio ci ritroviamo, nel secondo, catapultati in un'altra storia, in un altro problema, in un'altra straordinaria caratteristiche di un posto del genere, alla fine, grazie a un episodio finale davvero niente male, tutto sembrerà tornare al suo posto.

domenica 5 aprile 2020

The Road (2009)

Mi ero ripromesso di guardare questo film subito dopo aver letto il libro da cui è tratto, "La Strada", di Cormac McCarthy, che è diventato uno dei miei Libri preferiti in assoluto.
"The Road" è un buon film già come storia a sé, e una altrettanto buona trasposizione cinematografica di una grande Opera Letteraria. Certo, a mio parere nel film non si riesce a respirare in pieno la fredda, freddissima e cupa atmosfera del Libro, ma fa di tutto per avvicinarsi, anche se deve arrendersi di fronte alle tetre descrizioni che McCarthy fa nella sua opera, soprattutto quando ci parla di quel che l'essere umano, in situazioni del genere, potrebbe arrivare a fare. Straziante... soprattutto di fronte agli occhi di un bambino.
Il film, poi, aggiunge qualcosa in più sulla storia della mamma (Charlize Theron abbagliante come sempre, anche in poche scene) del bambino (anche qui, come nel libro, è semplicemente il Bambino). Una storia di sopravvivenza di padre e figlio dopo un disastro apocalittico. Una storia triste, grigia, fredda, atroce, ambientata in un mondo triste, grigio, freddo, atroce e senza speranza. Una speranza che, comunque, il padre del bambino (bravissimo Viggo Mortensen) cerca di donare al figlio, anche se ben cosciente di  tutto ciò che li circonda.
Un finale, come poche volte accade nelle opere cinematografiche tratte da libri, abbastanza fedele alla storia originale, e che chiude un film che, nonostante non faccia dell'azione sfrenata il suo marchio, riesce a tenere incollati allo schermo per tutta la sua durata. Un film, "The Road", sicuramente tra i più belli e intensi lungometraggi post-apocalittici, e uno dei migliori adattamenti tratti da un libro.
(VOTO: 7,5 - Fuoco Dentro)

sabato 4 aprile 2020

Castlevania (Stagione 3)

Di Castlevania mi erano già piaciute tantissimo le prime 2 Stagione, e questa Terza, da un mese disponibile su Netflix, devo ammettere che mi è piaciuta ancora di più. 
Riprendendo la storia lì dove l'avevamo lasciata all'8° Episodio della Seconda Stagione, la storia di questi nuovi 10 Episodi segue in pratica 4 vicende separate ma legate, ovviamente, tra loro: quella del Cacciatore di Vampiri Trevor Belmont e della Maga Sypha Belnades, approdati in una nuova misteriosa città con un'entrata... particolarmente a effetto; quella di Alucard, figlio di Dracula, alle prese con la vita quotidiana... di Castello; quella del Mastro Fabbro Isaac, che cerca di tornare... a casa, con la sua spettrale schiera di creature mostruose, e che si ritroverà a passare anche per il nostro amato Belpaese; e quella dell'altro Mastro Fabbro, Hector, che dovrà vedersela non con una, non con due, e nemmeno con tre... ma con ben quattro donne tutt'altro che facili.
Sangue, Magia, Fuoco, Mostri. Una Serie TV Animata da vedere tutta d'un fiato, che arriva al culmine con gli ultimi 2 Episodi che sono davvero pazzeschi, in un'esplosione di colori e sangue che mi è rimasta negli occhi, e che mi fa bramare, letteralmente, una Quarta Stagione. 
(VOTO: 8,5 - Scherzare col Fuoco) 

venerdì 3 aprile 2020

Okja (2017)

Direi che "Parasite" mi ha segnato profondamente. Tanto da voler poi andare a cercare e vedere un po' tutte le opere di Bong Joon-ho. E così, dopo il bellissimo "Snowpiercer" (in verità visto tempo fa, quando Bong Joon-ho per me era un regista come un altro), e l'abbastanza deludente "The Host", ho voluto provare anche "Okja". 
Partiamo subito col dire che questo mi è piaciuto più di "The Host" e decisamente meno di "Parasite" e "Snowpiercer". Ma di cosa parla Okja?
Siamo nel 2007, e Lucy Mirando, nuova amministratrice della multinazionale Mirando Corporation, annuncia di avere scoperto una nuova, straordinaria razza di maiale: il Super Maiale. E così 26 dei migliori "Super Maiali" di questa nuova specie, vengono inviati in diversi e lontani luoghi del mondo, con l'obiettivo, dopo dieci anni di allevamento, di selezionare il miglior Super Maiale del mondo. E uno di questi straordinari animali è proprio Okja, il Super Maiale allevato in Corea da una ragazzina di nome Mija e suo nonno. I 10 anni passano in fretta, e l'amicizia tra l'animale e la ragazzina si fa sempre più solida, intensa. E alla fine, come promesso, arriva il giorno del giudizio. E della verità sulle sorti di Okja e di tutti gli altri suoi simili.

giovedì 2 aprile 2020

Paradise Police (Stagioni 1 e 2)

Se in questi giorni di quarantena avete bisogno di una Serie TV Animata per distrarre i vostri bambini... questa non fa per voi. 
"Paradise Police" (o Paradise PD) credo sia l'esempio lampante dell'assoluta libertà d'espressione in una Serie TV. Così come il precedente prodotto degli stessi Autori, "Brickleberry", in Paradise PD troviamo davvero di tutto: sesso, droga e... sesso e droga. I personaggi (quasi copie dei Rangers di Brickleberry) sono tutti decisamente sopra, anzi oltre le righe, come il Capo della Polizia, il misogino e razzista senza palle (in tutti i sensi...) Randall Crawford; suo figlio Kevin, raccomandato e imbranato agente, dai gusti sessuali ambigui (uomini, donne o... macchine?), poco amato dal padre (se è senza palle... la colpa è sua) e molto amato dalla madre, Karen, Sindaco della città ed ex moglie di Randall; Gina, poliziotta bionda, carina, estremamente violenta e decisamente ninfomane, soprattutto quando si parla del suo grande, grosso, grasso collega effeminato Dusty, che però le fa capire (o almeno ci prova) in tutti i modi che c'è trippa solo per i suoi amati gatti; l'anziano e malandato poliziotto Stanley, ossessionato anch'egli dal sesso nonostante la sua veneranda età; il poliziotto di colore Gerald, che forse inizialmente sembra essere quello più normale. Inizialmente. E potrebbe già bastare una cricca del genere per capire di fronte a quale prodotto ci troviamo. Ma certo che non basta. Perché tra i professionalissimi agenti c'è anche un cane parlante, Bossolo, ovviamente agente dell'Unità Cinofila, e altrettanto ovviamente tossicodipendente e alcolizzato. Insomma, di tutto e di più, con l'aggiunta di personaggi secondari sulla stessa linea morale ed etica dei principali, se non peggio. 

mercoledì 1 aprile 2020

Michael Moorcock - Elric (La Saga)

Elric di Melniboné non è un eroe classico, votato completamente al Bene, dal fisico possente e dagli amori eterni. Elric, nonostante sia di famiglia nobile, è un albino  dagli occhi rossi, fragile e fortemente disilluso, che arriverà addirittura a tradire il suo popolo per intraprendere viaggi fantastici alla ricerca della conoscenza. E la sua fragilità fisica sarà la caratteristica fondamentale che lo renderà ciò che è, schiavo di pozioni e, successivamente, di una Spada, Tempestosa, tanto potente quanto oscura. Eccola, la maledizione di Elric, nel suo fulgido nero, che lo accompagnerà per tutte le avventure di una Saga davvero bellissima, piena di Dei mostruosi e bellissimi, di amici fedeli, traditori, amori tormentati e maledetti,  di piani, livelli, insomma fantastici multiversi... e una sfida finale che deciderà le sorti di di un nuovo mondo che infine sarà plasmato dalla Legge o dal Caos.
Letto nella splendida edizione "Oscar Draghi", impreziosita dalle illustrazioni di J. Cawthorn, R. Gould e P. Jablonski, l'intera Saga di Elric di Michael Moorcock mi ha davvero divertito, dalla prima all'ultima pagina. Interessante anche l'appendice, con le note dell'autore sul suo personaggio. 
Insomma, un'avventura fantastica, molto veloce nella lettura, che consiglio vivamente a tutti quelli che il fantastico lo amano davvero. Ancor più consigliata, ovviamente, l'edizione cartonata con le Illustrazioni... un vero gioiellino!
Nel Libro sono raccolti tutti i sei grandi Racconti della Saga: